Lo studio

Anoressia, scoperto un ormone associato alla malattia e al rischio di ricadute

Una ricerca francese potrebbe aprire allo sviluppo di una terapia farmacologica

09 Lug 2026 - 07:45
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Un ormone che potrebbe essere associato all'anoressia e al rischio di ricadute. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Istituto di Salute e Ricerca Medica francese: la ricerca sarà presentata dalla neuroscienziata Virginie Tolle nel corso del Forum 2026 della Federazione delle Società Europee di Neuroscienze. 

L'ormone in questione è chiamato "Leap2". I ricercatori in particolare hanno scoperto che le persone che soffrono di anoressia nervosa presentano, durante la fase acuta del disturbo, livelli insolitamente elevati nel sangue proprio di questo ormone che sembrerebbe dunque implicato nel contrastare lo stimolo dell'appetito

Scoperto un ormone che potrebbe essere associato all'anoressia

 La ricerca ha coinvolto 30 donne con anoressia nervosa trattate con un programma di rialimentazione di quattro mesi presso un centro specializzato per i disturbi alimentari a Parigi. Le pazienti hanno fornito campioni di sangue prima e dopo il trattamento e di nuovo sei mesi dopo. Oltre ad anomalie nel rilascio dell'ormone della fame grelina, dallo studio è emerso che le pazienti presentavano livelli eccessivi di un altro ormone (superiori del 20% rispetto ai sani). Leap2 appunto, prodotto dal fegato e dall'intestino, che agisce, spiegano i ricercatori, in contrasto con la grelina, sopprimendo di fatto i normali segnali di fame.

Un prelievo potrebbe predire il rischio di ricaduta

 Dallo studio è emerso che Leap2 era particolarmente elevato nelle pazienti che hanno avuto una ricaduta sei mesi dopo la dimissione dall'ospedale. Se confermato in un numero maggiore di pazienti, il risultato suggerisce che misurare l'ormone Leap2 con un prelievo potrebbe predire chi è ad alto rischio di ricaduta. Lo studio potrebbe dunque portare in futuro allo sviluppo di una terapia farmacologica.

I livelli di questo ormone, sottolineano ancora i ricercatori, potrebbero essere collegati alla capacità di controllare gli impulsi, un fattore determinante nell'evitare il cibo nell'anoressia nervosa. Inoltre, l'ormone potrebbe essere collegato alla regolazione della glicemia e a un'anomala tolleranza alla malnutrizione, spiegando perché i pazienti riescono a limitare l'introito di cibo per mesi o anni.

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La guarigione può richiedere molti mesi

 L'anoressia ha il più alto tasso di mortalità tra tutti i disturbi psichiatrici. Nonostante la sua gravità, non esiste attualmente un farmaco efficace per curare questo disturbo. La guarigione può richiedere molti mesi e i tassi di ricaduta rimangono elevati, fino al 40%. La malattia non è solo una condizione psichiatrica, ma anche un disturbo con cause metaboliche.

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