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Usa, giudice federale vieta la procedura rapida per le deportazioni di massa volute da Trump

Secondo la giudice Jia Cobb, il presidente Usa ha agito in modo sconsiderato nel frenetico tentativo di espellere rapidamente quante più persone possibile. Nuova tegola per il tycoon dopo quella dei dazi

30 Ago 2025 - 15:06
 © Ansa

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Nuova tegola giudiziaria su uno dei pilastri delle politiche di Donald Trump, dopo che una Corte d'Appello federale degli Usa ha definito "incostituzionali" gran parte dei dazi commerciali voluti dal presidente. Un giudice federale ha vietato all'amministrazione Usa di effettuare espulsioni rapide di persone detenute lontano dal confine con il Messico, vanificando, per ora, la prassi delle deportazioni di massa. In un parere di 48 pagine, la giudice Jia Cobb della Corte distrettuale per la capitale (che era stata nominata da Joe Biden) ha scritto che l'amministrazione Trump ha agito in modo sconsiderato nel frenetico tentativo di espellere rapidamente quante più persone possibile, violando probabilmente i diritti al giusto processo e rischiando detenzioni ingiuste.


L'agenzia che supervisiona Voice of America e altre emittenti internazionali finanziate dal governo ha dichiarato di voler tagliare posti di lavoro per oltre 500 dipendenti, secondo quanto dichiarato da un funzionario dell'amministrazione Trump. La decisione potrebbe dare il via a una causa legale che durerà mesi sul destino delle testate giornalistiche. Kari Lake, CEO ad interim dell'Agenzia statunitense per i media globali, ha annunciato l'ultimo ciclo di tagli di posti di lavoro venerdì sera, un giorno dopo che un giudice federale le aveva impedito di rimuovere Michael Abramowitz dalla carica di direttore di VOA. 


"Il presidente Trump ha riscontrato un'emergenza nazionale e ha agito in conformità alla legge imponendo dazi. I giudici del circuito federale stanno interferendo con il ruolo vitale e costituzionalmente centrale del presidente in politica estera. Questa decisione è sbagliata e indebolisce gli Stati Uniti sulla scena mondiale". Lo scrive su X il ministro della giustizia Pam Bondi annunciando che il suo dipartimento farà ricorso contro la decisione della corte d'appello di Washington (che ha dichiarato illegali gran parte dei dazi) "e continuerà a lottare per ripristinare la legittima autorità del presidente". 


Donald Trump è sceso a un nuovo minimo storico per il suo secondo mandato nell'ultimo sondaggio della Quinnipiac University: solo il 37% degli elettori registrati afferma di approvare la gestione del suo incarico da parte del presidente, rispetto al 55% che la disapprova. Un altro 7% afferma di non sapere. Il tasso di approvazione netto negativo di 18 punti del presidente è il più basso registrato da gennaio 2021. Segna anche un calo netto di 4 punti rispetto al sondaggio di luglio, quando il suo tasso di approvazione netto negativo era di 14 punti, con il 40% di approvazione e il 54% di disapprovazione. Il sondaggio di agosto mostra uno scivolamento di 21 punti dall'insediamento di Trump a gennaio, quando il 46% approvava il presidente e il 43% lo disapprovava. 


C'è anche Boston nel mirino di Donald Trump per le retate dei migranti illegali. Secondo Politico il blitz potrebbe scattare nelle prossime settimane, subito dopo o contemporaneamente all'ondata di controlli in preparazione a Chicago e a Baltimora. Entrambe sono città santuario per l'immigrazione e a guida dem. 


Nuova tegola giudiziaria su uno dei pilastri delle politiche di Trump, dopo quella sui dazi: un giudice federale ha vietato all'amministrazione Usa di effettuare espulsioni rapide di persone detenute lontano dal confine con il Messico, vanificando per ora la prassi delle deportazioni di massa. In un parere di 48 pagine, la giudice Jia Cobb della Corte distrettuale per la capitale (nominata da Joe Biden) ha scritto che l'amministrazione Trump ha agito in modo sconsiderato nel frenetico tentativo di espellere rapidamente quante più persone possibile, violando probabilmente i diritti al giusto processo e rischiando detenzioni ingiuste. 

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