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Il presidente Usa: "Mai così forti, l'inflazione sta crollando, nessun migrante illegale entrato negli ultimi 9 mesi". Dall'aula anche qualche fischio e la protesta dei Democratici
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"Gli Stati Uniti sono tornati, è la nostra età dell'oro e non torneremo indietro". Un Donald Trump fluviale e autocelebrativo, come era da attendersi, nell'annuale discorso dello Stato dell'Unione pronunciato davanti al Congresso. In una sorta di show che ha compreso la celebrazione della nazionale di hockey ghiaccio fresca campione olimpica e la presenza di alcuni protagonisti della società americana, il titolare della Casa Bianca ha rivendicato i suoi successi: "Inflazione in picchiata, mentre Wall Street con me ha battuto ogni record. Confini mai così sicuri, nessun immigrato clandestino è entrato negli ultimi 9 mesi". Sui dazi: "Tutti i Paesi vogliono mantenere gli accordi, nonostante la decisione infelice della Corte Suprema stiamo continuando a guadagnare". E le risorse in entrata per le tariffe commerciali imposte, per il tycoon, "sostituiranno le tasse sul reddito".
In aula non sono mancati tuttavia momenti di tensione e di contestazione da parte dell'opposizione. Qualche fischio non è mancato al momento dell'entrata del tycoon. Poco prima, il deputato Green è stato espulso dall'aula dopo avere mostrato un cartello con la scritta "i neri non sono scimmie", relativo al video - pubblicato dall'account social del presidente - in cui Barack Obama e la moglie Michelle venivano raffigurati come scimpanzé. Alta tensione anche quando Trump ha invitato i membri del Congresso ad alzarsi in piedi per affermare la loro preferenza verso i cittadini americani rispetto agli immigrati illegali: "Dovreste vergognarvi, siete dei pazzi - ha detto - per fortuna i repubblicani sono riusciti a fermarvi. Avete bisogno dei loro voti per continuare a commettere brogli alle elezioni, ma cambieremo la legge e ve lo impediremo".
L'inquilino della Casa Bianca ha alluso alla sua teoria complottistica sulle Presidenziali del 2020 anche quando ha accennato, mentre parlava di farmaci, a quello che dovrebbe essere "il suo terzo mandato". Attacchi e provocazioni anche nei confronti della decana Dem Nancy Pelosi. Invocando l'approvazione dell' "Insider Trading Act" per l'impedimento ai parlamentari di approfittare delle informazioni a loro disposizione, Trump ha sottolineato come, in quell'occasione, anche gli oppositori si siano alzati per applaudire: "Nancy Pelosi si è alzata?", non ha mancato di esclamare alludendo alle accuse, proprio di insider trading, rivolte in passato alla ex speaker della Camera.
"L'Iran vuole un accordo" - Rispetto ai temi internazionali, Trump si è riferito alla tregua ottenuta "grazie alla sua mediazione" a Gaza e soprattutto all'Iran: "Hanno sviluppato missili che possono colpire l'Europa e anche noi. Quello che è certo è che io non permetterò che l'Iran possa produrre delle armi atomiche - ha detto - li abbiamo già colpiti a giugno fermando il loro progetto e lo rifaremo se vogliono ricominciarlo. Ma stiamo negoziando, vogliono un accordo anche se non abbiamo sentito le parole magiche, ovvero 'non vogliamo avere la bomba nucleare". E in tutti i casi, il tycoon ha affermato di essere pronto "ad affrontare le minacce all'America". Non è mancato il consueto "count" dei conflitti risolti per merito dell'azione della sua amministrazione: "Ho risolto otto guerre e ora stiamo lavorando duramente per cercare di risolvere la nona, quella fra Ucraina e Russia", suscitando anche in questo caso la contestazione di alcuni democratici. Sulle questioni estere, Trump ha lodato Marco Rubio che, va da sé, "salirà alle cronache come il miglior segretario di Stato della storia".
"Abbiamo ucciso noi El Mencho" - Nel vantare i successi della campagna anti narcos dell'Amministrazione, Donald Trump, dopo avere esaltato l'operazione in Venezuela che ora è "nuovo amico e partner" e la "consegna di Maduro alla giustizia americana", ha di fatto rivendicato l'eliminazione in Messico di "El Mencho": "Abbiamo anche ucciso uno dei più sinistri boss della droga", ha detto il presidente Usa, sebbene le autorità messicane abbiano sostenuto che non vi sia stato alcun coinvolgimento americano nell'operazione dei giorni scorsi.
È durato un’ora e 48 minuti il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato dal presidente degli Stati Uniti, il primo del suo secondo mandato alla Casa Bianca. Un intervento che entra nella storia per la sua lunghezza: secondo i dati dell’American Presidency Project dell’Università della California a Santa Barbara, si tratta del discorso più lungo almeno dal 1964. Trump aveva già segnato un record lo scorso anno con un intervento di un’ora e 40 minuti davanti al Congresso in sessione congiunta. Con l’appuntamento di quest’anno, il presidente supera se stesso e stabilisce un nuovo primato.