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L'allarme Unicef: "Un bambino su quattro in Italia vive in condizioni di povertà" | In aumento la disuguaglianza economica nei paesi più ricchi

Secondo l'agenzia Onu si tratta di uno dei tassi più elevati in Europa. Tra gli adolescenti invece aumenta la soddisfazione per le condizioni di vita

12 Mag 2026 - 12:21
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La disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e ai risultati scolastici peggiori tra i bambini. Lo afferma l'Office of Strategy and Evidence - Innocenti dell'Unicef nel report "Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica". Il documento esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 paesi dell'OCSE e ad alto reddito. Ciò che ne emerge è che nella maggior parte di questi paesi i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono elevati. In media le famiglie che rientrano nel 20 per cento più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20 per cento più povero, mentre quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti.

A cosa è dovuta la disuguaglianza economica?

 Secondo il rapporto, esiste una chiara correlazione tra livelli più elevati di disuguaglianza economica e la salute dei bambini. I bambini che crescono nei paesi con il maggior livello di disuguaglianza hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso rispetto a quelli che vivono nei paesi con minor livello di disuguaglianza, il che potrebbe essere dovuto a un'alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti. Mettendo in evidenza i dati relativi ai paesi dell'Unione Europea, il rapporto sottolinea inoltre che solo il 58 per cento dei bambini appartenenti alle famiglie più povere gode di ottima salute, rispetto al 73 per cento di quelle più ricche. Il report inoltre evidenzia una relazione tra disuguaglianza economica e rendimento scolastico, osservando che i paesi in cui il divario tra ricchi e poveri è più ampio tendono a registrare risultati scolastici inferiori. Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65 per cento dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40 per cento di quelli che vivono in paesi con bassi livelli di disuguaglianza. Queste disparità tra i vari paesi si riscontrano anche all'interno dei singoli paesi, dove si registrano notevoli differenze nei risultati dei voti scolastici tra i ragazzi provenienti dalle famiglie più abbienti e quelli provenienti dalle famiglie più povere.

La situazione in Italia

 L'Italia occupa il 12esimo posto nella classifica sul benessere dei bambini su 37 paesi. Si trova nel primo terzo della classifica per quanto riguarda il benessere mentale (10° posto), mentre si colloca nella fascia media per quanto riguarda la salute fisica (17esimo posto) e le competenze (25esimoposto). Il nostro paese inoltre si colloca al 22esimo posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, posizionandosi al 30esimo posto per quanto riguarda la povertà infantile (tasso pari al 23,2 per cento) e alla 15esima posizione su 41 per quanto riguarda il divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere.

Nello specifico, il 23 per cento dei bambini italiani vive in famiglie con un reddito inferiore al 60 per cento della mediana nazionale, situazione che rappresenta uno dei tassi più elevati in Europa. Nel complesso, però, la soddisfazione per le condizioni di vita sono relativamente elevate, pur con leggere differenze tra chi vive in condizioni socioeconomiche favorevoli e sfavorevoli. Circa l'istruzione, in media il 57 per cento dei quindicenni raggiunge un livello di competenza di base in matematica e lettura, ma il divario è estremamente ampio tra chi vive in famiglie ricche e povere (84 per cento contro 45).

Il rapporto sottolinea anche che le abitudini alimentari variano a seconda del reddito familiare. Tra gli italiani di età compresa tra gli 11 e i 15 anni, il 22 per cento dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura ogni giorno, contro il 39 per cento di quelli provenienti da famiglie ad alto reddito. Il consumo giornaliero di bevande zuccherate invece mostra un andamento inverso: il 18 per cento nelle famiglie a basso reddito e il 12 per cento in quelle a reddito elevato.

I consigli dell'Unicef

 Il rapporto esorta i governi e le parti interessate ad adottare misure in diversi ambiti politici per ridurre al minimo l'impatto delle disuguaglianze sul benessere dei bambini, in particolare attraverso la riduzione della povertà infantile. Tali misure possono includere:

  • Migliorare le misure di protezione sociale, tra cui gli assegni familiari e i sussidi per l'infanzia e il salario minimo, per garantire che nessun bambino cresca in condizioni di povertà;
  • Sostenere le comunità più vulnerabili attraverso alloggi a canone agevolato, il potenziamento delle infrastrutture nei quartieri più poveri e gli investimenti in strutture pubbliche quali spazi verdi e strutture ricreative;
  • Affrontare le disuguaglianze nel settore dell'istruzione riducendo al minimo la segregazione socioeconomica nelle scuole; garantendo che le scuole dispongano di personale e attrezzature adeguati, indipendentemente dal contesto economico degli studenti; e fornendo ai bambini pasti scolastici sani e nutrienti;
  •  Interagire con i bambini per comprendere meglio il loro punto di vista su come la disuguaglianza influisca su di loro e sulle loro famiglie e per elaborare soluzioni che ne promuovano il benessere.

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