Darren Aronofsky, è polemica per la serie sulla Rivoluzione Americana fatta con l'Ia
I primi due episodi dell'esperimento del regista infiammano il dibattito sull'uso dell'Ia nel cinema
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Non si ferma, anzi, si alimenta il dibattito sull'impatto dell'intelligenza artificiale nella creatività. Sta facendo discutere una serie che racconta la guerra di indipendenza americana: realizzata interamente con l'Ia di Google, porta la firma di Darren Aronofsky, noto per i suoi drammi psicologici quali Il Cigno Nero e The Whale.
Trama e titolo della serie
S'intitola On This Day… 1776, ed è stata prodotta da Primordial Soup, che Aronofsky ha fondato l'anno scorso in collaborazione con DeepMind, la divisione di Google che si occupa di intelligenza artificiale. La serie racconta la ribellione delle colonie statunitensi contro re Giorgio III di Gran Bretagna e Irlanda e l'arrivo dall'Inghilterra di Thomas Paine, considerato uno dei padri fondatori degli Stati Uniti. Nuovi episodi usciranno ogni settimana per tutto il 2026, in concomitanza con l'anniversario degli eventi narrati.
I primi due episodi della serie, della durata di pochi minuti, sono stati pubblicati sul profilo YouTube della rivista Time che è di proprietà di Marc Benioff. Quest'ultimo è anche il fondatore dell'azienda informatica Salesforce che ha finanziato la serie, mentre Aronofsky è produttore esecutivo. Nella serie non ci sono volti noti: tutti gli attori, così come le immagini e le scene in costume, sono realizzati con l'intelligenza artificiale Veo 3 di Google. L'unica componente umana del progetto sono le voci che appartengono ad attori veri del sindacato americano Screen Actor's Guild. La colonna sonora è firmata da Jordan Dykstra.
Le stroncature dal web
Non sono mancate le critiche da diverse testate: "Requiem per un film-maker, la serie è un horror", ha titolato il Guardian sottolineando "gli occhi spenti e le rughe" degli attori "che continuano a cambiare colore e profondità". Mentre per Hollywood Reporter è "spazzatura IA di alto livello, ma sempre spazzatura". Anche il trailer non ha avuto un gran successo: secondo Deadline ha collezionato più "non mi piace" che "mi piace".
La risposta del regista
"Il cinema è sempre stato sempre guidato dalla tecnologia, dai fratelli Lumiere in poi. È il momento di esplorare questi nuovi strumenti e modellarli per il futuro della narrazione", ha dichiarato Aronofsky al lancio di Primordial Soup. Strumenti che possono generare immagini di qualità e all'avanguardia ma che sollevano molti dubbi sul confine tra creatività e imitazione e sulla produzione di prodotti come la serie di Aronofsky a costi bassi, in tempi ridotti e senza attori.
Hollywood contro l'Ia
Quello di Aronofsky non è di certo il primo caso di utilizzo dell'intelligenza artificiale nel settore cinematografico. A settembre scorso era stata presentata Tilly Norwood, la prima attrice al mondo interamente generata dall'Ia, scatenando la reazione di centinaia di attrici e attori tra cui Scarlett Johansson, Cate Blanchett e Joseph Gordon-Levitt, che hanno sostenuto una campagna in cui accusano le aziende di intelligenza artificiale di appropriarsi del loro lavoro. C'è anche chi decide di tutelarsi dagli usi inappropriati dell'Ia, come Matthew McConaughey, premio Oscar per Dallas Buyers Club, che ha registrato otto marchi legati alla propria immagine.
