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20/7/2006

Calciopoli: altri club nel mirino

Tremano Reggina, Messina e Lecce

Una nuova bufera sta per abbattersi su altri club di serie A in merito all'indagine su "Calciopoli". Dalla procura di Napoli, infatti, è giunto, al capo dell'Ufficio Indagini Saverio Borrelli, nuovo materiale che comprometterebbe la posizione di Reggina, Messina, Lecce ed in parte anche del Siena. Borrelli ha convocato un summit per valutare il materiale: nel mirino intercettazioni e i rapporti delle società con Moggi.

Non si concluderà di certo con le sentenze di secondo grado della Caf il processo su "Calciopoli" che a quanto pare sarà arricchito di nuovo materiale proveniente dalla Procura di Napoli. Infatti, i pm partenopei Beatrice e Narducci, come già annunciato qualche tempo fa al capo dell'Ufficio Indagini Saverio Borrelli, hanno inviato nuovo materiale che verrà valutato dagli uomini dalla giustizia sportiva. A rischio la posizione di altri club e dirigenti di serie A: tremano Reggina, Messina e Lecce per quanto riguarda l'attività dei propri dirigenti, due dei quali Lillo Foti e Pietro Franza già ascoltati in procura e che potrebbero essere richiamati proprio a causa dei nuovi faldoni di materiale piuttosto compromettente. In bilico anche la posizione del Lecce tirato in ballo dalle dichiarazioni di Zdenek Zeman (all'epoca dei fatti allenatore dei salentini ed oggi ancora sulla panchina leccese ndr) che, ascoltato in dai magistrati, aveva denunciato comportamenti sospetti da parte dei suoi giocatori e della dirigenza in merito alla gara Lecce-Parma finita 3-3 e ricca di risvolti poco chiari.

Inoltre Reggina e Messina insieme al Siena potrebbero essere indagate anche per i rapporti con la vecchia Juventus ed in particolare con il suo ex dg Luciano Moggi. In particolare, in tal senso, sarebbe la società toscana ad essere messa maggiormente sotto attenzione a causa anche dei numerosi rapporti di mercato intercorrenti con la vecchia società bianconera. Questa "nuova" indagine non è tuttavia un fulmine a ciel sereno dal momento che Borrelli, insieme al commissario Guido Rossi, era sempre rimasto in contatto con i pm di Napoli ed entrambi sapevano che ci sarebbe stato altro lavoro da fare con i nuovi faldoni che potrebbero mettere ko un altro settore del calcio, non più quello da scudetto, ma comunque importante allo stesso modo.

"Sarà la Procura di Napoli a decidere se mandarci o meno altra documentazione, io non posso saperlo nè prevederlo - ha detto il capo dell'Ufficio Indagini della Federcalcio Francesco Saverio Borrelli - Questa fase dell'inchiesta è meno frenetica, perchè i tempi sono leggermente più lunghi. Nella prima fase, invece ci eravamo imposti delle scadenze". Ed ancora ha aggiunto: "Non parlerei di seconda tranche dell'inchiesta direi piuttosto che il mio ufficio sta effettuando un ulteriore accertamento". Borrelli ha concluso, escludendo l'ipotesi di un'indagine sistematica. "Ogni qualvolta ravvisiamo un'infrazione al regolamento cerchiamo di indagare nei limiti degli strumenti che abbiamo a disposizione".