LA SFILATA EVENTO

Fendi, il debutto di Maria Grazia Chiuri è un ritorno a casa in grande stile

"Meno io, più noi". L'appuntamento più atteso della Fashion Week di Milano è un atto personale e creativo

26 Feb 2026 - 00:05
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© IPA  | Fendi collezione donna autunno inverno 2026-2027
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La sfilata di Fendi era tra gli eventi più attesi di questa Milano Fashion Week dedicata alla moda donna del prossimo autunno inverno. La collezione di debutto della direttrice creativa Maria Grazia Chiuri non ha deluso le aspettative e ha consacrato il suo ritorno in grande stile al timone della maison romana fondata dalle mitiche cinque sorelle - Anna, Franca, Alda, Paola e Carla - e sotto la cui guida ha iniziato la sua carriera. 

Fendi by Maria Grazia Chiuri: una storia senza fine

 Un ritorno "con onore e gioia", lo aveva definito la stessa designer 62enne, ex Valentino e Dior, considerata uno dei più grandi talenti della moda. L'inizio del suo percorso nella maison della doppia F risale al 1989. Sono stati dieci anni di collaborazione e crescita, durante i quali ha contribuito alla progettazione di accessori iconici come la celebre borsa Baguette. Sulla passerella di Milano gli occhi erano tutti per lei e per le nuove creazioni, presentate su una passerella dominata dal bianco e dalle scritte sul pavimento: "Less I, more us", "Meno io, più noi', con cui Maria Grazia Chiuri ha sintetizzato la sua visione per il marchio centenario. "Sono qui per restituire ciò che ho ricevuto", aveva anticipato in un'intervista prima della sfilata. "I nuovi inizi sono sempre emozionanti e sfidare se stessi è stimolante per una persona creativa". 

Fendi, la prima collezione di Maria Grazia Chiuri

 Un ritorno profondamente personale e creativo. Chiuri ha iniziato il suo nuovo percorso per la maison romana reinterpretandone i codici e la silhouette, ridefinendo il logo e riportandolo il più vicino possibile a quello originale. In passerella una femminilità essenziale e chic, espressa da pizzi e trasparenze, abiti scivolati e sottoveste, giacche dal taglio maschile e lunghi cappotti, gonne longuette con lo spacco laterale e che si muovono fluide. Un'ode al colore nero e il rientro in atelier delle pellicce vintage, trattate come materia durevole. Il suo è un guardare al futuro con un'idea chiara di sostanza, artigianalità e lavoro di squadra, quel concetto di "team work" già caro alle sorelle Fendi, "che hanno avuto il merito di dare spazio alla creatività dei giovani che raramente ho ritrovato altrove", ha spiegato.  

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© IPA  | Milano Fashion Week, le star in prima fila alle sfilate
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