Cuba, comunità denuncia l'assenza di elettricità: è al buio da 26 giorni | Usa: "L'Avana si è infiltrata ai massimi livelli del nostro governo"
Bambini, anziani e persone allettate rischiano la vita per l'assenza prolungata di corrente elettrica. Il presidente Usa ha bloccato l'arrivo di petrolio
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Ventisei giorni consecutivi senza elettricità. È l'incubo che stanno vivendo i residenti di una zona nel barrio Veguita de Galo, a sud di Santiago de Cuba, che denunciano le condizioni sempre più difficili in cui sono costretti a vivere. Bambini, anziani e persone allettate che rischiano la vita per l'assenza prolungata di corrente elettrica. Un problema che, in realtà, affligge tutta Cuba da mesi. Il sistema energetico nazionale del Paese ha subito tre collassi totali in appena otto giorni (il 6, il 10 e il 14 luglio), il quinto totale dell'anno e continui blackout continuano a stritolare gli abitanti. In tutto ciò c'entrano anche gli Stati Uniti di Donald Trump, che lo scorso 29 gennaio ha firmato un ordine esecutivo per avviare un nuovo regime sanzionatorio straordinario nei confronti dell'isola. E proprio gli Usa in queste ore hanno accusato L'Avana di "essersi infiltrata ai massimi livelli del governo di Washington".
Quasi un mese al buio
Veguita de Galo è un quartiere periferico con circa 19.000 abitanti. E una sua grande comunità è al buio, senza elettricità, da 26 giorni consecutivi. A riportarlo è il giornalista Yosmany Mayeta Labrada che racconta il fatto per conto di chi lo sta vivendo quotidianamente. "I residenti di Calle 3, nel quartiere di Veguita de Galo a Santiago de Cuba, denunciano di essere senza elettricità da 26 giorni consecutivi, una situazione che definiscono un 'enorme abuso' da parte delle autorità. Nella zona vivono bambini, anziani e persone allettate, che si trovano ad affrontare condizioni sempre più difficili a causa della prolungata interruzione del servizio", scrive il giornalista. I cittadini hanno provato a farsi sentire, ma senza successo fino a questo momento: "Le persone colpite affermano di aver segnalato il problema numerose volte e di essersi persino recate presso le autorità del Partito, ma non hanno ricevuto né attenzione né una soluzione concreta", si legge ancora.
In questa zona non sembra esserci via d'uscita: "Solo pochi giorni fa la compagnia elettrica di Santiago de Cuba ha sostituito un trasformatore guasto nella zona. Tuttavia, l'apparecchiatura installata ha funzionato per meno di due ore prima di esplodere, lasciando nuovamente l'intero quartiere senza corrente". Lo sconforto non può che essere alle stelle: "Ogni volta che chiamiamo, ci dicono che dobbiamo aspettare", afferma uno dei residenti.
La mossa del governo
La disperazione accumulata a causa della scarsità di corrente elettrica ha innescato un'ondata di proteste in tutto il Paese. Nei giorni scorsi si sono verificate fiaccolate e manifestazioni in diverse zone, eventi che non fanno altro che aumentare il numero delle proteste di strada a Cuba. Per fare un esempio, solo a giugno se ne sarebbero verificate 107. Il governo cubano, guidato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz e dal presidente Miguel Díaz-Canel, tuttavia non sembra andare incontro al suo popolo. Ma pare remargli contro. A peggiorare le condizioni di vita è intervenuto un forte rincaro imposto che ha quasi raddoppiato le tariffe del gas domestico. Il costo di una bombola di Gpl da 10 chilogrammi è salito da 213 (circa 0,30 euro) a 350 pesos (circa 0,50 euro), mentre il prezzo del gas di rete ha registrato un aumento del 98,8%. L'esecutivo ha giustificato il provvedimento, che rientra in un pacchetto di 176 riforme, con le attuali difficoltà nell'importazione del petrolio. Ma il risultato è un'ulteriore insurrezione da parte dei cittadini.
Il taglio dagli Stati Uniti
Cuba è una repubblica socialista governata da un unico partito politico, il Partito Comunista di Cuba, che esercita il controllo sulla maggior parte degli aspetti della vita cubana. Ci sono però cose che il partito non può controllare, come le mosse di Trump. Il 29 gennaio scorso, il presidente Usa ha firmato un ordine esecutivo che dichiarava lo stato di emergenza nazionale e accusava il governo cubano di "azioni straordinarie che danneggiano e minacciano gli Stati Uniti". Nello specifico, l'ordine esecutivo affermava che il governo cubano si schiera e sostiene "numerosi paesi ostili, gruppi terroristici transnazionali e attori malintenzionati avversi agli Stati Uniti", tra cui Russia, Cina e Iran. "Gli Stati Uniti non tollerano in alcun modo le atrocità del regime comunista cubano", si legge ancora nell'ordine.
L'ordine ha di fatto dato il via a un blocco petrolifero contro Cuba per impattare la sua generazione elettrica, imponendo nuove tariffe ai paesi che riforniscono direttamente o indirettamente l'isola di petrolio. Questo per esempio ha portato il Messico a sospendere le spedizioni verso Cuba. Gli Stati Uniti hanno continuato a cercare di isolare l'isola sequestrando le spedizioni di petrolio a lei dirette e intercettando le navi nel Mar dei Caraibi alla ricerca di carburante per il Paese. Dopo che gli Stati Uniti hanno deposto Maduro in Venezuela a gennaio e rivendicato il controllo del petrolio venezuelano, Trump ha dichiarato che nessun petrolio locale sarebbe arrivato a Cuba. Le carenze di carburante, sempre più raro, sono quindi alla base delle continue interruzioni di corrente diffuse in tutto lo stato. Il poco combustibile che resta al governo viene gestito con parsimonia.
Addio Venezuela
Cuba ha sempre trovato nel Venezuela un partner economico e di sostegno più che fondamentale. Gli stretti rapporti fra i due paesi risalgono alla fine degli anni '90, dai tempi di Fidel Castro e Hugo Chávez. L'Avana cercava di accedere alle ricche riserve petrolifere del Venezuela a un prezzo inferiore, mentre Caracas desiderava avere accesso ai servizi di intelligence, controspionaggio e al personale militare cubano. Come scrive il Time, il Venezuela ha fornito a Cuba 70.000 barili di petrolio greggio al giorno e prodotti raffinati per un valore di circa 1,3 miliardi di dollari tra la fine del 2024 e la fine del 2025. La scelta di Trump di tagliare la rotta di petrolio fra Cuba e il Venezuela, dunque, ha gettato ancora di più nel caos l'isola. Che chiede aiuto ad alta voce, come gli abitanti di Veguita de Galo al buio da 26 giorni di fila.
Usa: "Cuba si è infiltrata ai massimi livelli del governo di Washington"
In queste ore infine gli Stati Uniti hanno accusato Cuba di aver condotto una campagna di spionaggio durata decenni, affermando che l'Avana è riuscita a infiltrarsi ai massimi livelli del governo di Washington. Cuba "si è infiltrata ai vertici del governo Usa, ha reclutato e coltivato generazioni di attivisti americani e ha sostenuto un'ondata senza precedenti di terrorismo di sinistra sul suolo americano", ha riferito il Dipartimento di Stato americano. Si è trattato, in altri termini, di "una delle più durature e dannose penetrazioni di intelligence straniera nella storia americana".
