Riscaldamenti, il 15 ottobre l'accensione teorica ma molti Comuni rimandano | Conto da oltre mille euro a famiglia: +26%
Il 15 ottobre segna l’avvio teorico della stagione termica nelle città della zona E, ma il caldo spinge diversi Comuni a rinviare le accensioni
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Il 15 ottobre prende il via la stagione dei riscaldamenti in molte città italiane, ma quest’anno il calendario si presenta a macchia di leopardo. Le temperature ancora miti e superiori alle medie hanno spinto diversi sindaci a posticipare le accensioni dei termosiforni o a ridurre le ore consentite. E mentre il freddo tarda ad arrivare, le famiglie devono prepararsi a un inverno più caro: secondo le stime di Facile.it, con le attuali offerte del mercato libero a prezzo bloccato la sola spesa per riscaldare casa potrebbe raggiungere in media 1.016 euro, il 26% in più rispetto allo scorso anno. Ridurre gli sprechi, regolare correttamente la temperatura e verificare la propria tariffa può però alleggerire il conto.
Riscaldamenti al via tra deroghe e rinvii
Il 15 ottobre è la data tradizionalmente prevista per l’avvio degli impianti nella zona climatica E, che comprende gran parte delle città del Nord Italia. Ma il calendario nazionale può essere modificato con ordinanze locali in presenza di condizioni climatiche particolari. Ed è quello che sta accadendo nel 2026.
A Milano i termosifoni possono essere accesi dal 15 ottobre, ma fino al 30 ottobre per non più di otto ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Dal 31 ottobre al 15 aprile il limite sale a 13 ore. Per le abitazioni la temperatura massima resta fissata a 19 gradi, con due gradi di tolleranza. La decisione è legata alle temperature ancora sopra la media e alla necessità di contenere consumi ed emissioni.
Torino ha scelto invece di rinviare del tutto la partenza. Un’ordinanza firmata dal sindaco Stefano Lo Russo ha spostato l’accensione dal 15 al 19 ottobre, dopo giornate con massime attorno o superiori ai 20 gradi. Dal 19 ottobre gli impianti potranno funzionare per un massimo di 13 ore al giorno.
Slittamento ancora più lungo a Seregno, dove il sindaco Alberto Rossi ha fissato al 22 ottobre l’avvio ordinario degli impianti a combustione. Rho parte invece il 15 ottobre, ma limita a otto ore al giorno il funzionamento fino al 30 ottobre. A Varese sono consentite al massimo sette ore quotidiane fino al 23 ottobre, con temperatura fissata a 19 gradi negli edifici civili e 18 in quelli industriali e artigianali, sempre con due gradi di tolleranza.
Un caso a parte è l’Emilia-Romagna: nei Comuni delle aree di pianura e nell’agglomerato di Bologna l’avvio degli impianti civili è stato spostato al primo novembre. La stessa data rappresenta il riferimento ordinario per la zona D, nella quale rientra Roma, con un massimo di 12 ore giornaliere. Napoli, in zona C, dovrà invece attendere il 15 novembre e potrà utilizzare gli impianti per un massimo di 10 ore. Nelle zone A e B la stagione comincerà il primo dicembre, rispettivamente con sei e otto ore al giorno.
Quanto costerà quest’anno riscaldare casa
Il vantaggio delle temperature miti potrebbe servire almeno in parte ad attenuare un inverno che, sul fronte delle bollette, si annuncia più pesante. Facile.it stima che con le offerte del mercato libero a prezzo bloccato disponibili a metà ottobre la spesa media per il solo riscaldamento possa arrivare a 1.016 euro, con un aumento del 26% rispetto allo scorso anno, a parità di consumi.
Il calcolo prende come riferimento un consumo medio annuo di 646 standard metri cubi di gas e un prezzo complessivo di 1,57 euro per Smc, comprese quota fissa e altre voci presenti in bolletta. La stima è stata elaborata da Facile.it sulla base di dati Enea e Arera e delle offerte a prezzo bloccato rilevate il 14 ottobre.
Proprio la tariffa può fare una differenza importante. Secondo le simulazioni, il passaggio da una delle offerte meno convenienti a una delle migliori disponibili sul mercato può ridurre la spesa fino al 27%. Un dato che rende utile controllare periodicamente le condizioni del proprio contratto, soprattutto prima dei mesi di maggiore consumo.
Come risparmiare sul riscaldamento
Il primo intervento non costa nulla: evitare di tenere in casa una temperatura più alta del necessario. Secondo le stime di Facile.it, abbassare il termostato di appena un grado può tradursi in un risparmio che arriva a circa 95 euro nell’arco della stagione. Ridurre di un’ora al giorno il funzionamento dei termosifoni può valere altri 32 euro l’anno.
Anche le valvole termostatiche aiutano a evitare di riscaldare stanze che vengono utilizzate poco. Attenzione invece alle stufette elettriche: possono essere utili per scaldare rapidamente un singolo ambiente, ma un utilizzo prolungato rischia semplicemente di spostare la spesa dalla bolletta del gas a quella elettrica, con un costo che può arrivare fino a 2 euro al giorno a seconda di potenza e ore di utilizzo.
Contano poi manutenzione e piccoli comportamenti quotidiani. Una caldaia efficiente consuma meno, mentre arieggiare troppo a lungo con il riscaldamento acceso disperde inutilmente calore. La sera, chiudere tapparelle e persiane aiuta a limitarne la perdita. Radiatori e termosifoni non dovrebbero inoltre essere nascosti da tende pesanti, mobili o panni: ostacolare la diffusione del calore può far aumentare la spesa fino al 5%.
Infine c’è la tecnologia. Termostati intelligenti e sistemi di regolazione automatica permettono di adattare l’accensione agli orari effettivi della famiglia, evitando di scaldare la casa quando è vuota. L’obiettivo non è rinunciare al comfort, ma utilizzare l’energia quando serve davvero.
