Milano sempre più sexy per gli stranieri: ecco perché
Flat tax, effetto Brexit e qualità della vita: così il capoluogo lombardo si impone come nuova meta europea dei grandi patrimoni
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Non più solo la moda e il cibo: Milano si conferma al centro della nuova geografia europea della ricchezza anche per altri motivi. Nel 2025 oltre 3.700 contribuenti ad altissimo reddito hanno trasferito la residenza in Italia e più della metà (il 52%) ha scelto il capoluogo lombardo, con gli inglesi tra i più presenti (4 su 10). Un flusso che negli ultimi nove anni è cresciuto in modo esponenziale, con un aumento dell’835% dei beneficiari del regime agevolato.
Come funziona la flat tax
Alla base del fenomeno c’è il regime dei neo-residenti introdotto nel 2017, pensato per attrarre individui con patrimoni e redditi molto elevati. Il meccanismo consente di pagare un’imposta forfettaria sui redditi prodotti all’estero, indipendentemente dal loro ammontare. Nel tempo la soglia è stata progressivamente innalzata fino agli attuali 300 mila euro annui, trasformando la misura in uno strumento sempre più selettivo, rivolto a una fascia ristretta di contribuenti globali. Per chi dispone di grandi patrimoni internazionali, il vantaggio è quello di concentrare la residenza fiscale in Italia senza essere soggetti alla tassazione progressiva sull’intero reddito globale.
L’effetto Brexit
Il dato più rilevante riguarda la provenienza dei nuovi residenti: circa il 40% di chi fa il trasloco verso Milano arriva dal Regno Unito. Un trend partito da alcuni anni e presto spiegato: negli ultimi anni Londra ha perso parte della sua attrattività fiscale, anche a seguito della revisione dei regimi agevolati e delle conseguenze della Brexit. La fine di alcune condizioni favorevoli per i grandi patrimoni ha spinto molti a riconsiderare la propria residenza fiscale.
Perché Milano
Se l’Italia rappresenta la destinazione, Milano è il vero polo di attrazione. La città offre un ecosistema economico e finanziario ormai pienamente integrato a livello internazionale, oltre a una rete consolidata di servizi professionali, legali e fiscali. A questo si aggiungono fattori meno misurabili ma decisivi, come la qualità della vita, la presenza di scuole internazionali e la facilità di connessione con le principali capitali europee. La concentrazione crescente di grandi patrimoni genera inoltre un effetto rete: più aumenta il numero dei residenti facoltosi, più il sistema diventa attrattivo per nuovi ingressi.
Gli impatti sull’economia milanese
Gli effetti visibili sull’economia milanese sono di diversa natura: i nuovi contribuenti alimentano consumi, investimenti immobiliari e attività imprenditoriali, contribuendo alla crescita di alcuni settori di pregio. Allo stesso tempo, il legame tra flat tax e dinamiche dei prezz, in particolare nel mercato immobiliare, resta oggetto di dibattito. Più che l’effetto diretto dei nuovi arrivi, pesa lo squilibrio strutturale tra domanda e offerta di abitazioni.
Non solo super ricchi
Accanto ai grandi patrimoni, Milano continua ad attrarre anche lavoratori altamente qualificati che rientrano dall’estero grazie al regime degli impatriati. Si tratta di manager, docenti e professionisti che beneficiano di una tassazione agevolata sui redditi da lavoro e che contribuiscono a rafforzare il capitale umano della città. È un flusso meno visibile rispetto a quello dei “paperoni”, ma numericamente molto più ampio e con effetti diffusi sull’economia urbana.
Secondo i dati del Mef, i lavoratori che hanno aderito al regime degli impatriati sono passati dai circa 3.700 del 2017 a oltre 21mila nel 2021 (ultimo dato consolidato), con una stima che per il 2026 vede Milano catalizzare circa il 50% dei flussi nazionali. Professionisti con un reddito lordo medio di circa 121mila euro, che scelgono di rientrare attirati da un abbattimento fiscale del 50% (che sale al 60% in presenza di figli minori) applicabile per cinque anni su un tetto di reddito fino a 600mila euro. Oltre al risparmio monetario, che per una Ral alta può superare i 20mila euro netti extra l'anno, il "guadagno" reale percepito è il salto nella qualità della vita: la possibilità di ricoprire ruoli apicali in un hub internazionale come Milano mantenendo un potere d'acquisto superiore a quello di Londra o Parigi, grazie a una tassazione che di fatto azzera il differenziale salariale con l'estero.
