Democristiani ancora centrali, tra presente e passato
Convegno della "Dc con Rotondi" con Piantedosi, Sbarra e Tabacci
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L’assemblea degli esterni della "Dc con Rotondi" é iniziata venerdì alle 16 ad Avellino,e si è chiusa sabato sera con l’intervento di Enzo Scotti, ex ministro Dc di lungo corso e "decano" dei democristiani. Tra gli altri interventi della prima giornata si segnalano quelli dei parlamentari Antoniozzi e Tabacci e le conclusioni del ministro Piantedosi, mentre nella seconda è toccato ai parlamentari Coppi, Ciocchetti, Carfagna e altre personalità del mondo della cultura prima della conclusioni di Rotondi e, appunto, di Scotti.
Tabacci ha sottolineato il valore dei partiti della prima Repubblica, al confronto di quelli di oggi: "Ci stupiamo della partecipazione del 60 per cento al voto, ma al tempo delle mie prime candidature a Mantova votava il 96 per cento degli aventi diritto". Dario Antoniozzi ha poi rilevato che "la Dc non esiste più come partito, ma i democristiani decidono ancora gli esiti elettorali, questo stesso mondo ha votato Renzi, poi i Cinque Stelle, Salvini e infine la Meloni’’.
Il sottosegretario Luigi Sbarra ha detto che "non è finita la stagione del cattolicesimo politico, una cultura che ha trasformato le sofferenze in diritti e su questa strada può ancora esprimersi in questo tempo". Anche il ministro Piantedosi ha esaltato la storia democristiana, proponendone una lettura supportata dal riferimento a ciascuno dei leader del passato, e rendendo onore a un suo grande predecessore: Mario Scelba.
La sala dell’assemblea é piena non solo di vecchi militanti, ma anche di giovani provenienti da varie regioni. L’allestimento è sobrio e senza simboli e bandiere di partito. Anche la colonna sonora fa a meno del Biancofiore: in sala viene diffusa la musica di Ennio Morricone, mentre sul monitor scorrono le immagini dei leader della Dc, con una citazione spesso ironica: "A pensar male del prossimo si fa peccato, ma spesso ci si azzecca", di Giulio Andreotti; "Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni’, pronunciata da Alcide De Gasperi; "Quando uno parla troppo, o sa poco o vuole nascondere qualcosa", Ciriaco De Mita; "chi è bischero, lo è fin da giovane"‘, Amintore Fanfani ; "Se proverete a riunire i democristiani, al massimo scoprirete perché si sono divisi", Arnaldo Forlani. L’ultima é di Paolo Cirino Pomicino, scomparso questa settimana "il segreto della felicità è non odiare".
