Ma dice no alle primarie

Silvia Salis: "Candidarmi contro Meloni? Lo prenderei in considerazione"

Dopo poche ore, dalla sindaca di Genova arriva una precisazione: "Non intendo venir meno al mio mandato, mi occuperò della città almeno per cinque anni"

11 Apr 2026 - 09:29
 © Ansa

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È bionda, madre e cristiana e potrebbe salire a Palazzo Chigi durante la prossima legislatura. No, non si parla di Giorgia Meloni, ma di quella che molti elettori del campo largo vorrebbero vedere al timone dello schieramento progressista: Silvia Salis. Da tempo, la sindaca di Genova ha attirato l'attenzione di media, classe politica e cittadini come possibile guida del centrosinistra nella sfida delle urne attesa per il 2027, ma la prima cittadina ha sempre detto di voler rimanere nel capoluogo ligure. Salvo poi rilasciare un'intervista, che ha scosso i vertici di Pd e M5s, in cui ammette che non esclude la possibilità di trasferirsi nei palazzi romani.

"Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che, davanti a una richiesta unitaria, non lo prenderei in considerazione. Quest'attenzione nazionale mi lusinga", ha detto Salis ai microfoni dell'agenzia di stampa Bloomberg, uno dei più importanti media statunitensi. "La sconfitta referendaria (del 23 marzo sulla riforma della Giustizia, ndr) subita dalla premier Giorgia Meloni il mese scorso sta galvanizzando l'opposizione italiana", ha spiegato Salis a Bloomberg, riconoscendo che sono in molti a vederla come la potenziale avversaria dell'attuale presidente del Consiglio alle prossime elezioni. E il titolo dell'articolo non fa che confermarlo: "Una anti-Meloni emerge in Italia con l'obiettivo di scalzare l'originale".

Delle somiglianze con la premier, in effetti, ci sono, per ammissione della stessa Salis. Quando il giornalista chiede alla sindaca di Genova se ne vede, la prima cittadina del capoluogo ligure risponde con un po' di ironia: "No, mi chiamo Silvia. Ma sì, sono una madre, sono cristiana e sono anche sposata - ricalcando il famoso discorso-tormentone di Meloni dell'ottobre 2019 -. Ho spuntato tutte le caselle". Ma il nome non è l'unica differenza tra le due: “Sono una candidata progressista che crede fermamente che sviluppo economico e giustizia sociale possano coesistere, sottolinea Salis. "Questo governo di destra non è stato in grado di realizzare né l'uno né l'altro, rendendo infelici sia i pochi che i molti. Il che, di per sé, è già un grande risultato".

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Poi, la domanda che scuote il campo largo: "Salis è dunque pronta per il grande salto?", chiede Bloomberg. "È chiaro che non posso sfuggire a questa attenzione nazionale, non posso eludere le domande. È una cosa interessante, mi lusinga", ha risposto la prima cittadina genovese, ribadendo però il suo no a una corsa alle primarie. Ma se le venisse chiesto direttamente di candidarsi? Insiste l'agenzia di stampa Usa: "Davanti a una richiesta unitaria, non posso dire che non la prenderei nemmeno in considerazione, sarebbe una bugia".

Salis entra quindi a gamba tesa nel dibattito per la guida del campo progressista che da anni alimenta in particolare le tensioni tra la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. Tra i due litiganti, si dice, il terzo gode: ma questa potrebbe essere un'eccezione che conferma la regola, visto che il centrosinistra insiste sulle primarie per scegliere il futuro candidato alla presidenza del Consiglio, mentre la sindaca di Genova continua a ribadire la sua contrarietà rispetto a questo metodo elettivo, che considera quasi un boomerang per il centrosinistra: "Credo che qualunque cosa si dica in fase di campagna elettorale delle primarie è qualcosa di divisivo che la destra userà contro il campo progressista durante la campagna elettorale nazionale - aveva detto poche settimane prima -, per cui sono tutti elementi negativi dai quali dovremmo stare molto alla larga". Tra i tanti, anche l’ex premier Matteo Renzi - ora leader di Italia Viva - punta sulla terza via genovese: "Silvia, candidati. Se vinci fai la premier, se non vinci fai bella figura e costruiamo intorno a te" una lista riformista "che va al 10%".

Dopo la pubblicazione dell'intervista e le prime frizioni, Salis ha subito fatto una precisazione (che suona un po' come un passo indietro): "Sono la sindaca di Genova e sono stata eletta dai genovesi per occuparmi della città almeno per cinque anni. Non ho nessuna intenzione di venire meno al mio mandato". E ancora: "Nell'intervista a Bloomberg, tra le tante altre cose mi è stato chiesto che cosa farei se, pur non prendendo parte alle primarie, qualcuno mi chiedesse di fare la candidata. E ho risposto come ho sempre fatto, anche in un recente passato, a domande molto simili a questa. Ovvero che di fronte a una richiesta unitaria sarebbe falso dire che non ci penserei neppure. Come d'altronde immagino farebbe chiunque di fronte a una richiesta del genere. Ho pure aggiunto un altro passaggio che, però, nell'intervista non è stato riportato. Ovvero, che rimane il fatto che sono stata eletta per essere cinque anni la sindaca di Genova. E, rispetto ad altri nomi che si fanno, ho già un altro incarico".

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