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Ultimo aggiornamento: 29 giorni fa
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L'Iran chiude lo stretto di Hormuz | Teheran: "Oltre 3.400 morti da inizio guerra" | Trump positivo sui colloqui: "Ma non cederemo a ricatti"

Escalation nello Stretto, l’Iran avverte: passaggio impedito, blocco navale Usa viola accordo di tregua 

18 Apr 2026 - 23:01
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La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire e si concentra su uno dei punti più delicati del traffico globale, lo Stretto di Hormuz. Da Teheran arriva una minaccia esplicita: il Paese è pronto a chiudere il passaggio marittimo se continuerà il blocco dei suoi porti imposto da Washington. "Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto", ha scritto il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf su X aggiungendo che il transito attraverso il canale dipenderà dall'autorizzazione dell'Iran. Un messaggio diretto che sottolinea il peso strategico dell’area, cruciale per il passaggio di petrolio e merci. Sul fronte opposto, la posizione americana resta rigida. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. Le due linee si incrociano senza aperture, alimentando il rischio di una nuova escalation in una regione già altamente instabile. Intanto, in occasione dell'anniversario della creazione dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran in un messaggio alla nazione Mojtaba Khamenei avvisa: "La nostra marina pronta a infliggere amare sconfitte".


L'Iran disporrebbe ancora di circa il 40% del proprio arsenale di droni prebellico e, durante il cessate il fuoco, avrebbe iniziato a recuperare dai depositi nel sottosuolo missili e lanciamissili. Lo hanno rivelato alcune fonti di intelligence al New York Times. Attualmente Teheran possiede circa il 60% dei lanciatori rispetto al livello prebellico e potrebbe recuperare fino al 70% del proprio arsenale missilistico.


Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres ha condannato fermamente l'attacco in cui un peacekeeper francese, in servizio all'Unifil, è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti. Secondo una valutazione iniziale della Unifil, i peacekeeper sono stati presi sotto attacco da parte di attori non statali, "probabilmente Hezbollah" nonostante la smentita del gruppo armato libanese, mentre indagavano su un luogo dove presunti ordigni esplosivi improvvisati sarebbero stati posizionati su una strada tra due posizioni Onu. "Questo è il terzo episodio nelle ultime settimane che ha causato la morte di caschi blu in servizio con Unifil, e si è verificato nonostante l'annuncio del 16 aprile di una cessazione delle ostilità di 10 giorni", si legge nella nota ufficiale. "Tutti gli attori sono invitati a rispettare la cessazione delle ostilità e a smettere il fuoco. Gli attacchi ai peacekeeper devono cessare. Tutti gli attacchi ai peacekeeper devono essere indagati tempestivamente e i responsabili devono essere efficacemente perseguiti e ritenuti responsabili".


La guerra in Iran ha causato la morte di oltre 3.400 persone. È la stima resa pubblica dalla Fondazione statale iraniana per i martiri e gli affari dei veterani, che ha parlato di "3.468 martiri caduti durante il recente conflitto". Un precedente bilancio, diffuso il 12 aprile dall'Organizzazione iraniana di medicina legale, parlava di 3.375 morti in Iran. L'agenzia di stampa americana HRANA (Human Rights Activists News Agency)il 7 aprile parlava di almeno 3.636 persone uccise, tra cui 1.701 civili - di cui almeno 254 bambini - oltre a 1.221 militari e 714 persone il cui status non era stato possibile classificare.


Due autisti di camion del Fondo Onu per l'infanzia sono stati uccisi a colpi di armi da fuoco - e altri due sono rimasti feriti - da truppe israeliane mentre consegnavano acqua potabile nel nord di Gaza. Lo ha comunicato sabato l'Unicef. Gli spari sarebbero stati esplosi presso il punto di rifornimento idrico di Mansoura, l'unico punto di rifornimento operativo per i camion della condotta idrica che serve Gaza City. L'Idf, contattato dalla Afp, ha affermato che le truppe hanno visto "due terroristi armati avvicinarsi verso la Linea Gialla", quella che segna il confine dell'area sotto controllo israeliano, dunque hanno "aperto il fuoco". L'esercito ha poi aggiunto che l'incidente è "sotto esame". A seguito dell'incidente, tutte le attività presso il punto di rifornimento sono state sospese.


I pasdaran avrebbero intimato alle imbarcazioni di rimanere ancorate nel Golfo Persico dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz. Avvicinarsi allo stretto sarà infatti considerato un atto di cooperazione con il "nemico", ha dichiarato la Marina delle Guardie Rivoluzionarie in un comunicato diffuso dai media statali iraniani. Le Guardie della rivoluzione hanno anche affermato che le dichiarazioni di Donald Trump sullo stretto sono "prive di validità" e hanno invitato le navi e i loro armatori a seguire le comunicazioni della maria iraniana.


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Coloni israeliani hanno fatto irruzione in diversi villaggi palestinesi, lanciando pietre contro gli abitanti e ferendoli prima di fuggire. Nessuno di loro sarebbe stato arrestato. Lo scrive il Times of Israel. A Ein Siniya, a nord di Ramallah, un gruppo di coloni è stato ripreso mentre lanciava pietre contro le case. Secondo Wafa, un residente è ricoverato in ospedale a causa delle gravi ferite riportate. Altri raid dei coloni si sarebbero verificati nei vicini villaggi di Turmus Ayya e Abu Falah, nella Cisgiordania centrale. L'esercito israeliano è arrivato ad Abu Falah ma ha arrestato gli abitanti del villaggio, anziché gli aggressori che erano già riusciti a tornare nei vicini avamposti illegali. L'Idf ha comunicato di aver aperto un'indagine sull'accaduto, senza fornire ulteriori informazioni. 


"Le navi devono pagare tasse per la sicurezza e la protezione ambientale per poter attraversare lo Stretto di Hormuz". Lo dichiara il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, secondo quanto riportato su X dal canale della tv di stato della Repubblica islamica dell’Iran.


Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha escluso con fermezza l'ipotesi di un ritiro degli Stati Uniti dall'Alleanza atlantica. In un'intervista al quotidiano Die Welt Rutte ha dichiarato: "Non vedo gli Stati Uniti uscire dalla Nato". Ha però aggiunto che è necessaria "un'Europa più forte in una Nato più forte". Secondo il segretario generale Nato, Donald Trump è "chiaramente deluso da alcuni membri della Nato. Capisco la sua frustrazione". Riguardo al futuro dell'Alleanza ha detto: "L'Europa vuole assumere un ruolo più importante nella Nato. Questa è una buona notizia, rappresenta un'evoluzione da una dipendenza malsana a un'alleanza transatlantica basata su una vera partnership".


"Attenzione a tutte le navi: in seguito al mancato rispetto da parte del governo statunitense degli impegni assunti durante i negoziati, l'Iran dichiara nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz. A nessuna imbarcazione, di qualsiasi tipo o nazionalità, è consentito attraversare lo Stretto di Hormuz". Sarebbe questo, secondo Reuters, il messaggio che l'Iran sta trasmettendo via radio alle navi nel Golfo Persico. 


Dopo l'agguato da parte di una banda armata in Libano, che è costato la vita al sergente maggiore francese Florian Montorio e ha ferito tre commilitoni dei claschi blu, Hezbollah ha negato di essere responsabile. In un comunicato ufficiale, riferendosi ai fatti di Ghandouriyeh, hanno fatto sapere: "Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell'attacco contro Unifil".


I colloqui tra Usa e Iran "stanno andando molto bene, avremo ulteriori informazioni entro la fine della giornata". Lo ha detto Donald Trump parlando dallo Studio Ovale. "Con Teheran stiamo adottando una posizione ferma", ha aggiunto. "Hanno fatto un po' i furbi, come fanno ormai da 47 anni. Non hanno una marina, non hanno un'aeronautica, non hanno leader. Stiamo parlando con loro: volevano chiudere di nuovo lo Stretto, ma non possono ricattarci". 


"Nei giorni scorsi, con la presenza a Teheran del capo dell'esercito pachistano in veste di mediatore, gli Stati Uniti hanno avanzato nuove proposte, che la Repubblica islamica dell'Iran sta attualmente esaminando e alle quali non ha ancora risposto". Lo ha scritto in una nota il Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale iraniana. Teheran ha comunicato che non scenderà a compromessi sulle sue posizioni e ha avvertito che qualsiasi interruzione delle rotte marittime o il proseguimento dei tentativi di blocco saranno considerati una violazione del cessate il fuoco. Non solo. Ha specificato che l'accesso attraverso lo Stretto di Hormuz rimarrà condizionato e sotto il controllo iraniano fino al raggiungimento di una pace duratura.


Il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha espresso le proprie condoglianze all'omologo francese per la morte di un militare della missione Unifil nel sud del Paese. Lo ha reso noto la presidenza libanese. La missione Unifil ha riferito che un soldato è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti quando una pattuglia è stata attaccata. "Le prime valutazioni indicano che la sparatoria è stata opera di attori non statali", ha precisato la missione. Secondo il presidente francese, Emmanuel Macron, "tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah". Macron ha chiesto alle autorità libanesi di "arrestare immediatamente i responsabili e assumersi le loro responsabilità al fianco dell'Unifil".


Il sergente maggiore Florian Montorio, casco blu francese ucciso in Libano, è rimasto vittima "di un'imboscata" ed è morto a causa di "un colpo diretto". Ad annunciarlo è la ministra della Difesa francese, Catherine Vautrin, in un post sul proprio account X. Montorio "era in missione per aprire una strada verso una postazione Unifil isolata da diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona", spiega Vautrin. Poi "è stato vittima di un'imboscata da parte di un gruppo armato a distanza molto ravvicinata, venendo colpito da un proiettile proveniente da un'arma leggera". "Nonostante i suoi compagni l'abbiano soccorso, non sono riusciti a rianimarlo", conclude la ministra.


"A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese Catherine Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito questa mattina in Libano, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e altri sono rimasti feriti. Alla famiglia del soldato caduto giungano il mio più sincero cordoglio e la mia solidarietà. Ai militari feriti rivolgo l'augurio di pronta e completa guarigione". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.


Un soldato francese dell'Unifil è rimasto ucciso e tre feriti in seguito a un attacco contro i caschi blu in Libano. Lo ha annunciato Emmanuel Macron. "Tutto lascia pensare che la responsabilità sia di Hezbollah", ha aggiunto.


Da quando è iniziato il blocco navale americano contro i porti iraniani, "23 navi hanno seguito le indicazioni delle forze statunitensi di invertire la rotta". Lo riporta il Comando centrale americano. "Le forze americane stanno applicando un blocco marittimo contro le navi che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane", aggiunge.


L'Idf conferma di aver condotto nelle ultime 24 ore diversi raid nel Libano meridionale contro militanti di Hezbollah che "hanno violato gli accordi di cessate il fuoco". A riportarlo è The Times of Israel, specificando che si tratta della prima violazione di questo tipo dall'entrata in vigore della tregua nel Paese. Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, le truppe che operano a sud della "Linea Gialla" stabilita dall'Idf "hanno identificato terroristi che hanno violato i patti per il cessate il fuoco e si sono avvicinati alle forze di Tel Aviv da nord della Linea, rappresentando una minaccia immediata".


"Così come i droni dell'Esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici". È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell'anniversario della creazione dell'Esercito della Repubblica islamica dell'Iran, il 29 di Farvardin (18 aprile 2026, ndr). 


Gli Stati Uniti stanno cercando di "indebolire il percorso diplomatico" con l'Iran mentre Teheran ribadisce la volontà di mantenere aperto lo stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, citato dall'agenzia di stampa Tasnim. "Vogliamo che lo stretto di Hormuz resti aperto. Abbiamo annunciato misure per facilitare la navigazione, ma la parte americana cerca di minare il percorso diplomatico", ha affermato Khatibzadeh, parlando a margine del Forum internazionale di Antalya, in Turchia. Il vice ministro ha inoltre criticato il presidente statunitense Donald Trump, dichiarando che "parla molto e dice cose contraddittorie nelle stesse dichiarazioni", aggiungendo che "la guerra non puo' portare a nessun risultato positivo" e che "gli Stati Uniti devono capire che l'era del colonialismo è finita". Khatibzadeh ha quindi ribadito che "non ci sarà alcun blocco in futuro e nessuno può imporre la propria volontà all'Iran", sottolineando che Teheran continuerà a partecipare ai negoziati "in buona fede", pur restando "vigile". Il vice ministro ha infine accusato Israele di voler "cambiare la realtà geopolitica" della regione e ha affermato che qualsiasi accordo dovrà avvenire "nel quadro del diritto internazionale", ribadendo che l'Iran "difenderà i propri diritti".


Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d'arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L'impatto non è stato immediatamente chiaro. Oggi l'Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall'accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un "primo grande movimento" di navi da inizio guerra.


"Finché non avremo raggiunto un accordo quadro, non possiamo fissare una data" del prossimo round di colloqui con gli Stati Uniti. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando al forum della diplomazia di Antalya e confermando quanto scritto dall'agenzia Tasnim, secondo cui Teheran non ha ancora dato il via libera a un nuovo round di negoziati. Poi ha sottolineato che qualsiasi cosa l'Iran accetti nei negoziati deve salvaguardare i suoi diritti secondo il diritto internazionale: "Non accetteremo di essere un'eccezione al diritto internazionale o di rinunciare ai nostri diritti".


"A ora la cornice non è minimamente chiara e manca la precondizione che è un accordo di pace. Non basta la tregua, che peraltro è molto fragile. Serve una cornice chiara che in questo momento il governo non ha fornito. Serve che ci sia un accordo di pace e serve un chiaro mandato multilaterale che in questo momento non c'è. Quindi il governo chiarisca che cosa ha in testa prima di fare gli annunci". Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel commentare la disponibilità espressa venerdì dalla premier Meloni alla riunione dei volenterosi, a margine del vertice globale dei governi e partiti progressisti a Barcellona.


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Non siamo stati fortunati in questa stagione "con la situazione geopolitica, con l'instabilità che sta diventando la nostra normalità, con un quadro che cambia ogni minuto: devo comunicare che, mentre venivamo qui, l'Iran ha annunciato di voler nuovamente chiudere lo stretto di Hormuz". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo alla 76ma Assemblea nazionale di Federalberghi, a Roma. Meloni ha sottolineato la necessita' di "lavorare per garantire la libertà di navigazione"


L'Iran non ha per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, "a causa dell'annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all'Iran", ha dichiarato sabato l'agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando "le rispettive organizzazioni". 


La proroga concessa dagli Stati Uniti sull'allentamento delle sanzioni per una parte del petrolio russo riguarderà oltre 100 milioni di barili in transito. Lo ha affermato il rappresentante speciale del presidente russo e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev, commentando la decisione del dipartimento del Tesoro statunitense di rinnovare la licenza per la vendita di petrolio russo caricato su petroliere prima del 17 aprile. "Come l'ultima volta, interesserà oltre 100 milioni di barili di petrolio in transito", ha scritto Dmitriev su Telegram, aggiungendo che "tutti i guerrafondai si sono opposti con veemenza" alla proroga. Secondo Dmitriev, la Russia continua a collaborare con gli Stati Uniti su questioni economiche ed energetiche. Il rinnovo della revoca da parte di Washington resterà valido fino al 16 maggio.


Uno degli obiettivi dell'operazione degli Stati Uniti in Iran era quello di controllare il petrolio che passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. "Non credo che ci fossero davvero piani per distruggere la civiltà. Penso che sia soltanto una figura retorica. Ma i piani erano di controllare il petrolio che passa attraverso il Golfo Persico, attraverso lo Stretto di Hormuz", ha affermato Lavrov al Forum di Diplomazia di Antalya.


"La Chiesa ha sperimentato tante volte, nel suo navigare lungo i secoli, tempeste e venti contrari", "è ciò che proviamo nei momenti in cui ci sembra di affondare, sopraffatti da forze avverse, quando tutto appare oscuro e ci sentiamo soli e fragili. Ma non è così. Gesù è con noi, sempre, più forte di qualsiasi potenza del male". Dio ci invita "a stare insieme, solidali". "Nessuno dev'essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà", ha detto Leone nell'omelia della messa a Yaoundé


Un secondo ciclo di negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran è previsto nella capitale pachistana Islamabad nella giornata di lunedì. Lo hanno indicato fonti iraniane, citate dalla Cnn. Anche se Washington non ha confermato i colloqui, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Teheran ha accettato di rinunciare al proprio uranio altamente arricchito e ha espresso fiducia sul fatto che si possa raggiungere un accordo.


Le forze armate iraniane hanno "ripristinato il controllo militare" dello stretto di Hormuz in risposta al blocco navale statunitense. Lo ha dichiarato il portavoce del comando Khatam al Anbiya (Quartier generale centrale delle forze armate), Ebrahim Zolfaghari, citato dall'emittente statale Irib. "Gli Stati Uniti continuano a praticare pirateria definendola blocco e per questo motivo il controllo sullo stretto di Hormuz è stato ripristinato ed è ora sotto il comando e il pieno controllo delle forze armate", ha affermato il portavoce. In parallelo, Teheran ha avvertito che lo stretto potrebbe non restare aperto nel caso in cui proseguano le restrizioni statunitensi. Lo riferisce l'emittente Al Jazeera, secondo cui esponenti iraniani hanno indicato che la prosecuzione del blocco renderebbe insostenibile l'attuale regime di transito.


Le recenti dichiarazioni contrastanti sullo stretto di Hormuz riflettono una fase di "confusione" all'interno della leadership iraniana. Lo riferisce Radio dell'esercito israeliano, citando una fonte secondo cui Teheran avrebbe trasmesso segnali divergenti sulla gestione del passaggio strategico. Secondo la fonte, da un lato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva indicato una riapertura dello stretto, mentre dall'altro esponenti dei Guardiani della rivoluzione avrebbero annunciato un ripristino del controllo militare, lasciando intendere una nuova fase di restrizioni. Anche l'emittente Al Jazeera ha riferito di segnali che indicano una "nuova chiusura dello stretto", anche se il quadro operativo resta poco chiaro. Nelle ultime ore, infatti, le autorità iraniane hanno parlato inizialmente di riapertura del traffico, seppur lungo corridoi controllati e soggetti ad autorizzazione, mentre gli Stati Uniti hanno mantenuto il blocco navale sui porti iraniani e le restrizioni alle navi soggette a sanzioni Usa. Successivamente, il portavoce militare iraniano ha fatto riferimento al "ripristino" del controllo sullo stretto e a un ritorno a condizioni precedenti, accusando Washington di "pirateria". Tuttavia, non è stato formalmente annunciato un nuovo stop totale al traffico, e la situazione resta caratterizzata da elevata ambiguità e sovrapposizione di messaggi politici e operativi.


Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense.


Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha accusato Israele di utilizzare la sicurezza come pretesto per espandere il proprio controllo territoriale. Intervenendo all'Antalya Diplomacy Forum (Adf), Fidan ha dichiarato che "Israele non è alla ricerca della propria sicurezza, ma di più territorio", aggiungendo che "la sicurezza viene usata dal governo di Benjamin Netanyahu come pretesto per occupare più terra". A margine del forum, il capo della diplomazia turca ospitera' inoltre una riunione ministeriale dedicata alla situazione nella Striscia di Gaza, con la partecipazione di diversi Paesi della regione, tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar, Egitto, Pakistan, Arabia Saudita e Giordania. Secondo fonti del ministero degli Esteri turco citate dall'agenzia Anaolu, l'incontro sarà incentrato sulla necessità di consolidare il cessate il fuoco, avviare la ricostruzione di Gaza e mantenere la questione palestinese al centro dell'agenda internazionale, in un contesto di persistente instabilità regionale. 


Il trasferimento dell'uranio arricchito iraniano all'estero "è un'opzione inaccettabile". Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, citato dall'agenzia di stampa Mehr. La presa di posizione arriva nel contesto dei contatti in corso tra Teheran e gli Stati Uniti su un possibile accordo sul nucleare, mentre restano forti divergenze tra le parti sui nodi chiave del dossier, nonostante le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui l'Iran avrebbe accettato di interrompere il proprio programma nucleare.


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Crescono in Iran le critiche interne per la mancanza di trasparenza sui contenuti dei contatti e delle intese preliminari tra i negoziatori iraniani e l'amministrazione del presidente statunitense, Donald Trump. Lo riferisce l'emittente televisiva panaraba Al Arabiya, secondo cui esponenti di diverse correnti politiche e media vicini all'establishment hanno contestato il silenzio delle autorità dopo l'annuncio di Teheran sull'apertura dello stretto di Hormuz. Le critiche si sono rapidamente trasformate in attacchi politici diretti contro il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Il portavoce della commissione Affari interni del Parlamento iraniano, Seyyed Morteza Mahmoudi, ha dichiarato che "se non fosse per il pretesto della guerra, lo avremmo sicuramente messo in stato di accusa", accusando Araghchi di rilasciare "dichiarazioni strane e fuori tempo" nei momenti più delicati, con l'obiettivo di "calmare i mercati".


Un convoglio di petroliere in partenza dal Golfo è in transito nello Stretto di Hormuz. Lo mostrano i dati MarineTraffic citati da Bbc. Si possono osservare diverse imbarcazioni in movimento, tra cui, secondo il sito, navi progettate per il trasporto di petrolio, gas di petrolio liquefatto e prodotti chimici.


Il potente capo dell'esercito del Pakistan ha concluso una visita di tre giorni a Teheran, durante la quale ha incontrato i principali leader e negoziatori iraniani nell'ambito degli sforzi per mettere fine al conflitto in Medio Oriente. Lo ha annunciato l'esercito del Paese. Il maresciallo Asim Munir ha incontrato diversi alti dirigenti della repubblica islamica durante il viaggio, che dimostra la "ferma determinazione" del Pakistan a favorire una soluzione negoziata...e a promuovere pace, stabilità e prosperità, ha affermato l'esercito in una dichiarazione. Nei prossimi giorni sono previsti (nuovi) negoziati di pace a Islamabad.


Il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Reza Talaeinik, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz resta aperto solo in caso di cessate il fuoco, in modo limitato e condizionato, e in caso di "inganno da parte del nemico" sul piano diplomatico, si procederà con un intervento deciso sul campo di battaglia. Lo riporta Iran International. Il portavoce fa sapere che "torneremo a combattere" in caso di "inganno da parte del nemico".


L'agenzia per l'aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese.


Il presidente Usa Donald Trump ha negato categoricamente la possibilità che vengano applicate restrizioni o pedaggi gestiti dall'Iran nello Stretto di Hormuz. "No. Assolutamente no. No. No", ha detto Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il tycoon ha rimarcato che non ci saranno restrizioni né pedaggi: "No, non ci saranno pedaggi", ha affermato.


In un post su Truth, il presidente Usa Donald Trump afferma che il presidente cinese Xi Jinping è "molto contento che lo Stretto di Hormuz sia aperto e/o si stia aprendo rapidamente". Trump prosegue dicendo che il loro incontro in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio, "sarà speciale e, potenzialmente, storico". "Molto verrà realizzato!", aggiunge. 


Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì.

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