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La confessione

Tony Effe: "Ecco perché sono diventato un maniaco della corsa"

Il trapper romano ha rivelato di aver smesso di fumare marijuana dopo 20 anni: ora esce a correre per resistere alla dipendenza

17 Set 2026 - 13:32
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Da settimane, sotto ogni suo post, si ripeteva la stessa domanda: perché Tony Effe non fa altro che pubblicare video mentre corre? Il trapper romano ha deciso di togliersi la curiosità ai suoi follower con un post su Instagram, sul profilo "Tonycocazero", spiegando finalmente cosa si nasconde dietro questa nuova abitudine quotidiana. E la risposta non ha nulla a che fare con la passione per lo sport.

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"Ho smesso di fumare dopo 20 anni": la confessione di Tony Effe

  "Ho smesso di fumare da due settimane. Fumavo tutti i giorni da 20 anni", ha detto il compagno di Giulia De Lellis sui social, raccontando un'abitudine radicata al punto da portarsi lo spinello persino in vacanza: "Partivo per le Maldive e portavo da fumare, non mi fregava nulla. In aeroporto dei controlli di sicurezza, delle guardie, dei cani, non mi interessava, io portavo comunque il fumo".

Una dipendenza quotidiana, tra le 4 e le 5 canne al giorno, che oggi ha deciso di combattere in un modo molto concreto: "Adesso ogni volta che ho lo stimolo di fumare, prendo e vado a correre". Ecco svelato il motivo di tutti quei video: "Corro tutti i santi giorni non perché a me piace correre o perché è bello correre. Io corro per non fumare, per ora. Sto correndo per combattere la dipendenza dal THC e dalla nicotina".

Il passato con la droga e la fine della DarkPolo Gang

 Non è la prima volta che l'ex membro della DarkPolo Gang parla apertamente di dipendenze. In una vecchia intervista al podcast One More Time aveva raccontato come, dal 2016, l'uso di sostanze fosse diventato un crescendo culminato nel 2018 con l'addio al gruppo di Dark Side, al secolo Arturo Bruni: "Io cocaina, alcol e canne, invece Arturo era più sugli psicofarmaci. Eravamo l'opposto, tipi di tossici diversi".

Un episodio, in particolare, gli aveva fatto capire che non c'era più speranza: un concerto a Praga a cui Arturo si presentò "completamente fatto", insieme al suo tutore, che era persino "messo peggio di lui". Forse è anche per questo che ora, dopo anni, il trapper sta cercando di cambiare questa abitudine con l'attività fisica.

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