Gli ex Maga in rivolta contro Donald Trump: "È il momento di mettere il nonno in una casa di riposo"
Da Owens a Greene e Jones, crescono i malumori tra gli ex fedelissimi del tycoon: "Si fa tirare il naso da Netanyahu"
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"Potrebbe essere arrivato il momento di mettere il nonno in una casa di riposo". A dirlo è l'opinionista conservatrice Candace Owen, ex fedelissima di Donald Trump. Parole che arrivano a stretto giro dopo che il presidente americano si è espresso contro Marjorie Taylor Greene, Tucker Carlson, Alex Jones, Megyn Kelly e la stessa Owen, suoi ex alleati e oggi critici nei confronti della guerra in Iran. Il tycoon li aveva definiti "pazzi e guastafeste" e "persone stupide. Direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un po' di pubblicità gratuita ed economica".
Trump e la rivolta dei Maga sulla guerra in Iran
"Il presidente è impazzito. Ho combattuto a fianco di Carlson, Owens e Jones per contribuire all'elezione di Trump e ora si lancia in un delirio sconclusionato attaccandoci tutti in un colpo solo", ha sbottato Taylor Greene, ex deputata e pasionaria del movimento Maga in totale rotta di collisione con il tycoon. "Mi rattrista vedere che si è trasformato completamente rispetto all'uomo che era", ha aggiunto Alex Jones, precisando che Trump "si sta lasciando tirare per il naso da Netanyahu. La guerra in Iran è un disastro totale, un colpo durissimo per l'America".
Il lungo post di Greene
Il botta e risposta tra Trump e i suoi ex alleati è solo l'ultimo di una lunga serie. Pochi giorni fa Greene aveva attaccato il presidente Usa con un lungo post di fuoco su X, denunciando le "menzogne in ambito nucleare" raccontate "da decenni". Riferendosi alle parole del tycoon in cui minacciava di "colpire" centrali elettriche e ponti se Teheran non avesse aperto lo Stretto di Hormuz, Greene aveva affermato: "Tutti coloro, all'interno della sua amministrazione, che affermano di essere cristiani dovrebbero inginocchiarsi, implorare il perdono di Dio, smettere di venerare il presidente e intervenire per porre freno alla follia di Trump. Conosco tutti voi, così come conosco lui: lui è impazzito, e voi tutti ne siete complici. Non sto difendendo l'Iran, ma cerchiamo di essere onesti riguardo a tutta questa faccenda. Lo Stretto è chiuso perché Stati Uniti e Israele hanno scatenato una guerra non provocata contro l'Iran, basata sulle stesse menzogne in ambito nucleare che vanno raccontando da decenni: ovvero che, da un momento all'altro, l'Iran avrebbe sviluppato un'arma nucleare".
"Sapete chi possiede armi nucleari? Israele - aveva proseguito Greene -. Sono più che capaci di difendersi da soli, senza che gli Stati Uniti debbano combattere le loro guerre, uccidere persone innocenti e bambini, e pagarne il prezzo. Le minacce di Trump di bombardare centrali elettriche e ponti colpiscono il popolo iraniano: proprio quel popolo che Trump sosteneva di voler liberare".
Repubblicani tremano per le elezioni del midterm
Intanto il midterm si avvicina sempre più: da tradizione negli Stati Uniti il partito del presidente in carica perde seggi a queste elezioni, ma quest'anno il Grand Old Party potrebbe ricevere una batosta ben più sonora e perdere la maggioranza sia alla Camera che al Senato, a causa del calo di consensi di Trump dovuto alla sempre più impopolare guerra contro l'Iran.
Timori per una debacle
Se pubblicamente i repubblicani festeggiano il cessate il fuoco di due settimane, dietro le quinte c'è tensione in vista del voto di novembre. "La tregua è troppo poco, ed è troppo tardi per salvarlo", ha spiegato uno stratega conservatore a Politico, sottolineando lo stato d'animo della maggioranza del Grand Old Party.
Le elezioni locali
Le recenti performance dei candidati repubblicani in diverse elezioni locali avevano già insinuato dubbi sulle loro chance di mantenere la maggioranza al Congresso e la guerra in Iran sembra averli rafforzati, con i democratici che hanno ripreso quota accusando l'amministrazione di aver trascinato gli Stati Uniti nel caos di un ennesimo conflitto.
In Georgia il dem Shawn Harris ha perso di 12 punti un'elezione suppletiva per il seggio alla Camera di Greene; tuttavia è riuscito a ridurre drasticamente l'enorme margine di 37 punti con cui Trump aveva trionfato in quel distretto nel 2024. In Wisconsin, invece, il candidato democratico alla Corte suprema statale ha ottenuto una vittoria schiacciante, riuscendo persino a conquistare le roccaforti repubblicane dello Stato.
Gli ultimi sondaggi
Questi dati, insieme a diversi sondaggi recenti, rivelano che il tycoon è in calo di consensi, soprattutto per il carovita. In più c'è la rivolta della base Maga, contraria sin dall'inizio all'operazione militare all'estero che ha tradito lo spirito "America first" grazie al quale Trump è riuscito a tornare alla Casa Bianca. Il presidente ha annunciato due viaggi in Arizona e Nevada per difendere le proprie politiche economiche. "Sentirete il presidente parlare di come abbiano giovato al popolo americano", ha spiegato la portavoce Karoline Leavitt. Ma, come detto dallo stratega conservatore a Politico, potrebbe essere ormai "troppo tardi".
