Oltre 4 ore al giorno di lavoro in casa: sulle donne lavoratrici quasi il 70% del carico familiare
Lo studio analizza l'andamento del lavoro familiare negli ultimi 20 anni: il riequilibrio delle incombenze di famiglia tra uomini e donne procede, ma molto lentamente
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Le donne italiane lavorano ancora il doppio degli uomini tra le mura domestiche, nonostante un ventennio di lenti cambiamenti. Secondo l'ultimo report dell'Istat sui tempi di lavoro e le disuguaglianze di genere, il divario quotidiano per le attività familiari non retribuite si è ridotto di appena 55 minuti in vent'anni, passando dalle 3 ore e 22 minuti del 2003 alle 2 ore e 27 minuti del 2023. Un progresso reale del 27,2%, che però non basta a colmare un divario profondo: oggi una donna dedica alla casa e alla famiglia ben 4 ore e 21 minuti al giorno, contro l'ora e 54 minuti degli uomini. Un carico sproporzionato che non accenna a diminuire significativamente, nemmeno a fronte di una maggiore occupazione femminile fuori casa. Questa la fotografia sui tempi di lavoro e le disuguaglianze di genere in Italia, messa a fuoco dall'Istat in 20 anni, tra il 2003 e il 2023.
L'indagine Istat
Analizzando i dati si scopre che, in una coppia di occupati tra i 25 e i 64 anni, le donne svolgono quasi il 70% (il 68,9%) della quota di lavoro familiare, con un calo di 6,5 punti percentuali in vent'anni. Tuttavia, nel confronto europeo, l'Italia presenta il divario di genere più ampio sia nel tempo di lavoro familiare non retribuito sia nel tempo di lavoro retribuito. Secondo gli ultimi dati Eurostat e Istat, il nostro Paese si posiziona infatti all'ultimo posto nell'Ue per occupazione femminile (52,5%) e, contemporaneamente, al primo posto per il tempo che le donne dedicano al lavoro familiare non retribuito (4 ore e 15 minuti al giorno).
Il confronto con l'Europa
Il risultato è un divario economico e sociale: da un lato, le italiane registrano il valore più basso d'Europa per tempo dedicato al lavoro pagato (appena 1 ora e 48 minuti in un giorno medio); dall'altro, sopportano un carico domestico il cui divario rispetto agli uomini (2 ore e 26 minuti) è quasi il triplo rispetto a quello dei Paesi nordici come Norvegia e Finlandia dove la differenza tra uomini e donne si ferma rispettivamente a 49 e 50 minuti.
Tempo al lavoro retribuito
Dall'analisi dell'Istat emerge inoltre che, nei vent'anni presi in esame, il tempo dedicato dalle donne al lavoro retribuito cresce di circa un'ora e mezza (da 31 ore e 52 minuti a 33 ore e 25 minuti settimanali), mentre quello per il lavoro familiare si riduce di oltre 3 ore settimanali (da 27 ore e 23 minuti a 23 ore e 54 minuti alla settimana). Il risultato è che il tempo di lavoro totale (familiare e retribuito) delle occupate scende di quasi 2 ore settimanali.
Il miglioramento per le occupate è reale, ma va letto in prospettiva: con quasi 13 ore settimanali di lavoro familiare in più rispetto agli uomini occupati, il sovraccarico femminile resta una caratteristica strutturale.
I tempi delle casalinghe
Diverso il discorso per le casalinghe: il lavoro familiare si riduce (da 52 ore e 51 minuti nel 2003 a 49 ore e 33 minuti nel 2023; -6,2% in vent'anni), grazie anche ai miglioramenti nelle dotazioni di elettrodomestici e nei cambiamenti nelle abitudini di consumo (ad esempio la diffusione di cibi pronti, di acquisti online), che hanno contribuito a ridurre il tempo necessario per le attività domestiche. Tuttavia, i livelli restano molto elevati, quasi 50 ore settimanali nel 2023, confermando che l'esclusione dal mercato del lavoro spesso si traduce in un impegno nel lavoro domestico e di cura pressoché a tempo pieno.
