Dove investe Sofaz nel mondo, il fondo sovrano dell'Azerbaigian
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I rapporti tra Roma e Baku si erano già consolidati grazie al gasdotto Tap: in cinque anni 45 miliardi di metri cubi di gas sono arrivati dal Mar Caspio fino alle coste pugliesi
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Il rapporto tra Italia e Azerbaigian è più stretto che mai e si è consolidato attraverso le relazioni strategiche, le infrastrutture e gli investimenti. E, ovviamente, il settore energetico. A dimostrarlo sono i numeri di Sofaz, il fondo sovrano della Repubblica azera, che finora ha investito nel Belpaese circa 3 miliardi di dollari, pari al 4% del portafoglio complessivo, come mostrano le inforgrafiche realizzate da Withub. Una cifra che rende l'Italia il quarto Paese per presenza negli investimenti del fondo.
La scelta del Belpaese è strategica: secondo Levan Davitashvili, Ceo di Italiana Petroli (società acquisita dalla Compagnia sovrana azera, Socar), l’interesse verso il mercato italiano è il risultato di un rapporto rafforzatosi negli anni, soprattutto a partire dalla costruzione del Tap, il gasdotto Trans-Adriatico che in cinque anni (dal 2020 al 2025) ha già portato fino alle coste pugliesi 45 miliardi di metri cubi di gas provenienti dal giacimento Shah Deniz, nel settore azero del Mar Caspio. La decisione di investire nel nostro Paese, ha spiegato Davitashvili a Eunews.it, "rappresenta la logica continuazione di quanto già fatto in termini di espansione energetica, perché l’Italia non è una novità per l’Azerbaigian. È un partner commerciale molto importante. È il primo partner commerciale in termini di esportazione di risorse energetiche". Un legame che trova conferma anche nei numeri dell’interscambio energetico. "Per l’Italia, l’Azerbaigian è il secondo fornitore di gas naturale e petrolio", ha aggiunto l'amministratore delegato di Italiana Petroli, che non ha mancato di menzionare il ruolo crescente di Baku nel panorama energetico europeo dopo la crisi delle forniture russe.
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Il Tap è solo una parte di una rete molto più ampia: insieme alla South Caucasus Pipeline e alla Trans-Anatolian Pipeline, infatti, costituisce il Corridoio Meridionale del Gas verso l’Europa, la principale via di accesso del vecchio continente alle risorse energetiche del Caspio. Attraverso il terminale di Melendugno, in provincia di Lecce, arrivano ogni giorno tra i 25 e i 28 milioni di metri cubi di gas azero destinati al mercato italiano. Capacità che arriverà a raddoppiare, grazie a un protocollo d'intesa firmato dal governo azero e dalla Commissione europea nel 2022, che prevede di passare da 10 miliardi di metri cubi annui a 20. Questo processo sta già portando i suoi frutti: a gennaio 2026 la capacità complessiva del gasdotto è arrivata a 11,2 miliardi di metri cubi l’anno.
Ma agli occhi del governo di Baku, Roma non è solo il ponte per trasportare l'energia verso il resto d'Europa: per Sofaz l'Italia è una destinazione privilegiata per i propri investimenti finanziari. Il fondo sovrano detiene partecipazioni in Italo, in Fsi, in impianti di energia rinnovabile e nell’Azzurra Capital Investment Fund. E l’interesse è destinato a crescere. "Stiamo cercando nuove opportunità di investimento", ha dichiarato il vice amministratore delegato di Sofaz, Rovshan Javadov, incontrando i giornalisti nella capitale azera. "Stiamo discutendo con nuovi partner in Europa e l’Italia è il primo Paese. Guardiamo a mercati liquidi principalmente in Europa occidentale".
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La centralità dell’Azerbaigian nella strategia energetica italiana ed europea è stata al centro anche della visita compiuta a inizio maggio a Baku da Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio. In quell’occasione la premier aveva evidenziato la necessità di ampliare la cooperazione con i partner strategici dell’area. "Bisogna costruire una strategia nuova, parlando e allargando la cooperazione al proprio spazio geografico, ai Paesi like-minded, cioè ai tanti amici che continuiamo ad avere", aveva dichiarato.
A rafforzare ulteriormente il quadro contribuisce, poi, il riavvicinamento tra l'Unione europea e la Repubblica azera: l’Ue e l’Azerbaigian hanno infatti ripreso ufficialmente i negoziati per un nuovo accordo bilaterale. Secondo quanto comunicato su X dalla delegazione europea nel Paese caucasico, le parti hanno finalizzato il testo iniziale delle nuove "Priorità di partenariato", che dovranno costituire la base politica della cooperazione futura. "Il nostro obiettivo principale è rafforzare il dialogo, la connettività e la cooperazione economica", si legge nella comunicazione diffusa dalla rappresentanza dell’Unione.