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Spending review e tagli alla sanità
Le Regioni: "Governo rompe patti"

Per la seconda volta l'incontro del presidente del Consiglio con i ministri è stato fatto slittare. Nei piani si vorrebbe non toccare il welfare ma intervenire sul settore sanitario per 3 miliardi di euro

- Per Matteo Renzi quella della spending review dei ministeri comincia a essere una via più tortuosa del previsto. Per la seconda volta, gli incontri tra il premier e i suoi ministri, per fissare gli obiettivi di risparmio (almeno del 3% per dicastero), sono stati rimandati. Secondo "Il Messaggero" Renzi penserebbe a 3 miliardi di tagli nella sanità. Obiettivo che trova l'opposizione delle Regioni: "Il governo così rompe un patto d'onore", affermano.

Spending review e tagli alla sanità
Le Regioni: "Governo rompe patti"

Chiamparino: "A rischio un rapporto di fiducia" - "Con il governo abbiamo siglato in agosto un patto d'onore sulla sanità: se si rompe viene meno il rapporto di fiducia e collaborazione". Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, sui tagli in sanità. "A inizio agosto - ha spiegato - abbiamo firmato un patto d'onore con l'esecutivo: il Patto per la salute che ci ha impegnato, entro il 31 dicembre, a scrivere piani di riordino dei servizi sanitari e ha previsto un fondo da 109 miliardi di euro, con un aumento di circa 2 miliardi e mezzo in più l'anno in più per il 2015 e il 2016 per finanziare il servizio sanitario nazionale". "Se si rompe questo patto d'onore si rompe anche il rapporto di fiducia e collaborazione che noi invece vorremmo proseguire", ha continuato. Il quale ha anche reso noto di aver scritto una lettera al ministro Lorenzin dove ha chiesto di mantenere le somme e gli impegni pattuiti e di essersi attivato per un confronto con il governo.

Secondo "Il Messaggero" i tagli richiesti sulla sanità sarebbero di 3 miliardi di euro. Una cifra consistente che quindi trova l'opposizione tanto del ministro Lorenzin quanto delle Regioni, secondo cui in questo modo salterebbe il Patto della salute. La Lorenzin sarebbe disponibile a un intervento del 3% sul bilancio del suo dicastero, ovvero pari a circa 40 milioni di euro, cifra decisamente distante da quella auspicata dal premier, senza però toccare i fondi del Patto per la salute, che potrebbero rendere quasi 3 miliardi.

I membri del governo si sono incontrati mercoledì mattina nel corso di un consiglio dei ministri in cui Renzi ha invitato tutti ad indicare per iscritto nero su bianco i risparmi a loro avviso possibili. Una volta ricevute le valutazioni dei singoli dicasteri saranno poi eventualmente fissati incontri individuali. In serata poi Palazzo Chigi ha diffuso una nota per spiegare "la spending review al governo è partita oggi nel Cdm" e che "nei prossimi giorni arriveranno le prime due diligence dei ministri e una volta arrivate si vedrà quanto si avvicinino all'obiettivo del 3% dei tagli indicati da Renzi".

I "contributi" degli altri ministeri - Il ministero per lo Sviluppo economico dovrà garantire 400 milioni di risparmio su un budget di 13 miliardi di euro. Dalle Infrastrutture dovrebbero arrivare, dai tagli, 400 milioni, dalla Difesa 600, dalla Giustizia tra i 250 e i 300 milioni. Lo sforzo maggiore arriverà dal ministero dell'Economia: qui il budget tocca i 530 miliardi, anche se molte voci del bilancio sono intoccabili. Dai tagli potrebbero arrivare quasi 7 miliardi.


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