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Il beauty look dal rossetto rosso fiammeggiante di Taylor Swift ai Grammy 2024 © IPA
Taylor Swift entra in modo decisamente insolito nella nomenclatura scientifica. Un gruppo di ricercatori dell'University of California ha infatti scelto il nome della cantante per un nuovo genere di insetti fitofagi scoperti in Australia. Il genere si chiama Swiftiephylus e comprende quattro specie dedicate a Swift e ad alcuni dei suoi album.
La scoperta è stata presentata il 9 settembre sulla rivista Insect Systematics and Evolution, attraverso uno studio dedicato a 12 nuove specie di insetti associati alle querce australiane. La ricerca ha portato anche all'identificazione di un nuovo genere, chiamato Swiftiephylus, un nome che unisce "Swiftie", il termine con cui vengono indicati i fan della cantante, e "Phylus", elemento comunemente utilizzato nella denominazione di questo gruppo di insetti.
All'interno del nuovo genere sono state classificate quattro specie con nomi ispirati a Taylor Swift e alla sua discografia: Swiftiephylus taylorae, dedicata direttamente alla cantante, Swiftiephylus amator, che richiama Lover, Swiftiephylus intrepidus, ispirata a Fearless, e Swiftiephylus poetorum, collegata a The Tortured Poets Department. I nomi sono le rispettive versioni latine di "Taylor", "lover", "fearless" e "poets".
A proporre questi nomi è stata Sarah Schroeder, dottoranda in entomologia alla UC Riverside e coautrice dello studio. La ricercatrice ha spiegato di aver scelto Swift anche per una caratteristica fisica degli insetti: la loro colorazione chiara, con tonalità giallo pallido e dettagli rossi, le ha ricordato l'immagine più riconoscibile della cantante, con capelli biondi e labbra rosse.
© Sarah Schroeder/UCR
Swiftiephylusamator e Swiftiephyluspoetorum
Queste tonalità potrebbero inoltre aiutarli a mimetizzarsi tra le querce australiane e i loro fiori, caratterizzati da strutture sottili con colori dal rosso all'arancione. Una colorazione simile è stata osservata anche in insetti appartenenti a gruppi lontanamente imparentati ma che vivono sulle stesse piante, un elemento che suggerisce come il mimetismo possa essersi sviluppato indipendentemente in più occasioni. "Mi è sembrato giusto, da fan di Taylor per tutta la vita, renderle omaggio in questo modo e allo stesso tempo attirare l'attenzione sulla diversità degli insetti che deve ancora essere scoperta", ha spiegato Schroeder.
Gli esemplari di Swiftiephylus sono strettamente legati alle she-oaks australiane, alberi e arbusti capaci di adattarsi ad ambienti molto diversi, dalle foreste tropicali alle dune costiere fino alle aree caratterizzate da temperature estremamente elevate.
Molti insetti della famiglia a cui appartengono trascorrono l'intero ciclo vitale sulla stessa pianta ospite, dalla nascita fino all'età adulta e alla deposizione delle uova. Secondo la UC Riverside, le nuove specie non sono note per essere dannose né per gli esseri umani né per gli animali.
La scoperta è recente, ma gli insetti non sono stati raccolti nel 2026. Gli esemplari di Swiftiephylus facevano parte di una vasta raccolta realizzata tra il 1995 e il 2004 nell'ambito di un progetto sulla biodiversità condotto da ricercatori dell'American Museum of Natural History insieme a studiosi australiani.
La campagna aveva portato alla raccolta di oltre 50.000 esemplari. Molti di questi, però, hanno richiesto anni di lavoro tassonomico per essere classificati, studiati e descritti formalmente. Gli scienziati ritengono inoltre che nel mondo possano esserci ancora quasi 30 milioni di insetti non documentati.
Con l'introduzione di Swiftiephylus, il gruppo entra nella famiglia delle Miridae, considerata la più numerosa tra quelle degli insetti comunemente classificati come veri insetti. La famiglia comprende più di 11.000 specie descritte in tutto il mondo e include sia specie che si nutrono di piante sia insetti predatori.
"La tassonomia è la pietra angolare della conservazione", ha sottolineato Schroeder. Il ragionamento è che, senza una descrizione scientifica, una specie non può essere pienamente riconosciuta come esistente e diventa quindi molto più difficile proteggerla.
Quello di Swift non è il primo caso in cui i ricercatori della UC Riverside hanno utilizzato il nome di una celebrità per una nuova specie. Nel 2022 era toccato all'attore Jeff Daniels, omaggiato attraverso il nematode Tarantobelus jeffdanielsi.
Il nome richiamava il suo ruolo nel film Arachnophobia del 1990, nel quale interpretava il dottor Ross Jennings. Il verme è una specie capace di attaccare e uccidere le tarantole ed è ermafrodita. Daniels aveva accolto con ironia e soddisfazione il riconoscimento, spiegando che l'omaggio a lui e al film lo aveva fatto sorridere: "A Hollywood non hai davvero sfondato finché non sei stato riconosciuto da chi lavora nel campo della parassitologia".
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