Zelensky a Roma con la moglie Olena alla Conferenza per ricostruire l'Ucraina
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Kallas: "Se le armi le paga l'Ue il sostegno non è degli Usa. Si intensificano gli attacchi di Mosca con armi chimiche". Il presidente americano dopo l'ultimatum: "Deluso, ma non sono ancora pronto a una rottura con il Cremlino"
di Redazione onlineLa guerra in Ucraina giunge al giorno 1.238. Trump ha ribadito in una conversazione con la Bbc la sua delusione verso Vladimir Putin per la prosecuzione della guerra in Ucraina, ma ha aggiunto di non essere ancora pronto a una rottura. Durante il colloquio con Zelensky, Trump ha chiesto al presidente ucraino: "Puoi colpire Mosca?". Poi il chiarimento della Casa Bianca: "Era una domanda, non una richiesta". Il premier Meloni: "Bene il cambio di postura di Trump verso Putin". Inoltre, l'Alta rappresentate Ue per la Politica estera Kaja Kallas, al termine del Consiglio Esteri, ha affermato: "Se le armi all'Ucraina vengono pagate dall'Ue il sostegno è nostro, non degli Usa". E ancora: "Si intensificano gli attacchi di Mosca con le armi chimiche".
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"L'amministrazione statunitense non intende fornire all'Ucraina dei missili a lungo raggio". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non dovrebbe prendere di mira Mosca. Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
"Non sto dalla parte di nessuno". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a una domanda sulla guerra della Russia in Ucraina, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.
E' un "peccato" se non si raggiunge un accordo fra le Russia e l'Ucraina entro 50 giorni. Lo afferma Donald Trump, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg.
"Se paghiamo per queste armi, è il nostro sostegno, quindi questo è un sostegno europeo, e stiamo facendo tutto il possibile per aiutare l'Ucraina. L'appello è che tutti facciano lo stesso. Se prometti di fornire le armi, ma dici che qualcun altro le pagherà, non sono realmente fornite da te". E' quanto afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri, rispondendo a una domanda sulle affermazioni di Donald Trump secondo cui darà armi a Kiev ma sarà l'Ue a pagarle.
La Russia usa "armi chimiche" contro le truppe ucraine e gli attacchi si stanno "intensificando". Lo ha detto l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio affari esteri. "È sorprendente ma dall'inizio dell'invasione ci sono stati oltre 9 mila casi di attacchi con armi chimiche proibite, lo dicono i servizi di intelligence di Olanda e Germania e il fatto che stiano aumentando è preoccupante, vuole che Kiev si arrenda", ha aggiunto.
Il presidente Vladimir Putin intende continuare a combattere in Ucraina finché l'Occidente non si impegnerà alle sue condizioni per la pace, imperturbabile di fronte alle minacce di sanzioni più severe di Donald Trump, e le sue richieste territoriali potrebbero ampliarsi con l'avanzata delle forze russe: lo hanno affermato tre fonti vicine al Cremlino in un'esclusiva sul sito Reuters. Putin ritiene che l'economia e le forze armate russe siano abbastanza forti da resistere a ulteriori misure occidentali, hanno affermato le fonti.
"Continuiamo a non vedere passi avanti sul lato russo: la Russia continua a colpire civili con attacchi sempre più brutali, che dimostrano quanto poco Mosca sia impegnata a costruire la pace che tutti perseguiamo, nonostante la volontà di dialogo dell'amministrazione Trump, che Putin ha deciso di non accogliere. Vediamo un cambio di postura da parte degli Stati Uniti e lo salutiamo positivamente". Lo ha detto Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa dopo l'incontro con il cancelliere austriaco Christian Stocker, a Palazzo Chigi.
"Bisogna continuare da un lato a sostenere l'Ucraina, perche' si possa difendere" e allo stesso tempo "aumentare la pressione sulla Russia. Come sapete l'Ucraina ha ripetutamente accettato il cessate il fuoco incondizionato e ha assicurato la disponibilità al tavolo delle trattative mentre all'altra parte continuiamo a non vedere passi avanti". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine dell'incontro a palazzo Chigi con il cancelliere federale dell'Austria, Christian Stocker.
Il Financial Times ha interpretato male i commenti di Donald Trump a Volodymyr Zelensky: le sue dichiarazioni sono state prese fuori dal contesto. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. "Il presidente Trump stava semplicemente ponendo una domanda, non incoraggiando ulteriori" morti, ha aggiunto. Il Financial Times ha riportato che Trump ha chiesto a Zelensky se l'Ucraina poteva colpire Mosca e San Pietroburgo.
"Noi vogliamo la pace, ma dobbiamo convincere Putin" e, per farlo, bisogna mandargli "un messaggio forte". L'ha detto oggi il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani intervistato da Fox Business, in occasione della sua visita a Washington, rispondendo a una domanda sugli annunci di ieri del presidente Usa Donald Trump. "L'Italia e l'Europa stanno inviando armi insieme all'America, e per questo serve un'unica strategia per la protezione dell'Ucraina, per raggiungere la pace. Ma senza un messaggio forte a Putin, è difficile avviare i negoziati tra Putin e Zelensky", ha detto Tajani.
La Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino, ha approvato la proroga della legge marziale e della mobilitazione generale per altri 90 giorni, fino al 5 novembre 2025. Secondo il deputato del popolo Yaroslav Zheleznyak, ripreso dai media locali, la decisione è stata sostenuta da 320 parlamentari, mentre uno si è opposto. La proroga entrerà in vigore il 7 agosto ed è il sedicesimo episodio dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala.
Steve Bannon, ex stratega di Trump, esprime i dubbi del movimento Maga e nel suo podcast War Room critica la decisione di Donald Trump di vendere armi alla Nato per darle a Kiev: "L'Ucraina sta diventando davvero pericolosa. È una guerra europea. Lasciamo che se ne occupi l'Europa", afferma Bannon, come riporta la Bbc. "Hanno le risorse. Hanno la manodopera. Stiamo per armare persone su cui non abbiamo letteralmente alcun controllo", aggiunge l'ex consigliere riferendosi all'Ucraina. "Questa è una guerra vecchio stile, logorante, nelle terre insanguinate d'Europa, e ci stanno trascinando dentro", conclude Bannon.
l presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incoraggiato privatamente l'Ucraina a intensificare gli attacchi in profondita' contro il territorio russo, chiedendo all'omologo Volodymyr Zelensky se sia in grado di colpire Mosca e San Pietroburgo qualora Washington fornisca armi a lungo raggio. Lo rivela il quotidiano britannico "Financial Times", citando fonti informate sul colloquio tra i due leader, avvenuto nel corso di una telefonata il 4 luglio scorso. Secondo quanto riferito da due persone a conoscenza della conversazione, il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiesto: "Volodymyr, potete colpire Mosca? E anche San Pietroburgo?", La risposta sarebbe stata: "Assolutamente. Possiamo, se ci date le armi". Trump avrebbe appoggiato l'idea, sostenendo che l'obiettivo sia "far provare dolore" ai russi per costringerli al tavolo dei negoziati.
La Russia giudica "inaccettabile" qualsiasi ultimatum. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov dopo che ieri il presidente Usa ha dato a Mosca 50 giorni di tempo per trovare una soluzione negoziata del conflitto in Ucraina. Lo riferisce la Tass.
Donald Trump ha valutato l'invio a Kiev di missili Tomahawk, capaci di colpire Mosca e San Pietroburgo, secondo il Washington Post, che cita una fonte propria. I Tomahawk non sono inclusi negli attuali pacchetti di aiuti, ma potrebbero esservi in seguito, se Trump decidesse di aumentare la pressione su Putin. Il Wp riporta inoltre che Washington potrebbe autorizzare l'Uraina a usare i 18 missili ATACMS a lungo raggio attualmente nel Paese alla loro massima gittata di 300 km. Kiev potrebbe colpire così basi militari, aeroporti e depositi di rifornimenti nel cuore della Russia. Il pacchetto potrebbe anche includere altri ATACMS.
Il presidente americano Donald Trump ha ribadito in una conversazione con la Bbc britannica la sua delusione verso il collega russo Vladimir Putin per la prosecuzione della guerra in Ucraina, ma ha aggiunto di non essere ancora pronto a una rottura. "Sono deluso, ma non ho chiuso con lui", ha detto Trump; "ma sono deluso", ha insistito. Pressato a spiegare come intende mettere fine a quello che lui stesso definisce "il bagno di sangue" della guerra russa ucraina, la risposta à stata: "Ci stiamo lavorando".
"Trump ha lanciato un ultimatum teatrale al Cremlino. Il mondo ha tremato, aspettandosi le conseguenze. L'Europa bellicosa è rimasta delusa. Alla Russia non importa". Lo ha scritto in un post sul social X il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, commentando le dichiarazioni di ieri del presidente degli Stati Uniti che ha intimato al presidente russo Vladimir Putin nuovi dazi se non si arriverà a un accordo di tregua in Ucraina entro 50 giorni.
"Vogliamo un accordo politico sul 18esimo pacchetto sanzioni alla Russia, siamo molto vicini, spero che avvenga oggi, oggi o al massimo domani, c'è ancora un po' di lavoro da fare". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Esteri.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha tenuto un incontro bilaterale a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping, secondo quanto riportato stamattina dalle agenzie di stampa russe Tass e Ria Novosti. L'incontro si è svolto nella capitale della Cina dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Lavrov ha incontrato domenica il suo omologo cinese Wang Yi, in particolare sulla questione ucraina.
"Le forze di difesa aerea hanno abbattuto 55 droni ucraini sul territorio russo durante la notte". Lo ha riferito il ministero della Difesa russo.
Germania e Stati Uniti si stanno preparando congiuntamente a consegnare all'Ucraina due ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot, per un valore di circa due miliardi di euro. La Germania finanzierà la consegna. Tuttavia, i dettagli tecnici, logistici e finanziari definitivi devono ancora essere chiariti. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius dopo un incontro con il suo omologo statunitense Pete Hegseth a Washington. I dettagli "sembrano risolvibili per entrambi, quindi ci metteremo al lavoro rapidamente", ha affermato Pistorius. Il ministro tedesco ha anche spiegato che il contributo degli Stati Uniti rimane "indispensabile per la nostra sicurezza collettiva".