Referendum giustizia, il governo "tradito" dai giovani e dai lavoratori dipendenti
© Tgcom24
© Tgcom24
La premier: "Un'occasione persa di modernizzare l'Italia". Tajani: "Ci inchiniamo alla volontà del popolo". Nordio: "Prendo atto". Conte (M5s): "Grande rimonta, avviso di sfratto al governo". Affluenza al 55,72% con il conteggio dall'estero
Al Referendum sulla giustizia ha vinto il No con il 53,2%, con affluenza record al 58,72%. La premier Giorgia Meloni: "Rispettiamo la decisione degli italiani, andremo avanti. C'è rammarico per un'occasione persa per modernizzare l'Italia". Il vicepremier Antonio Tajani: "Ci inchiniamo alla volontà del popolo". Il ministro della Giustizia Carlo Nordio: "Prendo atto". La segretaria del Pd Elly Schlein: "Abbiamo vinto, c'è già una maggioranza alternativa. I giovani hanno fatto la differenza. Disponibile alle Primarie, troveremo insieme le modalità". Il presidente del M5s Giuseppe Conte: "Grande rimonta, un avviso di sfratto al governo". Festa dell'Anm a Napoli con champagne e Bella Ciao. L'Associazione dei magistrati, poche ore prima dell'esito referendario, ha anche ricevuto la comunicazione delle dimissioni del presidente Cesare Parodi, che ha lasciato "per motivi personali". I quotidiani esteri: "Ora Meloni è più debole".
© Tgcom24
© Tgcom24
È un risultato sorprendente quello che arriva dalle schede degli italiani residenti all'estero. A una manciata di comunicazioni dalla fine, il Sì è in vantaggio nettamente con il 56,30% contro il 43,70% del No. Un vantaggio che, in termini numerici, ammonta a circa 180mila voti in più provenienti soprattutto dall'America Latina e dal Nord America. A maggioranza No invece l'Europa.
Il risultato, benché inutile ai fini della vittoria del referendum, ha contribuito a ridurre di qualche frazione di punto percentuale la distanza tra i due schieramenti. Ed è in controtendenza con tutte le ultime chiamate alle urne dove, a partire dalle politiche del 2022 fino alle Europee del 2024 e ai cinque quesiti del referendum 2025, gli italiani all'estero si erano sempre dimostrati molto più propensi a schierarsi per la causa del centrosinistra, e più in particolare del Partito democratico.
"Le dimissioni (di Giorgia Meloni, ndr) si collegano a una scelta del governo. Le ho chieste per Santanchè e Delmastro: le loro dimissioni sono dovute". Così, ai microfoni di 4 di Sera su Rete 4, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha risposto a una domanda su una sua eventuale richiesta di dimissioni rivolta alla premier. "Non chiedo le dimissioni di Meloni. Da un punto di vista formale e sostanziale lei può proseguire l'azione di governo".
"È emersa l'arroganza con cui questo governo ha voluto rimettere mano alla Costituzione". Lo ha detto Maurizio Landni, segretario della Cgil, interpretando il risultato del referendum. "Secondo me le persone hanno capito che questo referendum con il far funzionare meglio la giustizia non c'entrava nulla. Hanno tentato non solo stavolta di mettere mano alla Costituzione, ci han provato anche con l'autonomia differenziata e sono stati fermati dalla Corte costituzionale. Anche lì eravamo pronti a fare un referendum, ma li ha fermati la Corte costituzionale dichiarando quella legge incostituzionale. Poi non si sono accontentati e sono andati avanti".
© IPA
© IPA
"È una vittoria della nostra Costituzione". Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, raggiunto a margine della festa per il No in corso a Roma a piazza santi Apostoli, commentando il risultato del referendum. "Con una partecipazione così alta - ha spiegato Gualtieri - è stato un No solo a una riforma della giustizia sbagliata, ma anche a un metodo inaccettabile per cambiare la Costituzione, che dimostra una scarsa cultura di governo. I cittadini hanno detto 'No, non si fa così, la Costituzione è una cosa importante'. Se si riforma la magistratura bisogna parlare con la magistratura e trovare margini di consenso in Parlamento".
In Sicilia al referendum costituzionale ha vinto il No col 60,98%. Il Sì è al 39,02%. Nella provincia di Agrigento il No ha ottenuto il 60,09%, a Caltanissetta il 56%, a Catania il 60,51%, a Enna il 62,5%, a Messina il 56,27%, a Palermo il 64,86%, a Ragusa il 61,80%, a Siracusa il 62,43%, a Trapani il 59,05.
"Mi auguro che il voto di oggi faccia prendere atto alla destra italiana che la Costituzione va sempre rispettata. A questo punto chiediamo anche il ritiro della riforma sul premierato, un provvedimento pessimo e che farà solo altri danni. E ci auguriamo che anche la legge elettorale, depositata in Parlamento, che mette in discussione, tra le altre cose, il quorum di garanzie costituzionali, venga ritirata al più presto. Ma soprattutto auspichiamo che il governo si occupi dei problemi degli italiani, dai carburanti, ai salari, alle pensioni, alle imprese che aspettano solo interventi chiari da parte dello Stato". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, conversando al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
Centinaia di persone sono riunite in piazza Barberini, a Roma, per una manifestazione annunciata nel pomeriggio del segretario della Cgil Maurizio Landini dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia. Oltre a Landini, sono presenti fra gli altri Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, i capogruppo del Pd alla Camera e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, vicepresidente del M5s, e il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. Sotto una leggera pioggia, sventolano in piazza bandiere rosse della Cgil e i tamburi scandiscono i cori 'Dimissioni, Meloni a casa', 'la costituzione non si tocca, la difenderemo con la lotta'.
A Milano i partiti del centrosinistra, Cgil e Anpi festeggiano la vittoria del No al referendum in piazza del Duomo sulle note di C'è chi dice no di Vasco Rossi, oltre che di Bella Ciao. La città si è espressa nettamente a favore del No in controtendenza con il resto della Lombardia dove ha prevalso il Sì. In piazza, oltre alla Cgil, ci sono esponenti di Pd, Avs, M5S, Rifondazione comunista. "Milano, ancora una volta, dimostra di avere a cuore i valori della Costituzione, con un risultato straordinario non solo in città ma anche in città metropolitana - dice la segretaria del Pd Lombardia Silvia Roggiani -. Hanno mobilitato le tante bugie che la destra ha raccontato in questi mesi".
L'Associazione dei magistrati della Corte dei Conti "ringrazia i cittadini italiani per aver difeso la nostra Costituzione. L'esito del referendum rafforza il principio che la legge è uguale per tutti e che la magistratura è al suo servizio".
A Palermo città, al referendum costituzionale, il No ha vinto col 68,94%, il Sì è al 31,06%. I chiamati al voto erano 504.571. Hanno votato 243.130 persone. Le schede nulle sono state 888, 306 le bianche, le schede contestate 18. Nella provincia palermitana il No ha ottenuto il 64,86%.
Alle urne meno del 27% degli aventi diritto al voto. Tradotto: l'affluenza più bassa d'Italia. Questi numeri si registrano a Lampedusa e Linosa, dove per la precisione si sono recati alle urne per il referendum sulla giustizia solamente il 26,93% della popolazione dell'arcipelago delle Pelagie. "Purtroppo è un'affluenza molto bassa. Oltre il 61% ha votato Sì", ha spiegato il sindaco Filippo Mannino, che è stato fra i sostenitori della riforma. La motivazione, secondo il primo cittadino è semplice: "A Lampedusa e Linosa, tanto i referendum, quanto le politiche, non vengono sentite. Solo le Comunali portano in blocco gli isolani alle urne".
"Cominciamo ad abituarci alle belle notizie, lavorando testardamente unitari i risultati arrivano: la destra non è imbattibile". Così Elly Schlein sul risultato del Referendum sulla giustizia. "È una grande responsabilità ora organizzare questa speranza - ha aggiunto la segretaria del Pd -, una affluenza così alta è anche un messaggio politico forte a un governo chiuso nel palazzo, ora dobbiamo costruire un'alternativa che sia all'altezza dei desideri e dei bisogni".
© Reuters
© Reuters
© Tgcom24
© Tgcom24
"Noi batteremo Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Così la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di una conferenza stampa al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
"Spero di vedere" i leader progressisti "in piazza e festeggiare insieme. Abbiamo sempre detto che troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma. Discuteremo di tutto, modalità e tempi. Ho sempre detto che in caso di Primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
All'esito di un "pomeriggio concitato l'Associazione nazionale magistrati di Milano ringrazia tutti i colleghi che hanno deciso di non rimanere chiusi nelle loro stanze e di confrontarsi con i cittadini, illustrando i contenuti della riforma e difendendo la Costituzione, insieme ad avvocati, professori e persone comuni, senza voler contestare il governo, ma volendo spiegare, anche con autocritica, le ombre di una riforma che nulla aveva a che fare con il miglioramento del sistema giustizia". Un obiettivo, "quest'ultimo, verso il quale continueremo a impegnarci con il nostro lavoro quotidiano". Lo scrive il presidente dell'Anm milanese, Luca Milani, dopo che decine di magistrati a Milano si sono ritrovati, prima nella sala dell'Anm poi in Aula Magna, per confrontarsi sulla vittoria del No al Referendum costituzionale sulla giustizia.
"Oggi è una giornata bellissima, una grandissima mobilitazione popolare, la maggioranza del Paese che ha fermato una riforma sbagliata e che ha partecipato per difendere la Costituzione". A dirlo è Elly Schlein, segretaria del Pd, dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
Record di affluenza al Referendum sulla riforma della giustizia: alle urne si è recato il 58,93% degli aventi diritto, secondo i dati definitivi di Eligendo, la piattaforma del Viminale, che registra i risultati di 61.533 sezioni allestite in Italia. L'Emilia-Romagna è la regione dove si è votato di più: la partecipazione è stata, infatti, del 66,67%. Sicilia fanalino di coda con il 46,13%. Si attende il conteggio dei voti degli italiani all'estero.
"Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein in una conferenza stampa al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
"Una grandissima mobilitazione popolare, abbiamo vinto". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in conferenza stampa dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia. "Una vittoria che è ancora più bella, perché ricorderete che partivamo da una sconfitta annunciata. Invece abbiamo ribaltato quell'esito", ha aggiunto. In questo voto, ha sottolineato, "i giovani hanno fatto la differenza".
Stato maggiore del Pd riunito al Nazareno dopo la vittoria del No al Referendum sulla riforma della giustizia. Deputati, senatori e dirigenti si sono ritrovati, tra abbracci e sorrisi, sulla terrazza della sede del partito in attesa della conferenza stampa della segretaria Elly Schlein. "Il popolo c'è. La narrazione che da tre anni fa il governo, il 'va tutto benissimo' non regge la realtà", commenta il capogruppo al Senato Francesco Boccia. "Adesso per Meloni sarà più difficile cambiare la legge elettorale", azzarda qualcun altro.
"Non sono stati momenti facili, ma un'affermazione così netta significa che vale ancora la pena fare questo lavoro nel modo in cui lo abbiamo sempre fatto. Da domani ci impegneremo tutti a evitare che si riverifichino condizioni di questo genere". Lo ha affermato la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, la quale, assieme a decine e decine di magistrati, tra giudici e pm, ha partecipato ai festeggiamenti, con tanto di brindisi nell'Aula Magna del Palazzo di Giustizia milanese, per la vittoria del No al Referendum sulla giustizia, che ha bocciato la riforma Nordio sulla separazione delle carriere, dei Csm e sull'Alta corte disciplinare.
"La riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai a occuparcene. Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni. Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia". Così in una nota il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani. "Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta. E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. È stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro", ha aggiunto.
Il No alla riforma della giustizia ottiene nella città di Napoli il 75,49% dei consensi: è il dato più alto in Italia. Per commentare il dato, registrato in una città governata da anni dal "campo largo", il sindaco Gaetano Manfredi ha convocato un punto stampa.
"Per me si devono fare le Primarie, spero si facciano presto. Io ho detto un anno fa che il centrosinistra poteva vincere, si è rotto il rapporto tra Meloni e la sua base. È legittimo che ci siano nel centrosinistra posizioni diverse e che si confrontino sulle Primarie. Come andrà a finire non lo so, io spero con le Primarie il prima possibile". Lo ha detto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, alla luce della sconfitta del Sì, sostenuto dal Centrodestra, al Referendum sulla giustizia.
"Oggi c'è un fatto politico enorme: Meloni, la figlia del popolo che ci aveva raccontato che lei aveva il consenso, il consenso non ce l'ha". Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, commentando il risultato del Referendum sulla giustizia. "Quando il popolo parla il Palazzo deve ascoltare - insiste Renzi -, a fronte di un risultato clamoroso, il 60 per cento di votanti e un distacco del 10 per cento, un pezzo di Paese ha bocciato un metodo con cui è stata fatta la riforma, scritta a Palazzo Chigi e imposta al Parlamento", e ora che è stata bocciata "che fai fischietti? O chiedi la testa di Delmastro o Bartolozzi? Il punto è politico".
"Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L'Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi 'contro' che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del Paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione - comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi - c'è anche un giudizio sulla qualità del governo nell'affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l'esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il Paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra". Così il leader di Azione Carlo Calenda dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
Per l'attività di governo "non cambia nulla: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull'esecutivo. Il voto sul governo sarà l'anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centrodestra". Lo afferma, in una nota, il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, in merito all'esito del Referendum sulla riforma della giustizia.
"Ha vinto il No e lo ha fatto con un risultato netto, inequivocabile, con una grande partecipazione degli italiani. Ha vinto chi ha voluto difendere la Costituzione. Ha perso la strategia aggressiva e populista delle destre. Ha perso chi voleva trasformare tutto questo in un voto esclusivamente politico ma che ora politicamente dovrebbe trarre qualche conclusione". Così la sindaca di Genova, Silvia Salis, commentando la vittoria del No al Referendum costituzionale. "Gli italiani - sottolinea - non si sono fatti prendere in giro e non hanno abboccato alla strategia del pensiero semplice a tutti i costi. Gli italiani non si sono fatti ingannare da chi ha provato a creare confusione, a strumentalizzare il voto arrivando addirittura a insinuare che con il No sarebbero tornati in libertà stupratori, spacciatori e immigrati irregolari".
"Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l'Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare a essere materia di una contesa politica inconcludente". Così il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, commentando in una nota l'esito del Referendum sulla giustizia.
"Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l'Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto". Così il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani sul voto del Referendum sulla giustizia.
"C'è un dato con cui ci dovremo confrontare tutti perché oggettivamente nell'ambito di questa campagna referendaria è accaduto un fatto straordinario: una esondazione della magistratura rispetto al suo compito ordinario di organo della giurisdizione". Lo ha detto Francesco Petrelli, presidente del Comitato Camere Penali per il Sì, commentando lo scrutinio del referendum. "Da Mani Pulite in poi abbiamo dovuto constatare che la magistratura si è fatta sempre più soggetto politico. Però ai tempi di Mani Pulite il consenso che veniva ricercato dalla magistratura era di tipo mediatico, mentre abbiamo assistito a un salto di qualità che è consistito da parte dell'Anm di fondare un Comitato. Significa che la magistratura ha tracimato al di fuori di quella che dovrebbe essere la sua vocazione di imparzialità istituzionale", ha aggiunto.
In Friuli-Venezia Giulia l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia si è attestata al 61,64%.
Nel Lazio l'affluenza definitiva al Referendum per la giustizia si è attestata al 61,70%. A Roma l'affluenza è stata del 62,59%.
In Campania l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia è stata pari al 50,38%.
In Sardegna l'affluenza definitiva per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 52,84%.
In Piemonte l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia si è attestata al 62,61%.
In Veneto l'affluenza definitiva per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 63,47%.
"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo e imparziale". Così il ministro della giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del Referendum sulla giustizia. "Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia", ha continuato il guardasigilli.
"Non voglio sostituirmi a nessuno, però mi sembra chiaro: questa prova indica che il governo non ha il consenso della maggioranza del Paese, non rappresenta la maggioranza di questo Paese. Questo mi sembra un elemento politico preciso". Lo ha detto in conferenza stampa il leader della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza commentando il risultato referendario. Il governo ha avuto "un certo atteggiamento autoritario, pensando che avendo vinto le elezioni e avendo una maggioranza in Parlamento poteva fare quello che voleva, fino a mettere in discussione la Costituzione - ha proseguito -. Il messaggio che arriva è che in democrazia chi governa non deve comandare, ma deve rispettare le nostre regole e avere la pazienza di confrontarsi e di misurarsi anche con i soggetti sociali che hanno delle idee, che propongono anche delle soluzioni".
"La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione". Così la premier Giorgia Meloni in un video sui social. "Resta chiaramente il rammarico - aggiunge parlando all'aperto, con una siepe alle spalle - per un'occasione persa di modernizzare l'Italia ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
"Abbiamo trattato gli elettori da adulti e gli elettori hanno saputo rispondere da persone adulte". Così il presidente del Comitato Giusto Dire No Enrico Grosso, alla luce della vittoria del No al Referendum sulla giustizia. "Siamo molto soddisfatti del risultato e che il nostro messaggio sia stato capito - ha sottolineato -. La maggioranza degli italiani ci ha premiato per la nostra sincerità".
"Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia". Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio sui social dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia.
"Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste. Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma, dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia. "Ce l'abbiamo fatta, viva la Costituzione", ha aggiunto il leader pentastellato.
L'esito del Referendum della giustizia "è un avviso di sfratto al governo, dopo quattro anni. Un segnale forte, politico" dopo "una grande rimonta". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una conferenza stampa nella sede del partito, a Roma, dopo la vittoria del No.
In Sicilia l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia si è attestata al 46,13%.
In Toscana l'affluenza definitiva al Referendum della giustizia è stata del 66,26%.
In Lombardia affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia è stata pari al 63,75%. A Milano, l'affluenza definitiva si è attesta al 64,60%.
In Liguria l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia è stata del 62,24%.
In Abruzzo l'affluenza definita al Referendum sulla giustizia è stata pari al 60,50%.
Quarta proiezione di Tecnè sul Referendum sulla giustizia: il No si attesta al 54%, il Sì si ferma invece al 46%.
Dopo la vittoria del No al Referendum sulla giustizia, arriva il primo commento del Comitato per il Sì: "Ce l'abbiamo messa tutta, nessun rimpianto". Interviene anche l'avvocato Giandomenico Caiazza (Sì Separa): "Metà del Paese voleva in ogni caso questa riforma. I precedenti referendum costituzionali hanno visto una forchetta tra il Sì e il No di almeno del 20%, per esempio nel referendum Renzi e ancora di più quello sulla riduzione dei parlamentari. Stiamo parlando di un distacco in questo momento di pochissimi punti, se questo è l'ordine di grandezza. Noi stiamo parlando di un Paese su un tema di questa importanza diviso radicalmente in due".
Al Referendum sulla giustizia ha vinto il No. Il Comitato per il Sì: "Ce l'abbiamo messa tutta, nessun rimpianto".
Con metà delle sezioni scrutinate, al Referendum sulla giustizia il Sì si attesta al 45,37%, mentre il No è al 54,63%.
In Valle d'Aosta l'affluenza definitiva al Referendum sulla giustizia è stata il 58,59%.
In Emilia-Romagna l'affluenza definitiva al Referendum della giustizia è pari al 66,67%.
"Vittoria del No al Referendum costituzionale della giustizia". Lo scrive YouTrend, evidenziando che "con 20.932 sezioni su 61.533 il vantaggio è ormai incolmabile".
Secondo YouTrend, la componente di voto politico è più marcata tra chi ha votato No: il 34% degli elettori del No riconosce di aver voluto dare un segnale politico, contro il 21% degli elettori del Sì. In caso di vittoria del No -che boccerebbe la riforma proposta dall'esecutivo - il 54% degli italiani ritiene che Giorgia Meloni dovrebbe continuare a guidare il governo. Solo il 26% chiede le dimissioni (il 20% non si esprime). La frattura politica è marcata: l'87% degli elettori del Sì ritiene che Meloni debba restare (solo il 7% vorrebbe le dimissioni), mentre tra gli elettori del No la quota scende al 37% - con il 47% favorevole alle dimissioni. Come atteso, gli ottimisti del Sì sono soprattutto gli elettori del Sì stesso (66%), mentre il 57% degli elettori del No pronosticava la vittoria del proprio campo.
Secondo l'instant poll YouTrend per Sky TG24, tra chi ha votato Sì, le ragioni di merito dominano in modo netto. Il primo fattore citato è il sostegno alla separazione delle carriere nella magistratura (59%), seguita dal sostegno alla divisione del Csm in due rami (35%) e all'istituzione di un'Alta Corte disciplinare (34%). Il sorteggio dei componenti del Csm raccoglie il 30%. Segnali di carattere più politico - il desiderio generico di modificare la Costituzione (24%) e il voto di sostegno al Governo Meloni (18%) - si collocano in coda alla classifica.
In base alla seconda proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai per il Referendum sulla riforma della giustizia, il No è al 53,9%, il Sì è al 46,1%.
L'affluenza definitiva in Puglia per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 52,01%.
In Calabria l'affluenza definitiva per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 48,38%.
La seconda proiezione di Tecnè per il Referendum sulla giustizia vede il No al 54,0% e il Sì al 46,0%.
In Umbria, l'affluenza definitiva per il Referendum sulla giustizia si attesta al 65,05%.
Il secondo instant poll di Swg per La7 indica la prevalenza del No al Referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 50% e il 54%. Il Sì attesterebbe invece tra il 46% e il 50%. Copertura all'87%.
Le prima proiezione Opinio-Rai per il Referendum sulla giustizia vede il Sì al 46,9% e il No al 53,1%.
Nelle Marche, l'affluenza definitiva per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 63,76%.
La prima proiezione di Tecnè per il Referendum sulla giustizia vede il Sì al 46,8% e il No al 53,2%.
L'affluenza definitiva nel Molise per il Referendum sulla giustizia si è attestata al 54,03%.
In Basilicata, nelle 683 sezioni allestite per il Referendum sulla giustizia, l'affluenza definitiva è stata 53,26% degli aventi diritto. In particolare, in provincia di Potenza (452 sezioni) il dato è stato del 53,89%, con il capoluogo di regione che ha fatto segnare il 60,07%. In provincia di Matera (231 sezioni) l'affluenza è al 52,1% con il dato nella Città dei Sassi del 57,82%.
Il secondo intention poll di Tecnè sul Referendum della giustizia vede il No in vantaggio al 50-54%, mentre il Sì si attesterebbe tra il 46 e il 50%.
Cesare Parodi si è dimesso dalla carica di presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm). A quanto si apprende, la scelta è per "motivi personali". Le dimissioni sono state comunicate ai colleghi poco prima delle 15, della chiusura delle urne del Referendum sulla giustizia.
Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per la Rai, al Referendum sulla riforma della giustizia il Sì è tra il 47 e il 51%, il No è tra il 49 e il 53%.
Il primo instant poll di Swg per La7, sul Referendum confermativo sulla riforma della giustizia, dà il No avanti con una forchetta percentuale tra il 49 e il 53%, mentre il Sì otterrebbe consensi stimati tra il 47 e il 51%. La copertura del campione è del 79%.
L'instant poll di YouTrend per Sky TG24 indica la prevalenza del No al Referendum sulla riforma della giustizia, con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%. Il Sì si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%. L'affluenza si attesta in una forbice compresa tra il 56% e il 60%.
Si chiudono i seggi per il Referendum sulla giustizia. Nel primo intention poll di Tecnè, il Sì è dato in una forbice tra il 47 e il 51%. Il No, invece, è tra il 49 e il 53%.
Un uomo di 87 anni è morto a Cascina (Pisa) davanti alla scuola che ospita il seggio, dove si era recato poco prima per votare al Referendum sulla giustizia. L'anziano, nella mattinata di lunedì 23 marzo, era uscito dal seggio 33, allestito nella elementare della frazione di Musigliano, quando ha accusato un malore e si è accasciato a terra privo di sensi. A niente sono valsi i soccorsi arrivati tempestivamente sul posto, per l'uomo non c'era più niente da fare. È accaduto intorno alle 10.45. Sul posto i carabinieri e la polizia municipale.
In Veneto il voto per il referendum "batte" quello per i deputati. Nei 126 comuni rodigini e padovani in cui si vota per le suppletive alla Camera, alle 23 di domenica 22 marzo l'affluenza è stata più alta per il quesito sulla riforma costituzionale, con uno scarto medio di oltre sei punti. Per quanto riguarda il voto della Camera, si vota nel collegio uninominale 2-01, che comprende la provincia di Rovigo e 35 comuni di Padova, e nel collegio 2-02 del Veneto, che comprende 41 comuni padovani, per riempire i posti lasciati liberi rispettivamente dal presidente della Regione Alberto Stefani e dal suo assessore Massimo Bitonci. Guardando l'affluenza nei centri principali, emerge come nel capoluogo polesano la partecipazione al quesito referendario alle 23 sia arrivata al 49,85% contro il 45,58% delle suppletive. Ad Adria, in provincia di Rovigo, vota per il referendum il 47,76% degli elettori contro il 42,42% alle suppletive. Nel Padovano, a Selvazzano Dentro vota il 55,51% contro il 52,12% delle suppletive.
Pensava di passare inosservata mentre scattava una foto alla propria scheda elettorale, ma il suo smartophone l'ha tradita. È accaduto a Ferrara, in un seggio nella frazione di Fossanova San Marco durante le votazioni per il referendum. Una donna di 61 anni ha fotografato con il telefono le proprie operazioni di voto in cabina, pratica vietata per legge. Il volume dello smatphone era però attivo, ed in tutto il seggio è risuonato il "clic". Colta in flagrante, la donna è stata denunciata dai carabinieri, a loro volta avvertiti dal presidente di seggio. Inoltre il telefono della donna è stato sequestrato.
La premier Giorgia Meloni pronta per andare a votare per il referendum sulla giustizia. La presidente del Consiglio è apparsa in post su X con la scheda elettorale in mano in cui ha commentato: "Pronta per il voto. Ricordate: c'è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante".
Sono aperti i seggi per votare per il referendum costituzionale confermativo sulla separazione delle carriere dei magistrati. Si vota dalle ore 07 alle ore 15 di oggi pomeriggio, dopodiché inizierà lo spoglio delle schede.
Alle 23 il dato dell'affluenza si assesta al 46,07%. L'Emilia Romagna si conferma la Regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, maglia nera alla Sicilia con il 34,94%. Per quanto riguarda le altre Regioni, ecco i dati: Abruzzo 46,56%, Basilicata 39,88%, Calabria 35,70%, Campania 37,78%, Friuli Venezia Giulia 48,55%, Lazio 48,23%, Liguria 48,18%, Lombardia 51,83%, Marche 49,41%, Molise 39,78%, Piemonte 48,94%, Puglia 39%, Sardegna 39,09%, Toscana 52,49%, Trentino Alto Adige 41,34%, Umbria 50,11%, Valle D'Aosta 44,25% e Veneto 50,25%.
Il dato definitivo dell'affluenza alle 23 di domenica si attesta al 46,07%. I seggi riaprono alle 7, dalle 15 via allo spoglio delle schede.