DA NERONE A LUDWIG IL PAZZO

Follia al potere?

Uno sguardo al passato per capire il comportamento di Donald Trump

di Giuseppe Rolleri
08 Apr 2026 - 18:18
 © Casa Bianca

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Mancanza di empatia, bugie ripetute, scatti di rabbia, impulsività e assenza di rimorso. Sono alcuni dei sintomi elencati dal manuale della Società Americana di Psichiatria per i soggetti sociopatici. Molti professionisti si sono da tempo esercitati in una diagnosi da remoto per l'inquilino della Casa Bianca, diagnosi che Donald Trump non ha certo contribuito a smentire con le ultime minacce apocalittiche all'Iran che hanno preoccupato molti suoi elettori. Impossibile dire se Donald utilizzi abilmente i suoi comportamenti al limite per fini politici o se sotto sotto ci sia una vena di follia.

Se vi state chiedendo com'è possibile avere uno come Trump nella stanza ovale sappiate che la risposta è arrivata 2400 anni fa. Nella Repubblica Platone parla di come la democrazia possa generare un tiranno che il filosofo descrive come una persona folle e infelice, preda delle sue pulsioni che lo spingono all'inganno e alla violenza. Insomma potere e follia spesso vanno a braccetto.

L'antica Roma in mano a imperatori folli

 Dalla teoria alla pratica e basta far passare qualche secolo per incontrare i primi folli al comando. Le insegne del potere sono le stesse che troviamo sul tappeto della Casa Bianca: cambia la sigla SPQR al posto di USA, dal Potomac a Tevere e non si parla di presidenti ma di imperatori. Tra i sovrani dell'antica Roma la pazzia era una delle accuse più frequenti usate dagli avversari politici. Svetonio e Tacito hanno scritto pagine, poi saccheggiate dagli sceneggiatori di Hollywood, sulle mattane di Caligola o sulla crudeltà di Nerone. Il primo, pur non avendo mai per davvero nominato console il suo cavallo, aveva sbalzi d'umore che sfociavano in torture ed esecuzioni; la nevrosi di Nerone invece lo portò ad uccidere la madre Agrippina

Caligola e Nerone si sono aggiudicati le copertine tra gli imperatori folli e spesso il gossip storico ha tramandato un'immagine esagerata, ma altrettanto "psichiatrici" sono da considerare alcuni atteggiamenti di altri imperatori. Tiberio aveva fatto di Capri una sua Mar-a-Lago dove si dedicava ad ogni forma di eccesso, in particolare peri suoi appetiti sessuali verso ragazzi giovanissimi; Claudio invece viene spesso descritto come succube delle sue mogli Messalina e Agrippina, nonché affetto da epilessia e paralisi cerebrale.

Dai troni d'Europa al lettino dello psicologo

 Ma non solo l’impero romano ha tramandato una vena di follia tra i suoi sovrani. Che siano diagnosi reali o racconti di detrattori politici, non mancano esempi di re folli in tutta Europa. Carlo VI che governò alla fine del 1300 in Francia aveva due soprannomi, "il beneamato" e "il matto", gli storici hanno raccontato di come pensasse di avere un corpo estremamente fragile, fatto di vetro, per questo evitava il contatto fisico e aveva commissionato ai sarti reali abiti rinforzati con barre di ferro. In un'altra circostanza il sovrano credette di essere un lupo mannaro, ululando per le sale del palazzo reale. 

Credeva invece di essere una rana invece Filippo V di Spagna al potere dal 1700, la causa dei suoi comportamenti è stata attribuita ad un disturbo bipolare, una condizione che però non gli impedì di governare affrontando guerre e riforme. Anche le azioni di Giorgio III sovrano del Regno Unito tra '700 e '800 vennero attribuite ad una malattia, la porfiria o ad un avvelenamento da arsenico. Il re inglese parlava per ore a personaggi immaginari e soffriva di allucinazioni e convulsioni. La follia di re Ludwig di Baviera ha dato anche dei frutti positivi prima che venisse deposto per problemi mentali il "re delle fiabe" come venne soprannominato costruì due castelli tra i più belli del mondo, divenuti patrimonio Unesco e visitati ogni anno da milioni di persone.

E chissà quante persone avranno canticchiato il Va pensiero senza sapere che l'opera di Verdi ha come protagonista uno dei primi "sovrani folli" della storia. Nabucodonosor II, re babilonese, divenne famoso per aver perseguitato gli ebrei ma anche costruito i giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo. La Bibbia racconta anche la sua follia quando al termine del suo regno si ritirò nel deserto vivendo come un animale, nutrendosi di erba per poi rinsavire sette anni dopo.

Sempre Platone viene in aiuto nello spiegare che spesso le masse si affidano a personaggi discutibili, però solo gli storici del domani ci diranno se Trump diventerà una voce nell'enciclopedia dei "re pazzi" oppure se in futuro la sua lucida follia gli varrà la fama di fine politico e abile affarista.

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