Dall'Angola

Tensione Vaticano-Trump, papa Leone: "Non sono interessato a rispondergli" | "Tiranni vogliono anime schiave del potere"

Sul volo dal Camerun all'Angola, il pontefice ha negato di aver risposto al presidente americano nei discorsi in Africa: "Li ho scritti due settimane fa"

18 Apr 2026 - 18:39
 © Afp

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"Despoti e tiranni del corpo e dello spirito vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all'inerzia, docili e asservite al potere". Sono parole forti quelle con cui papa Leone XIV ha inaugurato la sua visita apostolica in Angola. Parole che il pontefice ha diretto a tutti i popoli, a partire da quelli africani, invitandoli ad alzare la testa. "Nella tristezza siamo in balia delle nostre paure e dei nostri fantasmi. Ci rifugiamo nel fanatismo, nella sottomissione, nel frastuono mediatico, nel miraggio dell'oro, nel mito identitario. Il malcontento, il senso di impotenza e di sradicamento ci separano invece di metterci in relazione. Diffondendo un clima di estraneità alla cosa pubblica, disprezzo per la sventura altrui e la negazione di ogni fraternità".

La politica di oggi: "Polarizzano per dividere, noi dobbiamo ricucire"

 "Oggi in molti Paesi si utilizza il meccanismo politico di esasperare, esacerbare e polarizzare", ha continuato il papa. "La gioia sa scavare traiettorie anche nelle zone più buie di stasi e di angustia. Esaminiamo dunque il nostro cuore, carissimi, perché senza gioia non c'è rinnovamento; senza interiorità non c'è liberazione; senza incontro non c'è politica; senza l'altro non c'è giustizia".

La situazione con Trump: "Non interessato a rispondergli"

 Difficile però, dato il clima di tensione degli ultimi giorni, non leggere nel discorso del papa un riferimento - impossibile dire quanto diretto - alla situazione in Medio Oriente e in particolare alla condotta del presidente americano Donald Trump. Nonostante lo stesso pontefice poco prima, nel volo che dal Camerun lo ha portato a Luanda, avesse rassicurato i giornalisti: "Non sono affatto interessato a dibattere con lui". Sostenendo, tra le altre cose, che la presunta situazione tesa tra i due non sarebbe altro che frutto di una "certa narrazione che non è stata accurata in tutti i suoi aspetti".

Leone XIV: "I discorsi in Africa? Scritti tempo fa, non rispondo a Trump"

 Il pontefice americano ci ha tenuto a negare le voci secondo cui i discorsi di dura condanna tenuti durante il suo viaggio apostolico in Africa fossero scritti appositamente per rispondere alle parole e alle posizioni del presidente statunitense. Le orazioni papali, ha sostenuto Leone XIV, sono state infatti preparate due settimane fa. Cioè "ben prima che Donald Trump commentasse su me e sul messaggio di pace che sto promuovendo". Non sarebbe dunque corretto interpretare i discorsi del papa "come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente. Proseguiamo il nostro cammino, continuiamo a proclamare il messaggio del Vangelo per promuovere la fraternità". Nulla di più.

Le accuse (ripetute) di Trump e la posizione del pontefice

 Secondo Leone XIV, la lettura dualistica che ha contrapposto Trump al Papa su tutte le prime pagine mondiali sarebbe frutto dei primi attacchi diretti che il tycoon non ha risparmiato al Vaticano: "È colpa della situazione politica creata quando, il primo giorno del viaggio, il presidente degli Stati Uniti ha fatto alcuni commenti su di me". In particolare con il post pubblicato su Truth la sera del 12 aprile, in cui ha accusato il papa di essere "troppo permissivo nei confronti della criminalità, di essere in combutta con la sinistra" e ha sostenuto che il primo pontefice americano "deve la sua elezione" proprio a Trump.

Nei giorni successivi, mentre Leone XIV ha continuato a condannare i messaggi di guerra e la minaccia di "annientare la civiltà iraniana" provenienti dalla Casa Bianca, il tycoon lo ha ripetute volte messo nel mirino dei suoi tweet e dei suoi discorsi. In Camerun, il papa ha poi criticato aspramente la "manciata di tiranni" che stanno devastando la Terra con guerre e sfruttamento". Parole che, hanno assicurato dalla Santa Sede, non erano dirette a Donald Trump. O forse, non solo. 

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