Infiammazioni, scoperto il "grilletto" nascosto nelle cellule: così i mitocondri possono diventare la chiave di nuove cure
Uno studio italiano svela il ruolo decisivo del calcio nell'attivazione delle malattie infiammatorie: bloccare questo meccanismo riduce dolore, gonfiore e risposta immunitaria eccessiva
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C'è un interruttore invisibile nascosto dentro le cellule del nostro corpo, che potrebbe spiegare perché l'infiammazione a volte sfugge al controllo e si trasforma in malattia cronica. A individuarlo è un gruppo di ricercatori italiani che ha scoperto come i mitocondri, le centrali energetiche cellulari, siano in realtà protagonisti attivi nell'innesco della risposta infiammatoria. La scoperta apre scenari nuovi nella lotta contro patologie articolari, metaboliche e auto infiammatorie e potrebbe portare allo sviluppo di terapie capaci di spegnere l'infiammazione agendo direttamente sui meccanismi interni delle cellule immunitarie.
I mitocondri non producono solo energia
Per anni i mitocondri sono stati considerati semplici organelli deputati alla produzione di energia. Negli ultimi tempi, però, la ricerca scientifica ha iniziato a mostrare un quadro molto più complesso: queste strutture cellulari partecipano anche al controllo delle difese immunitarie. Lo conferma lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Cell Death & Differentiation e coordinato dal professor Rosario Rizzuto del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova, in collaborazione con ricercatori dell'IRCCS San Raffaele di Milano e dell'Università di Cambridge.
Il ruolo del calcio nell'infiammazione
Al centro della ricerca c'è il canale MCU, una sorta di porta che permette al calcio di entrare nei mitocondri. Gli studiosi hanno osservato che proprio questo passaggio contribuisce ad attivare l'inflammasoma NLRP3, un complesso proteico che agisce come sensore di pericolo nelle cellule immunitarie. Quando il sistema entra in funzione, viene rilasciata interleuchina-1β, una molecola che amplifica la risposta infiammatoria. Se il processo diventa eccessivo o incontrollato, può favorire lo sviluppo di numerose malattie infiammatorie. Secondo i ricercatori, il meccanismo potrebbe essere coinvolto in patologie articolari come la gotta, ma anche in disturbi metabolici e sindromi autoinfiammatorie.
Cosa accade dentro le cellule immunitarie?
Lo studio ha permesso di osservare anche il comportamento dei macrofagi, cellule fondamentali per la difesa dell'organismo contro agenti patogeni e danni tissutali. Quando vengono esposti a segnali infiammatori, i loro mitocondri cambiano struttura, si deformano e si frammentano. Questo rimodellamento cellulare favorisce l'attivazione della risposta immunitaria. I ricercatori hanno però scoperto che riducendo l'ingresso di calcio nei mitocondri, sia attraverso modifiche genetiche sia mediante molecole capaci di bloccare il canale MCU, il fenomeno si attenua sensibilmente. I mitocondri si frammentano meno e diminuisce anche il rilascio delle sostanze che alimentano l'infiammazione.
Effetti positivi su dolore e gonfiore articolare
I risultati più promettenti sono arrivati dai modelli sperimentali di infiammazione articolare acuta, utilizzati per riprodurre alcuni aspetti della gotta. In questi test, la riduzione dell’attività di MCU ha portato a un netto calo del gonfiore articolare, del dolore e dei principali mediatori dell'infiammazione. Un risultato che suggerisce come il controllo dell'ingresso di calcio nei mitocondri possa trasformarsi in futuro in una nuova strategia terapeutica per malattie in cui i macrofagi e l'inflammasoma NLRP3 hanno un ruolo centrale.
Una nuova frontiera per le terapie mirate
La ricerca rafforza l'idea che metabolismo cellulare e sistema immunitario siano strettamente collegati. Comprendere come i mitocondri influenzino la risposta infiammatoria potrebbe permettere di sviluppare farmaci più selettivi, in grado di ridurre l'infiammazione senza compromettere le normali difese dell'organismo. La scoperta segna già un passo importante verso una medicina sempre più mirata e capace di intervenire all'origine dei processi infiammatori.
