Scoperto il circuito che "cancella" i ricordi: può aiutare a capire meglio l'Alzheimer
Se nei film di Men in Black viene usato il Neuralizzatore per cancellare i ricordi, nella realtà il cervello ricorre a un circuito molecolare molto più preciso e selettivo
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Se vi dico Man in Black e Neuralizzatore, probabilmente vi viene subito in mente l'iconica scena dell'Agente K (interpretato da Tommy Lee Jones) e l'Agente J (interpretato da Will Smith) usare "il cosino che fa la luce", spesso chiamato così da quest'ultimo, per "sparaflesciare" un lampo luminoso dritto negli occhi dei malcapitati che hanno assistito ad attività aliene. Il risultato? I testimoni dimenano completamente ciò che hanno visto e gli agenti gli impiantano un ricordo sostitutivo. Nella realtà, però, le cose stanno diversamente. Un recente studio guidato dall'Università di Kyushu, in Giappone, ha identificato nel verme C. elegans un circuito molecolare capace di cancellare selettivamente uno specifico ricordo, senza intaccarne altri formati nello stesso momento.
Un oblio tutt'altro che casuale
La scoperta, pubblicata sulla rivista Current Biology, nasce dagli esperimenti condotti sul nematode Caenorhabditis elegans, un organismo modello molto utilizzato nelle neuroscienze per la semplicità del suo sistema nervoso, composto da appena 302 neuroni. I ricercatori guidati da Takeshi Ishihara, della Kyushu University, hanno individuato il ruolo chiave della molecola Nlp-47 e ricostruito il percorso con cui questa agisce fino al neurone che custodisce il ricordo. I test hanno mostrato che il meccanismo non funziona come il Neuralizzatore di Men in Black, che cancella indiscriminatamente la memoria: nei vermi addestrati a memorizzare contemporaneamente due odori diversi, Nlp-47 è stata in grado di eliminare il ricordo di uno soltanto, lasciando intatto l'altro. Il risultato suggerisce che l'oblio sia un processo attivo e altamente selettivo, non una semplice conseguenza del tempo che passa.
Secondo gli autori, comprendere come il cervello decide quali informazioni eliminare potrebbe aiutare a fare luce sui meccanismi alla base delle malattie che coinvolgono la memoria, dall'Alzheimer ad altre patologie neurodegenerative. "Scoprire che questo sistema di oblio non è indiscriminato, ma può prendere di mira un ricordo specifico, è affascinante", dice Ishihara. "Esistono molte malattie che comportano una perdita di memoria. Tuttavia, prima di poter comprendere cosa non funzioni - aggiunge il ricercatore - dobbiamo capire come il cervello cancella i ricordi. Spero che questa ricerca porti a una migliore comprensione di tali funzioni cerebrali".
