musica in lutto

Guesch Patti, addio alla cantante della trasgressiva "Étienne": icona pop francese degli anni '80

La cantante, ballerina e attrice francese si è spenta a 80 anni a Parigi dopo una lunga malattia. Divenne celebre nel 1987 con il brano che diventò un successo internazionale

23 Giu 2026 - 12:22
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Il mondo della musica piange Guesch Patti, artista francese che ha segnato gli anni Ottanta con il celebre brano "Étienne". La cantante è morta nella notte tra il 21 e il 22 giugno a Parigi all'età di 80 anni, dopo una lunga malattia. A darne notizia è stato il suo ufficio stampa. Cantante, ballerina, attrice e performer, Guesch Patti ha rappresentato una delle figure più originali e fuori dagli schemi della scena artistica francese. La sua carriera è stata caratterizzata da una continua ricerca espressiva che l'ha portata a sperimentare linguaggi diversi senza mai rinunciare alla propria identità.

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Dalla danza all'Opéra di Parigi alla carriera artistica

 Nata come Patricia Porrasse il 16 marzo 1946 a Neuilly-sur-Seine, alle porte della capitale francese, proveniva da una famiglia profondamente legata al mondo dello spettacolo. Suo padre, Jean Porrasse, era un noto impresario e direttore artistico, mentre il celebre attore Bernard Blier era il suo padrino. Prima della musica fu la danza a occupare un posto centrale nella sua formazione. A soli nove anni entrò come petit rat all'Opéra di Parigi, una delle istituzioni più prestigiose al mondo per lo studio della danza classica. Nel corso della sua carriera lavorò con importanti coreografi come Roland Petit, Carolyn Carlson e Pina Bausch, costruendo una solida preparazione che avrebbe influenzato profondamente anche le sue future performance musicali.

Gli inizi difficili e la lunga attesa del successo

 Negli anni Sessanta tentò di affermarsi nel panorama musicale insieme al pianista Yves Gilbert, che sposò nel 1964. Nonostante la pubblicazione di alcuni dischi, il successo tardò ad arrivare e per molti anni l'artista continuò a dividersi tra danza, televisione e spettacolo.La svolta arrivò solo negli anni Ottanta. Nel 1984 fondò il trio Dacapo, esperienza che segnò il suo ritorno alla musica e preparò il terreno per quello che sarebbe diventato il momento decisivo della sua carriera.

"Étienne", la hit che conquistò l’Europa

 Il 1987 fu l'anno della consacrazione. Con la pubblicazione di "Étienne", Guesch Patti conquistò il pubblico francese e internazionale grazie a una canzone caratterizzata da sonorità moderne, un testo provocatorio e una forte carica sensuale. La sua voce roca e inconfondibile, unita a un'immagine sofisticata e trasgressiva, trasformò il brano in un autentico fenomeno culturale. "Étienne" vendette oltre un milione e mezzo di copie in Francia, ottenne il disco d'oro e dominò le classifiche europee. Anche il videoclip in bianco e nero contribuì a renderla un’icona della cultura pop degli anni Ottanta.

I premi e il successo internazionale

 Sull'onda del trionfo di "Étienne", l'artista ricevette numerosi riconoscimenti. Nel 1988 vinse il Prix Vincent Scotto come miglior singolo dell’anno e ottenne la Victoire de la Musique come rivelazione femminile. La sua popolarità superò rapidamente i confini francesi, portandola a ricevere premi in diversi Paesi europei e a partecipare anche al Festival di Sanremo, dove fu premiata come rivelazione dell'anno. In Italia il suo volto e la sua musica divennero immediatamente familiari al grande pubblico.

Una carriera oltre il successo commerciale

 Dopo il boom di "Étienne", Guesch Patti scelse di percorrere una strada artistica più personale. Con l'album "Labyrinthe" affrontò temi complessi come l’emarginazione sociale, la prostituzione e la tossicodipendenza, dimostrando una sensibilità lontana dalle logiche puramente commerciali. Negli anni successivi pubblicò lavori come "Nomades", "Gobe" e "Blonde", dischi che affrontavano argomenti politici e sociali e che oggi vengono rivalutati dalla critica per la loro qualità artistica. Pur non replicando il successo straordinario degli anni Ottanta, Patti continuò a costruire un percorso coerente e indipendente, fedele alla propria visione creativa.

Teatro, cinema e gli ultimi anni

 Parallelamente alla musica, l’artista si dedicò al teatro, alla danza e al cinema, partecipando a produzioni francesi e internazionali. Negli anni Duemila pubblicò "Dernières nouvelles", album dai toni più intimi e riflessivi, considerato l’ultimo capitolo significativo della sua discografia.

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