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Videogiochi: streamer pagati fino a 50mila dollari allʼora per giocare in diretta

Ecco come aziende del calibro di Ubisoft, Activision, Electronic Arts e Gearbox puntano a promuovere i propri giochi

Videogiochi: streamer pagati fino a 50mila dollari all'ora per giocare in diretta

Che il fenomeno degli streamer, ovvero quei videogiocatori che si guadagnano da vivere trasmettendo in diretta le proprie sessioni di gioco, stesse crescendo a dismisura è cosa nota. D'altronde, solo qualche tempo fa, vi avevamo informato di come una star del calibro di Ninja, lo streamer più pagato al mondo, avesse guadagnato un milione di dollari trasmettendo in diretta il nuovo videogioco di Electronic Arts, Apex Legends.

Incuriosita da questo fenomeno, la redazione del Wall Street Journal ha realizzato un report che analizza nel dettaglio le cifre che gli streamer più famosi e influenti percepiscono giocando in diretta a un nuovo gioco tramite sponsorizzazione. E se il milione di dollari guadagnato da Ninja vi aveva sorpreso, sappiate che non è il solo a guadagnare cifre del genere.

Stando al report del Wall Street Journal, infatti, gli streamer che riescono ad attirare un pubblico dai 15mila spettatori simultanei in su possono percepire da 25mila a 50mila dollari all'ora quando un publisher come Activision, Electronic Arts, Ubisoft o Take-Two Interactive decide di ricorrere alla sponsorizzazione per promuovere l'uscita di un nuovo videogioco.

Non è difficile crederlo, dal momento che il milione di dollari guadagnato da Tyler "Ninja" Blevins al lancio di Apex Legends, prendendo come base una tariffa da 50mila dollari all'ora, corrisponde perfettamente alle venti ore di gioco che lo streamer ha dedicato al battle royale al suo debutto sul mercato. L'investimento di Electronic Arts, però, ha dato certamente i suoi frutti: Apex Legends, infatti, è riuscito a superare 50 milioni di utenti in poche settimane, superando di gran lunga i numeri che un gioco come Fortnite ha macinato nello stesso lasso temporale.

Questo trend è destinato a continuare, in quanto l'articolo del Wall Street Journal sottolinea come le aziende abbiano intenzione di ricorrere nuovamente agli streamer più influenti per promuovere l'uscita dei loro titoli più importanti: Gearbox Software e Take-Two Interactive hanno in programma di pagare gli streamer più famosi per supportare il lancio di Borderlands 3 a settembre, mentre Ubisoft seguirà questo esempio all'uscita di Ghost Recon: Breakpoint il mese successivo. Non è da escludere che, con il prossimo Call of Duty, anche Activision possa seguire l'esempio e pagare le celebrità più seguite di Twitch per spingere le vendite del proprio sparatutto.

Il report indica come per anni i piccoli team indipendenti siano ricorsi agli streamer per aumentare la popolarità di giochi che, altrimenti, sarebbero riusciti difficilmente a farsi notare. Al contrario, grossi publisher come Electronic Arts hanno preferito continuare a ricorrere a strategie marketing tradizionali, fatte di trailer e banner pubblicitari, prima di arrendersi all'evidenza e ricorrere al più famoso di tutti, quel Ninja di cui sopra, per promuovere il lancio di un gioco che non era stato nemmeno svelato alla stampa, come avviene generalmente.

Con la crescita di questo fenomeno, nei prossimi anni assisteremo verosimilmente anche a una grande crescita degli introiti degli streamer, che appurato il proprio ruolo ormai fondamentale nella promozione di un videogioco, potranno pretendere dai publisher molto più di 50mila dollari all'ora per una singola diretta. Ancora convinti che siano semplici giochini elettronici?

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