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9/10/2006

Briatore, veleno su Schumacher

"Dispiaciuto? Come lui per noi a Monza"

Flavio Briatore ha dichiarato di non essere dispiaciuto per il ritiro di Michael Schumacher nel Gp del Giappone causato dalla rottura del motore che ha compromesso le chances iridate del tedesco. "Provo lo stesso dispiacere che lui ha provato per noi a Monza - ha ammesso ironicamente - La stessa cosa è accaduta a noi in Italia. Forse esiste una forza superiore, qualcosa di più potente. Vedremo cosa accadrà".

E' a un passo dalla vittoria del campionato del mondo piloti con Fernando Alonso ormai proiettato verso il successo, per il titolo costruttori è tutto ancora in ballo ma la possibilità dell'accoppiata rende sicuramente di buon uomore Flavio Briatore che si gode il momento dopo aver temuto di scendere dal gradino più alto del podio spodestato dalle "rosse" acerrime nemiche di sempre. Ed invece gongola il team manager della Renault perché a un millimetro dalla vittoria il rancore "sportivo" accumulato in altre circostanze si tramuta in velata ironia per punzecchiare Michael Schumacher. Nessun dispiacere per come la lotta tra il tedesco ed Alonso, bella, entusiasmante, si sia bruscamente interrotta lasciando spazio alla pura formalità del Gp del Brasile che sarà teatro di una gara che sa esclusivamente di commiato. "Sono dispiaciuto per Schumi allo stesso modo di come lui lo è stato a Monza - ha detto Briatore - Sono cose che succedono, forse esiste una forza superiore". Ed ancora un elogio al suo team: "La squadra ha offerto una grande prestazione, così come Fernando (Alonso ndr)". Sulla gara in Brasile: "Non so quale approccio avremo alla gara, vedremo quello che succederà".

Di diverso parere invece si è mostrato Pat Symonds, il principale stratega della scuderia francese, che in passato guidò Schumi alla vittoria dei primi due titoli nel 1994 e 1995. "Naturalmente è una situazione difficile per lui - ha detto - ma spero che non molli". Non mollerà il tedesco questo è certo, in gara sarà combattivo, come sempre, perché ha il dovere di crederci fino in fondo, perché il passato, i titoli e la stratosferica carriero glielo impongono o più semplicemente perché si chiama Michael Schumacher, il più grande di sempre.