I Muse decollano con "The Wow! Signal", musica spaziale
La band britannica vincitrice di due Grammy Awards torna con un disco ricco di sperimentazioni, e uno sguardo al passato. In più: la collaborazione con Ellie Goulding in Hush
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I Muse si sintonizzano con il loro decimo album in studio "The Wow! Signal". La band britannica, composta da Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme, si apre alla sperimentazione in un disco che passa dal prog rock al metal moderno fino ad elementi vicini all'elettronica e al funk. Un nuovo capitolo musicale per i Muse dopo il loro ultimo album, "Will of the People", che ha debuttato al primo posto in diverse nazioni in tutto il mondo. L’uscita del disco è stata anticipata dai singoli "Nightshift Superstar", l'imponente "Hexagons", l’esplosivo "Cryogen" e "Be With You”, brano epico e pieno di speranza, accompagnato da un video cinematografico diretto da Nico Paolillo e interpretato da Ella Balinska ("The Occupant", "Resident Evil"). La band passerà anche dall'Italia con il tour "Muse – The Wow! Signal Europa Tour" per due appuntamenti all’Unipol Dome di Milano, venerdì 20 e sabato 21 novembre 2026. In occasione dell’uscita di "The Wow! Signal" abbiamo avuto l'opportunità di ascoltare l'album in anteprima.
Un segnale miserioso
Il titolo dell'album deriva da un fatto astronomico tutt'oggi rimasto senza una spiegazione. Il 15 agosto 1977, l'astronomo Jerry R. Ehman, impegnato nel progetto di ricerca di vita extraterrestre SETI, captò con il radiotelescopio Big Ear dell'Università statale dell'Ohio un segnale della durata di 72 secondi proveniente dalla costellazione del Sagittario. Ehman, stupito dalle caratteristiche del segnale, cerchiò la sequenza "6EQUJ5" e ci scrisse accanto "Wow!". Ed è proprio con il suono di questo segnale che si apre "The Wow! Signal", nel brano The Dark Forest. Un sound epico e arabeggiante che incontra riff di chitarra decisi e un tono solenne con alcune frasi in latino come "Dominus Deus" o "Navis Lucifer". Da qui si passa a Nightshift Superstar, che cambia totalmente registro: un brano ritmato che unisce il caratteristico rock della band con la funky French house, intrecciando anche ritmi disco trascinanti, sound orchestrali, chitarre e cori.
Dalla ballad agli assoli di chitarra
Con la terza traccia, Shimmering Scars, i Muse rallentano il passo per una ballad al pianoforte estremamente introspettiva. Ma la quiete dura poco: il brano viene travolto da un'irruzione rock, un'esplosione di ritmo ed emozione pura. L'energia non cala con la successiva Cryogen, che ricorda i Muse degli esordi: il brano parte subito in quarta con una chitarra elettrica graffiante e una batteria decisa.
Il crescendo e la sperimentazione
Be With You gioca ancora con i contrasti, partendo come una ballad malinconica per poi accogliere un ritmo quasi da club in un crescendo continuo, fino a far esplodere la full band in un assolo di chitarra monumentale. Si arriva così a Hexagon (singolo uscito a maggio 2026), un manifesto di sperimentazione: riff di chitarra in stile metal si fondono con delle tastiere futuristiche che ricordano quelle dei Daft Punk, mentre la linea vocale epica di Matt Bellamy incanta l'ascoltatore.
L'anima heavy e il gran finale
La parte finale del disco spinge sull'acceleratore dell'headbanging. The Sickness in You and I strizza volutamente l'occhio al metal, guidata da riff di chitarra decisi, una batteria martellante e virtuosismi vocali. Segue Unravelling, strutturata tra strofe dominate dai synth e un ritornello rock potente, spezzata da un breakdown e da giri di basso possenti.
La penultima traccia, Hush, è l'attesissima collaborazione con Ellie Goulding. Il titolo significa "sussurrare", ma il brano fa tutt'altro, entrando a gamba tesa con un rock deciso; nel bridge esplode un assolo di chitarra, mentre le voci di Bellamy e della Goulding si fondono in un epico coro in stile rock-musical. Il viaggio si chiude con Space Debris. Matt Bellamy interpreta una ballad lenta e malinconica sorretta dalla batteria. È la conclusione perfetta, un ritorno al silenzio dello spazio profondo dopo che il segnale radio ha smesso di trasmettere.
