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Edoardo Bennato compie 80 anni: da artista di strada a icona della musica d'autore

Il cantautore napoletano taglia un grande traguardo con i suoi cinquant'anni di carriera fra rock, blues e folk

23 Lug 2026 - 08:42
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Edoardo Bennato spegne 80 candeline. Il cantautore, nato il 23 luglio 1946 nel quartiere di Bagnoli, a Napoli, è cresciuto in una famiglia profondamente legata alla musica e alla cultura, sviluppando fin da giovane una forte passione per il rock'n'roll americano, influenzato anche dalle trasmissioni radiofoniche delle basi militari statunitensi presenti nella città. Parallelamente agli studi musicali consegue la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, dimostrando fin dagli esordi una personalità curiosa e poliedrica. Prima del successo discografico vive un'importante esperienza come artista di strada tra Londra e Copenaghen, dove affina il suo stile da one-man band, suonando contemporaneamente chitarra, armonica, kazoo e percussioni a pedale.

L'esordio e l'affermazione nel rock italiano

  L'esordio discografico arriva nei primi anni Settanta, ma è con album come "La torre di Babele" (1976) e soprattutto "Burattino senza fili" (1977) che Bennato conquista il grande pubblico. Ispirato alla fiaba di Pinocchio, quest'ultimo disco diventa uno dei più importanti concept album della musica italiana, grazie a brani destinati a entrare nella storia come "Il gatto e la volpe" e "Mangiafuoco". Il suo linguaggio diretto, ironico e provocatorio rompe gli schemi della tradizione cantautorale italiana, introducendo un rock energico contaminato da blues, folk e sonorità mediterranee. 

Uno stile unico e controcorrente

 Fin dall'inizio della carriera, Edoardo Bennato si distingue per la sua indipendenza artistica e per la capacità di raccontare la realtà attraverso allegorie, favole e personaggi fantastici. Nei suoi testi convivono satira sociale, critica al potere, anticonformismo e riflessioni sulla libertà individuale. Musicalmente fonde rock, blues, folk, punk e ska, creando uno stile che lo rende uno dei pionieri del rock italiano. La figura del one-man band, perfezionata durante gli anni trascorsi a Londra, diventa uno dei suoi marchi di fabbrica e contribuisce a renderlo immediatamente riconoscibile sul palco. 

Edoardo Bennato, "Pronti A Salpare" con il nuovo album

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I grandi successi degli anni Ottanta

 Il 1980 rappresenta uno dei momenti più significativi della sua carriera. Bennato pubblica due album a distanza di appena quindici giorni, "Uffà! Uffà!" e "Sono solo canzonette", un'impresa senza precedenti nella discografia italiana. Nello stesso anno è il primo artista italiano a riempire lo stadio San Siro di Milano con oltre settantamila spettatori, confermandosi tra i protagonisti assoluti della scena musicale nazionale. Canzoni come "L'isola che non c'è", "Il rock di Capitan Uncino" e "Sono solo canzonette", ispirate all'opera teatrale di "Peter Pan" diventano autentici classici della musica italiana. 

Le collaborazioni e i riconoscimenti

 Nel corso della sua lunga carriera Bennato collabora con numerosi artisti italiani, tra cui il fratello Eugenio Bennato, Tony Esposito e Alex Britti. Nel 1990 interpreta insieme a Gianna Nannini "Un'estate italiana", canzone ufficiale dei Mondiali di calcio disputati in Italia, destinata a diventare uno dei brani sportivi più celebri di sempre. Già nel 1976 era stato il primo cantante solista italiano a esibirsi al Montreux Jazz Festival, ulteriore conferma della sua rilevanza artistica anche in ambito internazionale. Nel 2002 vince il Nastro d'argento per la miglior colonna sonora del film di Leonardo Pieraccioni "Il principe e il pirata" (2001).

La vita privata

 Oltre a Eugenio, Bennato ha avuto un altro fratello di nome Giorgio, anch'egli musicista, che ha scelto come nome d'arte Zito, il cognome da nubile della madre Adele. Il cantautore ha poi avuto una figlia, Gaia (2004), dalla compagna Silvana Esposito.

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