PREOCCUPA IL TYCOON

È furbo o folle? Trump divide gli americani: cattolici in agitazione, fibrillazione Maga | I dem: "Malato e blasfemo, va rimosso"

Negli Stati Uniti ci si interroga sulla sua salute mentale e c'è chi invoca il 25esimo emendamento

14 Apr 2026 - 22:22
 © Ansa

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Donald Trump agita i cristiani e i repubblicani d'America, e preoccupa gli elettori. Il suo comportamento e la sua retorica alimentano il dibattito sul suo equilibrio psichico, sulla possibilità che sia "furbo come una volpe" oppure "soltanto pazzo". Un'ipotesi quest'ultima che innervosisce non poco, visti i tempi di guerra che The Donald presiede. Non è la prima volta che la salute mentale di un presidente finisce al microscopio. Qualche anno fa era accaduto a Joe Biden dopo il disastroso dibattito proprio contro Trump. Prima ancora Abraham Lincoln aveva sofferto di depressione e Ronald Reagan, nel finire della sua presidenza, sembrava accusare le difficoltà del principio di Alzheimer ammesso anni dopo.

Sempre più senza freni

 Ora a preoccupare è il tycoon, apparso di recente sempre più senza freni. La Casa Bianca difende a spada tratta il "genio stabile" del presidente, così come Trump si è più volte definito. "È energico e accessibile al pubblico in contrasto rispetto a quanto abbiamo visto negli ultimi anni", ha detto il portavoce Davis Ingle, senza però riuscire a convincere.

I democratici da tempo evocano il 25mo emendamento per rimuoverlo, e il coro si è fatto ancora più forte dopo la dura presa di posizione contro il primo Papa americano, accompagnata da una foto di Trump-messia poi rimossa dal suo account social su Truth dopo le accuse di "blasfemia".

Timori anche tra i suoi ex collaboratori

 Ma non è solo l'opposizione a notare il declino mentale del presidente. Timori stanno infatti emergendo anche fra ex generali ed ex diplomatici, e fra i funzionari che hanno lavorato gomito a gomito con lui nel suo primo mandato.

"È un folle" e i suoi ultimi commenti su Truth mettono in evidenza il "livello della sua follia", ha osservato Ty Cobb, avvocato della Casa Bianca durante i primi quattro anni di Trump. Molti dei suoi ex alleati Maga si sono uniti alla richiesta del 25mo emendamento e hanno evidenziato un deterioramento delle condizioni del presidente.

"È un lunatico genocida", ha detto la sua ex fedelissima Candace Owens. "Buona fortuna a Trump e ai repubblicani senza il voto dei cattolici, dei musulmani, degli elettori no-war, e di chiunque voleva i file di Epstein e guarda Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn Kelly. Ma almeno sono popolari in Israele", ha tuonato Nicholas Fuentes, l'estremista di destra che aveva appoggiato il presidente, elencando tutte le categorie di elettori che l'amministrazione e il partito conservatore si sono alienati.

Disagio tra i repubblicani e i cristiani dopo le critiche al Papa

 Fra le fila repubblicane un certo disagio trapela soprattutto dopo le critiche al Papa. "Lascerei stare la Chiesa", ha detto laconicamente il leader dei repubblicani in Senato John Thune. "Personalmente ritengo che l'attacco diretto del presidente al Papa sia stato inappropriato", ha messo in evidenza il senatore Mike Sounds.

Lo stupore è elevato anche fra i cattolici d'America, che hanno contribuito in modo decisivo a far tornare Trump alla Casa Bianca. "Siamo sconcertati. Dopo che i cattolici lo hanno aiutato, sta mancando di rispetto alla nostra fede", ha detto con il Wall Street Journal John Yep, il numero uno di Catholics for Catholics, associazione che ha organizzato vari eventi di fede a Mar-a-Lago e mantiene stretti rapporti con l'amministrazione.

I cattolici negli Stati Uniti

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Una condanna pesante che appare mettere sempre più a rischio le elezioni di metà mandato per i repubblicani, per i quali il voto è più di una corsa a ostacoli fra la guerra in Iran, il carovita e ora il colpo ai cattolici con l'attacco al Papa.

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