Addio a Nadia Santini, la prima donna chef italiana che ha conquistato 3 Stelle Michelin
Dagli agnoli in brodo ai tortelli di zucca, fino ai risotti: le ricette della chef mantovana raccontano una cucina fatta di materie prime, gesti tramandati e ricerca dell'equilibrio
È morta Nadia Santini, prima chef italiana insignita con tre Stelle Michelin per il suo ristorante "Dal Pescatore", a Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova. Lo ha annunciato lo stesso storico locale su Instagram. "Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo. Ha tracciato un solco profondo nelle nostre vite volto alla Sensibilità, all'Empatia e all'Amore. Le siamo grati per averci educato al rigore morale, all'etica del lavoro e alla semplicità. Grazie Nadia, Grazie Mamma", si legge in un post riportato anche in inglese e francese.
I suoi piatti iconici - La zucca non deve essere troppo acquosa, il ripieno degli agnoli richiede una doppia cottura e lo zafferano va aggiunto al momento giusto. Nella cucina di Nadia Santini, anche i dettagli facevano la differenza. Dietro i piatti che hanno portato Dal Pescatore ai vertici della gastronomia internazionale c'erano una profonda conoscenza delle materie prime e una tradizione familiare coltivata e perfezionata nel tempo. Il nome della chef resta legato al ristorante di Canneto sull'Oglio, che conquistato le tre stelle Michelin nel 1996 e al premio World's Best Female Chef ricevuto nel 2013. Ma per comprendere la sua cucina bisogna partire dalle preparazioni che hanno reso riconoscibile il repertorio mantovano: agnoli, tortelli di zucca e risotti.
Chi era - Cognome da nubile Cavaliere, Nadia Santini è nata a San Pietro Mussolino, nel Vicentino, nel 1954 in una famiglia di umili origini. Comincia a cucinare non per vocazione, ma per amore del marito Antonio. Nadia inizia a imparare i trucchi del mestiere dalla suocera Bruna, mamma di Antonio. La trattoria funzionava bene, ma i giovani coniugi hanno altre ambizioni: viaggiano, vanno in Francia, mangiano nei ristoranti stellati e hanno il sogno di trasformare il locale di famiglia in qualcosa di più. Antonio impara l'arte della sala e dell'accoglienza, Nadia scopre di avere mani d'oro e una particolare capacità per i tortelli di zucca. Ma non solo: senza stage né corsi professionali, Nadia Santini costruisce nel tempo la sua personalità ai fornelli. La sua è una cucina umanistica, come la chiamava lei, romantica, ispirata al calore del fuoco, della famiglia e dell'amore.
