si salvano ristorazione e turismo

Lavoro sempre più precario, a Milano è boom di contratti da due giorni | L'allarme della Cgil: "Pesa l'effetto Trump"

I dati del primo trimestre 2026 restituiscono l'immagine di una città sì movimentata dal punto di vista dell'occupazione, ma sempre meno in grado di garantire stabilità

03 Ago 2026 - 13:03
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Il lavoro a Milano cresce. Ma è sempre più precario. Lo dicono i dati del dossier Milano al Lavoro della Cgil che scatta una fotografia dell'andamento dell'occupazione nel capoluogo lombardo nei primi tre mesi del 2026 e che restituisce l'immagine di una città certamente movimentata dal punto di vista del lavoro ma sempre meno in grado di garantire stabilità, con contratti che sono sempre più brevi, arrivando a toccare punte di appena due giorni

A Milano è boom di contratti di lavoro precari

 Nel dettaglio i dati: tra gennaio e marzo 2026 i contratti "brevi" sono aumentati da 73.446 a 96.591. Un incremento di circa 31 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2025. Di questi quasi 30mila, indica la Cgil, hanno una durata di massimo due giorni. 

Un mercato non solo dinamico

 Segno di un mercato dinamico? Sì ma purtroppo non solo di quello. Come spiega a Tgcom24 Luca Stanzione, Segretario della Cgil di Milano, "i numeri sono dovuti alla crisi internazionale e alla instabilità, fattori che portano gli imprenditori a non investire a livello occupazionale. Diciamo che potremmo definirlo "l'effetto Trump". Con l'annuncio dei dazi molte aziende inoltre hanno riempito i loro magazzini per il timore degli aumenti dei prezzi. Una scelta dettata da una situazione di emergenza che si è scontrata con una generale incertezza sul futuro e che ha portato gli imprenditori a rinviare gli investimenti dal punto di vista occupazionale". 

Per Stanzione dietro questi dati allarmanti potrebbe esserci anche lo spettro del "lavoro nero": "È una piaga presente anche nel mercato del lavoro di Milano quindi non escludo che l'aumento dell'occupazione precaria possa essere dovuto in parte anche a questo fenomeno". 

Meno contratti di lavoro a tempo indeterminato

  Tornando ai dati dal dossier della Cgil Milano emerge dunque un sistema occupazione sempre più frammentato, dove sono in aumento le proroghe dei contratti e in cui, contestualmente, scendono di quasi il 5% i passaggi dal tempo determinato all'indeterminato: nel trimestre 2026 passati da 20.207 a 19.230 sulla scia di una tendenza che si era già manifestata a fine 2025. Crescono anche i lavori in somministrazione

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Segnali positivi da ristorazione e alloggio

 Unica eccezione il comparto dell'alloggio e della ristorazione in crescita da gennaio a marzo 2026, insieme a quello dei servizi alle imprese. Una crescita che però riguarda un settore dove i contratti sono da sempre molto brevi, intermittenti, spesso legati alla stagionalità.

Innovazione tecnologica, le criticità

 I dati del dossier mettono in luce anche dei cambiamenti legati all'innovazione tecnologica che, si legge nello studio della Cgil, "lasciano un segno rilevante nella diminuzione delle professioni d'ufficio" e che iniziano a far sentire il loro peso anche nelle attività ad alta specializzazione. Infine la questione del divario di genere che, secondo il dossier, non si attenua, anzi continua ad ampliarsi generando ancora più incertezza in un mercato del lavoro che, seppur in crescita, si mostra precario. 

Per Stanzione la chiave per attenuare questa instabilità occupazionale è quella di "guardare maggiormente ai settori produttivi che dipendono da scelte locali, dando maggiore risalto alla ricerca che solo nell'area milanese coinvolge 450mila lavoratori". 

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