Ue, nuova indagine su X per i "deepfake" sessuali di Grok | Scatta anche la sorveglianza rafforzata per WhatsApp
La Commissione europea indaga sui rischi legati alle immagini esplicite manipolate con l'Ia di Elon Musk. L'app di Meta, intanto, viene inserita tra le major soggette agli obblighi di Digital Services Act
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La Commissione europea ha avviato una nuova indagine formale a carico di X, il social controllato da Elon Musk, riguardo al sistema di Intelligenza artificiale Grok. Nell'inchiesta verrà valutato se X abbia correttamente valutato e mitigato i rischi legati all'integrazione di Grok, inclusa la diffusione di contenuti illegali come immagini sessualmente esplicite manipolate con l'Ia (i cosiddetti "deepfake"), compresi contenuti che potrebbero configurare materiale di abuso sessuale su minori.
ll nuovo fascicolo
La nuova indagine servirà a verificare nel dettaglio se X abbia adempiuto agli obblighi previsti dalle regole del Dsa in materia di valutazione e mitigazione dei rischi sistemici, inclusi quelli legati alla diffusione di contenuti illegali, agli effetti negativi connessi alla violenza di genere e alle gravi conseguenze sul benessere fisico e mentale derivanti dall'uso delle funzionalità di Grok sulla piattaforma. Bruxelles esaminerà inoltre se l'azienda abbia effettuato e trasmesso alla Commissione europea una valutazione ad hoc dei rischi prima del dispiegamento di funzionalità con un impatto critico sul profilo di rischio del servizio.
Estesa la vecchia indagine
Parallelamente al nuovo fascicolo, la Commissione ha esteso il procedimento formale aperto il 18 dicembre 2023 per accertare se X abbia correttamente valutato e mitigato tutti i rischi sistemici associati ai propri sistemi di raccomandazione, incluso l'impatto del recente passaggio annunciato a un sistema di raccomandazione basato su Grok. Se confermate, le carenze costituirebbero violazioni del Digital Services Act.
La multa da 120 milioni di euro
La nuova indagine si inserisce, appunto, nel quadro del procedimento avviato da Bruxelles su X a dicembre 2023, che riguarda anche il funzionamento del meccanismo di notifica e azione, le misure di contrasto ai contenuti illegali e i rischi legati ai sistemi di raccomandazione. Per altre violazioni, tra cui l'uso di design ingannevole, la scarsa trasparenza pubblicitaria e l'insufficiente accesso ai dati per i ricercatori, la Commissione europea ha già adottato il 5 dicembre 2025 una decisione di non conformità, infliggendo a X una sanzione di 120 milioni di euro.
La Commissione Ue: "Deepfake violenti e inaccettabili"
"I deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini sono una forma violenta e inaccettabile di degradazione", ha dichiarato in una nota la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. "Con questa indagine, stabiliremo se X ha rispettato i propri obblighi giuridici ai sensi del Digital Service Act o se ha trattato i diritti dei cittadini europei, compresi quelli di donne e bambini, come danni collaterali del proprio servizio", ha aggiunto Virkkunen.
Controlli più severi per WhatsApp
L'app di messaggistica di Meta è stata inserita tra i grandi operatori digitali con significativo potere di mercato, il che significa che entrerà a far parte delle major soggette agli obblighi del Digital Services Act. WhatsApp sarà quindi sottoposta a controlli più severi sul rispetto delle regole Ue, come è previsto dalla regolamentazione di Bruxelles.
A seguito della designazione, Meta, il fornitore di WhatsApp, avrà quattro mesi di tempo, ovvero entro metà maggio 2026, per garantire che WhatsApp rispetti gli obblighi aggiuntivi previsti. Tali obblighi includono la valutazione e la mitigazione di eventuali rischi sistemici, come violazioni dei diritti umani fondamentali e della libertà di espressione, manipolazione elettorale, diffusione di contenuti illegali e problemi di privacy, derivanti dai suoi servizi.
