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Speciale Guerra in Iran

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Trump: "Senza un accordo, colpiremo l'Iran con armi ancora più potenti" | Hormuz, in Europa è caccia al cherosene

Teheran chiede lo sblocco degli asset e il cessate il fuoco in Libano prima dell'avvio dei colloqui in Pakistan. Primi negoziati tra Israele e Libano martedì a Washington. Meloni ad Al Sisi: "Necessità di tregua a Beirut"

10 Apr 2026 - 23:58
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Prima dei colloqui tra Usa e Iran in Pakistan, il presidente americano Trump è tornato a minacciare Teheran: "Senza accordo, colpiremo con armi ancora più potenti". Gli ayatollah starebbero valutando l'utilizzo del rial (la valuta nazionale) per il pagamento del pedaggio a Hormuz. Con il blocco del choke point, in Europa è partita la caccia al cherosene. Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf avverte: "Prima dei colloqui a Islamabad, servirà lo sblocco degli asset e una tregua in Libano". La premier Meloni sente il presidente egiziano Al Sisi: "Sostegno ai negoziati sulla crisi in Iran. Necessità di un cessate il fuoco a Beirut in vista dei colloqui con Israele", che si terranno in prima battuta martedì 14 aprile a Washington.


Nei colloqui con l'Iran a Islamabad "scopriremo cosa sta succedendo. Sono militarmente sconfitti e ora, molto presto, riapriremo lo Stretto di Hormuz". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Abbiamo un buon team e si incontrano domani. Vedremo come andrà a finire, la concluderemo in un modo o nell'altro".


La presidenza libanese ha confermato in serata le indiscrezioni dei media secondo le quali martedì 14 aprile si terrà un incontro a Washington con Israele per discutere un cessate il fuoco nella guerra tra l'esercito israeliano e Hezbollah, gruppo filo-iraniano, iniziata all'inizio di marzo. A seguito di un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti, "è stato concordato di tenere un primo incontro martedì al dipartimento di Stato per discutere l'istituzione di una tregua e la data di inizio dei negoziati tra Libano e Israele sotto l'egida degli Stati Uniti", è stato riferito.


La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad, in Pakistan, per i negoziati di domani con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media iraniani. Anche il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araghchi, fa parte della delegazione, secondo l'agenzia di stampa iraniana "Tasnim".


Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo egiziano, Badr Abdelatty, al quale ha "espresso apprezzamento per il ruolo di responsabilità e di mediazione dimostrati dall'Egitto, insieme ai partner regionali". Lo riferisce lo stesso Tajani in un messaggio su X. "Vogliamo lavorare insieme per consolidare la tregua tra Stati Uniti e Iran, con l'obiettivo di costruire una pace duratura e soluzioni comuni su sicurezza e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Sul Libano ho ribadito che è decisivo puntare sui negoziati diretti con Israele per arrivare rapidamente a un cessate il fuoco e poi a negoziati di pace", aggiunge il titolare della Farnesina.


Nel quadro dei continui contatti con i leader della regione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica Araba d'Egitto, Abdel Fattah Al Sisi. È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. Nel corso della conversazione i due leader hanno espresso sostegno al processo negoziale in corso per un'uscita duratura dalla crisi che garantisca un quadro di sicurezza regionale e conduca alla riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz. È stata, inoltre, ribadita l'importanza di giungere a un'intesa sul tema del nucleare iraniano, pilastro necessario per un equilibrio regionale.


Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha affermato che lui e papa Leone XIV portano "la stessa convinzione: dinnanzi alle fratture del mondo, l'azione per la pace è un dovere e un'esigenza". In un messaggio su X pubblicato al termine dell'udienza con il Papa, il capo dello Stato francese si è detto "molto felice di incontrare sua Santità". "La Francia lavora sempre per il dialogo, la giustizia e la fraternità tra i popoli", ha aggiunto Macron.


Il personale dell'ambasciata Usa a Baghdad "è stato oggetto di molteplici attacchi con droni da parte di una milizia terroristica irachena nei pressi dell'Aeroporto Internazionale di Baghdad". Lo ha riferito un funzionario del dipartimento di Stato, secondo quanto riporta la Cnn. L'incidente si è verificato mercoledì. Il funzionario non ha specificato quale milizia sia ritenuta responsabile dell'attacco. Ha tuttavia precisato che "tutto il personale è al sicuro e risulta presente all'appello". Dall'inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, si sono verificati decine di attacchi contro il personale e le strutture statunitensi in Iraq, compiuti da gruppi alleati o sostenuti dall'Iran.


Mosca chiede "a tutti i partecipanti ai negoziati annunciati in Pakistan di mostrare un approccio responsabile e di evitare qualsiasi azione che possa minare l'opportunità che si è aperta". Lo afferma in una dichiarazione il ministero degli Esteri, aggiungendo che la Russia è disposta a "collaborare strettamente con i partner al fine di promuovere sforzi di pace costruttivi e garantire la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente". "Tuttavia - si legge ancora nella nota, postata sul canale Telegram del ministero - purtroppo ci sono forze che ostacolano il movimento verso la pace, creando volontariamente o involontariamente ostacoli su questo percorso". "In particolare - aggiunge la diplomazia russa -coloro che hanno scatenato l'aggressione contro l'Iran e ora lo accusano dei problemi legati alla navigazione nello Stretto di Hormuz, non dovrebbero nascondere come si sono realmente sviluppati gli eventi, e il fatto che fino al 28 febbraio questa importante via d'acqua funzionava senza interruzioni".


Sono almeno 1953 le persone che sono morte negli attacchi israeliani in Libano a partire dal 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut, spiegando che più di 102 erano donne, oltre 130 bambini e almeno 57 paramedici. Il ministero ha aggiunto che oltre 6300 persone sono rimaste ferite, mentre più di un milione di persone sono state sfollate a causa della guerra. Almeno 357 persone, ha evidenziato, sono morte e oltre 1223 sono rimaste ferite nei raid israeliani su vasta scala che hanno colpito il centro di Beirut e altre zone mercoledì 8 aprile. Il bilancio, ha precisato il ministero, non è definitivo poiché le operazioni di soccorso e identificazione sono ancora in corso.


Gli iraniani "non sembrano rendersi conto di non avere carte da giocare, a parte un'estorsione a breve termine del mondo usando le vie d'acqua internazionali. L'unico motivo per cui oggi sono ancora in vita è per negoziare". Lo ha scritto in un post su Truth Social il presidente americano, Donald Trump, facendo riferimento al controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz. Il post termina con Trump convinto che "l'unica ragione per cui sono vivi oggi è per negoziare"! In un altro post, il Commander in chief ha scritto: "Gli iraniani sono migliori a gestire i media di notizie false e le "relazioni pubbliche" di quanto lo siano a combattere".


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Alla vigilia dei negoziati in Pakistan, Donald Trump ha avvertito l'Iran che ci saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo. "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi", ha detto il tycoon in un'intervista al New York Post.


"Da molto tempo il governo spagnolo, guidato da Pedro Sanchez, agisce contro lo Stato di Israele con ogni mezzo possibile. Sanchez e i suoi ministri lanciano accuse false e diffamatorie contro Israele e il suo esercito, diffamano e incitano all'odio contro Israele e il primo ministro Netanyahu. Il governo spagnolo ha cercato di danneggiarci nelle istituzioni internazionali, compresi ripetuti tentativi, senza successo, di promuovere sanzioni contro di noi nell'Unione Europea", ha scritto su X Gideon Sa'ar, ministro degli Esteri dello Stato ebraico. "Durante la guerra contro l'Iran, ha agito contro i nostri interessi e quelli del nostro alleato, gli Stati Uniti. Oggi ho deciso, d'intesa con Netanyahu, di comunicare alla Spagna che non potrà più partecipare al Centro di coordinamento civile-militare di Kiryat Gat. Il pregiudizio ossessivo anti-israeliano della Spagna sotto la guida di Sanchez è talmente grave da averle fatto perdere ogni capacità di svolgere un ruolo costruttivo nell'attuazione del piano di pace di Trump e del centro che opera nell'ambito di tale piano", ha sostenuto Sa'ar affermando poi di aver "informato in anticipo gli alleati statunitensi di questa decisione".


"Due delle misure concordate reciprocamente tra le parti devono ancora essere attuate: un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani prima dell'avvio dei negoziati. Queste due questioni devono essere soddisfatte prima che i negoziati abbiano inizio". Lo ha dichiarato su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano.


"Potrebbe essere arrivato il momento di mettere il nonno in una casa di riposo". Così Candance Owen, ex fedelissima di Donald Trump, replica all'attacco del presidente ai suoi ex alleati, dalla stessa Owen a Marjorie Taylor Green, passando per Tucker Carlson, Alex Jones e Megyn Kelly. "Il presidente è impazzito. Ho combattuto a fianco di Carlson, Owens e Jones per contribuire all'elezione di Trump e ora il presidente si lancia in un delirio sconclusionato attaccandoci tutti in un colpo solo", le ha fatto eco Taylor Greene. "Mi rattrista vedere che si è trasformato completamente rispetto all'uomo che era", ha aggiunto Alex Jones precisando che Trump "si sta lasciando tirare per il naso da Netanyahu. La guerra in Iran è un disastro totale, un colpo durissimo per l'America". In un post durissimo, Trump ha attaccato Owen, Green, Carlson, Jones e Kelly: "Sono persone stupide. Sono dei pazzi e dei guastafeste: e direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un po' di pubblicità gratuita ed economica", ha detto il presidente.


Iran, media: "Amministrazione Trump chiederà rilascio dei cittadini" 

L'amministrazione Trump, nell'ambito dei negoziati in programma in Pakistan per mettere fine al conflitto iniziato il 28 febbraio scorso in Iran, intende chiedere il rilascio dei cittadini americani detenuti in Iran. Lo riporta il Washington Post citando fonti al corrente del dossier. Secondo il quotidiano americano si ritiene siano almeno sei i cittadini americani detenuti in Iran. Le fonti hanno precisato che qualora i negoziati si rivelassero difficili, la richiesta potrebbe essere rinviata.


Almeno otto membri delle forze di sicurezza libanesi sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani nella città di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale Nna. L'agenzia ha descritto una "serie di intensi attacchi aerei" da parte di Israele, tra cui uno contro un ufficio della Sicurezza di Stato, che ha perso otto dei suoi effettivi. Un fotografo dell'Afp ha osservato danni significativi al complesso amministrativo nel centro della città, dove era scoppiato un incendio.


Il capo della Commissione parlamentare per la Sicurezza nazionale dell'Iran ha affermato che, secondo una proposta parlamentare, le tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbero pagate nella valuta nazionale iraniana, il rial. Analisti citati da Al Jazeera hanno spiegato che Iran e Cina stanno attivamente cercando modi per indebolire il predominio globale del dollaro statunitense.


J. D. Vance ha avvertito l'Iran di non "prendere in giro" gli Stati Uniti ai negoziati prima di partire per il Pakistan. "Se vogliono giocare, sappiano che noi non ci staremo", ha detto il vice presidente americano.


Bisogna "recuperare lo spirito del 2000 (quando ci fu l'ingresso dei paesi dell'est nella Nato e nell'Ue, ndr) di coraggio creativo. Il rapporto transatlantico deve rimanere saldo. La Nato è essenziale per garantire l'equilibrio del sistema mondiale. Ed è utile a entrambi le sponde". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nei colloqui avuti oggi a Praga con i presidenti di Camera e Senato della repubblica Ceca.


J.D. Vance ha espresso ottimismo sui colloqui con l'Iran alla partenza per il Pakistan. Parlando con i giornalisti prima di salire sull'aereo, il vice presidente americani ha detto di aspettarsi un esito "positivo".


Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha ricevuto il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, in visita ufficiale a Doha, e i due hanno avuto un colloquio bilaterale sugli ultimi sviluppi regionali, in seguito al recente annuncio di cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e la Repubblica islamica dell'Iran. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa del Qatar Qna, inoltre, i due hanno discusso le relazioni bilaterali e le modalità per rafforzare la cooperazione, in particolare nei settori della difesa e dell'economia. Nel corso dell'incontro, Al Thani ha ribadito che il Qatar accoglie con favore l'annuncio del cessate il fuoco e ha sottolineato l'urgente necessità di consolidarlo per prevenire un'ulteriore escalation nella regione. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di garantire la sicurezza delle rotte marittime e la libertà di navigazione e di commercio internazionale nel rispetto delle norme del diritto internazionale, contribuendo cosi' a mantenere la stabilità della regione e delle catene di approvvigionamento globali. Al Thani ha anche ringraziato il Regno Unito per la cooperazione nel settore della difesa. Da parte sua, Starmer ha ribadito la solidarietà del Regno Unito con il Qatar, sottolineando la necessità di trasformare la dichiarazione di cessate il fuoco in un accordo permanente che garantisca sicurezza e stabilita' nella regione.


La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc) invierà oggi un convoglio di aiuti di emergenza dalla vicina Turchia all'Iran per far fronte a una "disperata situazione umanitaria", secondo l'organizzazione. "I bisogni umanitari in Iran sono estremamente elevati", ha dichiarato all'Afp il portavoce di Ifrc, Scott Craig, prima della partenza del convoglio dalla periferia di Ankara, capitale turca, nell'ambito del cessate il fuoco temporaneo mediato da Stati Uniti e Israele. "La situazione umanitaria in Iran è disperata. I bisogni si evolveranno a seconda della situazione, ma rimarranno critici per molto tempo. Il sistema sanitario del Paese è stato distrutto", ha sottolineato il portavoce. "Le infrastrutture essenziali del Paese sono state danneggiate, e questo ha avuto un impatto enorme anche sul benessere mentale e psicologico della popolazione", ha aggiunto. Oltre a circa 200 kit di primo soccorso, inclusi materiali medici di emergenza per le vittime dei bombardamenti, inviati dalla Federazione, la Mezzaluna Rossa turca ha mobilitato quattro camion con a bordo 48 tonnellate di rifornimenti, tra cui alloggi per sfollati, prodotti per l'igiene e kit di pronto soccorso.


"I Parlamenti sono il fondamentale baluardo della democrazia, cuore del costruttivo confronto tra le diverse istanze presenti nella società. Ad essi fanno affidamento i cittadini che, soprattutto in questo momento storico, chiedono un futuro di pace e libertà che i nostro Paesi possono contribuire a costruire insieme, anche grazie alla comune appartenenza all'Unione europea e all'Alleanza atlantica". Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Senato della Repubblica Ceca dove ha incontrato il presidente il presidente Miloš Vystrcil.


"Siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che mosse dall'avidità e dall'odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza", "profanate dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli", "aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto" che "chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe". Così il Papa ai vescovi di Baghdad.


Il movimento sciita Hezbollah ha rivendicato, per la prima volta dalla ripresa delle ostilita' il 2 marzo scorso, un attacco missilistico contro Ashdod, in Israele, a circa 150 chilometri dal confine con il Libano. In una dichiarazione, il gruppo libanese filo-iraniano ha affermato di aver preso di mira la base navale nel porto di Ashdod con missili di precisione all'1:00 del mattino (ora locale, mezzanotte in Italia).


Gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell'Ue, ha affermato che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture. Lo riporta il Financial Times, che ha visionato una lettere inviata dall'associazione al commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas. Nella lettera, si metteva in guardia Tzitzikostas in merito alle "crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché alla necessità di un monitoraggio e di un intervento proattivo da parte dell'Ue". "Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l'Ue", si legge aggiungendo che l'avvicinarsi dell'alta stagione estiva, "quando il trasporto aereo alimenta l'intero ecosistema turistico su cui fanno affidamento molte economie (dell'Ue)", ha intensificato queste preoccupazioni. Alcuni paesi asiatici, come il Vietnam, hanno iniziato a razionare il carburante per aerei a causa delle carenze, ma l'Europa finora non ha registrato carenze diffuse, sebbene i prezzi del carburante siano raddoppiati e le compagnie aeree abbiano avvertito della possibilità di cancellazioni.


Il piano in 10 punti proposto dall'Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. "Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all'inganno", ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all'avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.


Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che "il tempo sta per scadere" per il rispetto della tregua tra Iran e Stati Uniti. In un messaggio pubblicato su X, Ghalibaf ha affermato che "il Libano e l'intero Asse della resistenza, come alleati dell'Iran, fanno parte integrante del cessate il fuoco", richiamando anche le dichiarazioni del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, che "ha sottolineato pubblicamente e chiaramente la questione del Libano: non c'è spazio per negazioni o passi indietro". "Cessate immediatamente il fuoco", ha aggiunto il presidente del Parlamento iraniano, riferendosi ai raid israeliani in Libano, avvertendo che "le violazioni del cessate il fuoco comportano costi espliciti e risposte forti". La tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti, mediata dal Pakistan ed entrata in vigore mercoledì, 8 aprile, dopo 40 giorni di conflitto. Secondo la versione iraniana, tuttavia, Israele avrebbe proseguito le operazioni militari sia in Iran sia in Libano, in violazione degli impegni assunti nell'accordo. Secondo la versione statunitense, invece, il Libano non farebbe parte della base negoziale.


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Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di "opzioni militari" per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano Donald Trump. "Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto", ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar.


Alcuni funzionari militari israeliani hanno dichiarato, nel corso di una riunione a porte chiuse alla Knesset, che la nuova leadership iraniana e la Guida suprema Mojtaba Khamenei sono "più estremisti rispetto alla precedente". Lo riporta l'israeliana i24NEWS.


La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha posto come condizione che il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, guidasse i negoziati con gli Stati Uniti. Lo riferisce Iran International, citando il vicepresidente del Parlamento Mahmoud Nabavian: "Le nostre condizioni sono state comunicate alla parte pakistana e ci hanno detto che Trump le ha accettate". 


L'emergenza cherosene in Europa si fa ogni giorno più viva e concreta. Secondo quanto riporta il Corriere, le scorte di carburante per aerei dovrebbero terminare tra la seconda e la terza settimana di maggio mettendo a forte rischio le tratte aeree estive. Solo due Paesi avrebbero cherosene d'emergenza per 90 giorni, l'Italia ne possederebbe per 30-60 giorni, mentre altri ne disporrebbero addirittura solo per 8-10 giorni. Ad ammetterlo lo stesso Airports Council International Europe in una lettera visionata dal Financial Times, in cui ha avvertito che gli aeroporti europei rischiano una carenza "sistemica" di carburante se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto completamente entro tre settimane.

Per questo si stanno approntando una serie di tavoli d'emergenza per capire come gestire la situazione, dato che le uniche possibilità al momento sembrano il prelievo dalle riserve strategiche e lo stop alle forniture di cherosene negli aeroporti di alcuni Paesi. Già in alcuni scali avrebbero iniziato a non fornire più carburante ai jet privati favorendo il rifornimento degli aerei di linea e commerciali. 


Oltre 125mila edifici civili in tutto l'Iran sono stati danneggiati dagli attacchi statunitensi e israeliani. Lo riporta la Mezzaluna rossa iraniana.


Per la prima volta i sistemi di guerra e i sistemi intercettori ucraini sono stati usati in Medio Oriente per abbattere droni iraniani Shahed. Lo ha annunciato in un'intervista al Financial Times il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Li abbiamo distrutti? Sì, li abbiamo distrutti".  La tecnologia di Kiev, all'avanguardia per quanto riguarda l'abbattimento di droni per l'esperienza sul campo nel conflitto contro la Russia, sarebbe stato usato in "diversi Paesi del Golfo" che ospitano infrastrutture militari americane. 


Il ministro della Difesa britannico, John Healey, ha comunicato che nelle prossime settimane invierà in Medio Oriente "centinaia di missili intercettori" per rimpolpare le difese contro i proiettili balistici iraniani e di Hezbollah.


Durante i violenti attacchi israeliani a Beirut, diversi membri dei pasdaran sarebbero stati uccisi mentre dirigevano le operazioni di Hezbollah. A riportarlo l'emittente libanese Mtv.


"Più di 3mila persone sono state uccise negli attacchi nemici" in Iran durante la guerra. È la stima fornita da un alto funzionario sanitario iraniano, capo della Legal medicine organization, come riporta il quotidiano Iran Daily. Il funzionario non ha fornito dettagli riguardo a quante siano quelle civili e quante siano militari. Il governo iraniano non ha fornito nessun bilancio definitivo delle vittime della guerra.


L'Idf inizierà a prendere di mira le ambulanze in Libano. Lo ha annunciato il portavoce militare israeliano, Avichay Adraee, dopo aver accusato Hezbollah di fare "ampio uso militare" delle vetture di soccorso. Per Adraee, Israele "agirà in conformità con il diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta da Hezbollah, compreso l’uso di strutture mediche e ambulanze".


Israele e Hezbollah hanno continuato a scambiarsi colpi d'arma da fuoco nella notte, nonostante l'annuncio del premier Benyamin Netanyahu di colloqui di pace con il Libano. Hezbollah, scrivono i media israeliani, ha preso di mira Israele, lanciando un missile contro la città portuale meridionale di Ashdod nelle prime ore di stamattina. Poco prima dell'attacco ad Ashdod, l'Idf ha dichiarato che l'aviazione israeliana aveva colpito una decina di lanciarazzi in Libano, utilizzati nelle ore precedenti per bombardare il nord di Israele, aggiungendo di essere ancora impegnata nelle operazioni di localizzazione e distruzione di ulteriori lanciarazzi.


Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che "non sono in un cessate il fuoco" con Hezbollah ma "in stato di guerra". Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, riportano i media israeliani, nel Libano meridionale, Zamir ha affermato: "L'Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento".


Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, una delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf guidano la delegazione, secondo la stessa fonte. L'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che la notizia dell'arrivo di funzionari iraniani a Islamabad per negoziare con gli Stati Uniti "è completamente falsa". Anche altri media statali iraniani hanno riportato smentite simili.


Il Ministero degli Affari Esteri del Kuwait ha condannato i raid di ieri sera contro il suo Paese, definendoli efferati attacchi perpetrati dall'Iran e dai suoi alleati, tra cui fazioni e gruppi armati, un chiaro riferimento ai gruppi iracheni alleati dell'Iran. Lo scrive Al-Jazeera. La Guardia Nazionale ha poi dichiarato che una delle loro postazioni ha subito danni significativi. Il Kuwait confina con l'Iraq e, nelle ultime due settimane, le autorità hanno affermato che alcuni di questi attacchi provenivano dall'Iraq. Il Kuwait è stato uno dei Paesi più colpiti negli ultimi quindici giorni: l'aeroporto è stato bombardato diverse volte, così come i porti commerciali e gli impianti petroliferi.


Finché gli Usa non rispetteranno il loro impegno a un cessate il fuoco in Libano e Israele continuerà i suoi attacchi, i negoziati in programma per domani in Pakistan restano in sospeso. Lo afferma una fonte informata, citata dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della rivoluzione, aggiungendo che "le notizie di alcuni media secondo cui la squadra negoziale iraniana sarebbe arrivata a Islamabad per negoziare con gli americani sono completamente false". L'agenzia di stampa iraniana Mehr, inoltre, cita l'agenzia Fars, anche questa vicina ai Pasdaran, che attribuisce a una fonte informata la dichiarazione secondo cui "i negoziati rimangono sospesi fino a quando gli Stati Uniti non rispetteranno i propri impegni in merito al cessate il fuoco in Libano e il regime israeliano non cesserà i propri attacchi". Anche Al-Jazeera riporta qualcosa di analogo: cita Abas Aslani, ricercatore senior presso il Centro per gli studi strategici sul Medioriente con sede in Iran, secondo il quale la delegazione dell'Iran non è ancora partita per i colloqui con gli Usa in programma questo fine settimana in Pakistan a causa degli attacchi israeliani in Libano e "la delegazione iraniana non è partita da Teheran perché la parte iraniana sostiene che, finché continueranno gli attacchi israeliani contro il Libano, non ci saranno negoziati a Islamabad". "Ciò indica che il protrarsi degli attacchi in Libano ha creato incertezza sui colloqui", prosegue Aslani parlando con Al-Jazeera, aggiungendo che "inoltre ci sono stati alcuni cambiamenti da parte americana riguardo al piano in 10 punti che era considerato un quadro di lavoro praticabile persino dal presidente degli Stati Uniti" e il "deficit di fiducia" è ora una questione importante per gli iraniani.


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"Sappiamo che la gente ha bisogno di farina, di acqua potabile, di medicine, ma non è solo quello. La cosa più importante è la presenza. Durante il tempo che trascorriamo insieme la gente passa un momento di festa, un momento di pace. Non si sentono abbandonati, non si sentono soli". Così monsignor Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, in un'intervista a La Repubblica. "A Beirut - sottolinea - c'è una situazione ancora convulsa per quanto è accaduto martedì, senza dubbio il momento più difficile dall'inizio del conflitto. C'è stato un attacco a tappeto e contemporaneo in diversi quartieri e a sud del Paese. Dicono che ci siano più di mille feriti e parlavano di 250 o 300 morti, ma è una cifra che andrà verificata man mano che le macerie verranno sgombrate". Secondo monsignor Borgia, "come in ogni guerra alla fine a fare le spese sono soprattutto i civili e in particolare i bambini e le persone vulnerabili. Finora si contavano circa 130 bambini deceduti. Questo è un dato doloroso. A Beirut ci sono circa un milione di sfollati. Anche al sud alcuni vivono in macchina, ho visto il lungomare pieno di macchine. Le persone che hanno lasciato i villaggi vivono condizioni di vita difficili e si domandano se potranno tornare e se troveranno ancora una casa". "L'Unifil - aggiunge - fa un servizio eccezionale: monitora il cessate il fuoco, garantisce la sicurezza e l'accesso degli aiuti umanitari ai civili sulla zona della Blue Line, assiste le forze armate libanesi. Certamente attaccarla è deprecabile".


Nella notte e fino a questa mattina, diverse persone nei dintorni della capitale iraniana, Teheran, e in altre parti del Paese, hanno riferito di aver udito rumori simili a colpi di arma da fuoco ed esplosioni provenienti dalla difesa aerea. Lo riporta il Times of Israel, aggiungendo che il governo iraniano non ha riconosciuto alcun attacco avvenuto in quell'arco di tempo.


Il Kuwait ha accusato l'Iran e i suoi alleati di aver lanciato attacchi con droni contro il suo territorio giovedì sera, nonostante il cessate il fuoco di due settimane. Il ministero degli Esteri kuwaitiano ha affermato che gli attacchi con droni "hanno preso di mira alcune infrastrutture kuwaitiane vitali giovedì sera". Nel frattempo, l'agenzia di stampa statale saudita, citando un responsabile in condizione di anonimato, ha denunciato un recente attacco durante la guerra che ha danneggiato il cruciale oleodotto Est-Ovest. Questo oleodotto trasporta petrolio fino al Mar Rosso ed evita lo Stretto di Hormuz, che l'Iran continua a controllare, nonostante la tregua.


Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha cancellato un post su X in cui aveva definito Israele "una maledizione per l'umanità". Il post, pubblicato nella serata di ieri, ha scatenato proteste a Gerusalemme, che ha affermato che metteva in discussione la capacità del Pakistan di mediare tra Stati Uniti e Iran. Nel post, ora cancellato, Asif scriveva che "mentre a Islamabad sono in corso colloqui di pace, in Libano si sta commettendo un genocidio. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi dall'Iran e ora dal Libano, e lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che coloro che hanno creato questo stato cancerogeno in terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all'inferno". L'ufficio del primo ministro israeliano ha definito il messaggio "vergognoso". "Queste non sono dichiarazioni tollerabili da parte di alcun governo, soprattutto da uno che si proclama mediatore neutrale per la pace", ha replicato su X.


Allerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di venerdì, comprese la zona commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano: lo riporta Afp. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran. Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco giovedì. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree dopo il lancio di razzi di venerdì, tra cui la zona di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni immediate di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo. Hezbollah ha pubblicato diverse dichiarazioni su Telegram, affermando di aver lanciato tre ondate di attacchi missilistici e con droni nelle prime ore del mattino contro soldati israeliani su entrambi i lati del confine, nonché contro una città nel nord di Israele.

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