Dove Cameron con una manicure effetto “dry” © Instagram
Un trend in controtendenza. La manicure giapponese è la nuova frontiera del quiet luxury, ovvero del lusso discreto e misurato che fa da contraltare allo stile massimalista e appariscente. Le star ne sono conquistate, come si è visto anche dall’esplosione di unghie semplici e naturali sfoggiate sugli ultimi red carpet. Vediamo i punti forti di questa tecnica, che assieme alla manicure russa, è tra le più richieste del momento.
Cos’è la manicure giapponese?
La japanese manicure (detta anche P-Shine) è innanzitutto un trattamento di bellezza, che si avvale di un mix di ingredienti biologici e naturali – come cheratina, vitamine, cera d’api, ginseng, polvere di alghe e di perle – che vanno a nutrire e rinforzare le unghie, donando lucentezza. Da non confondere con il gel giapponese, che è invece un sistema professionale da ricostruzione e copertura. La manicure giapponese, infatti, è senza smalto e non prevede unghie a stiletto o limature aggressive ma si concentra esclusivamente sul benessere e sulla cura. I benefici possono arrivare a durare tra le due e le tre settimane. L'effetto svanisce gradualmente con la crescita naturale delle unghie.
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Che cos’è la manicure russa?
Altra tendenza in ascesa, ma diametralmente opposta, è quella della manicure russa. Detta anche "dry manicure", perché lavora sull’unghia asciutta e garantisce una migliore presa - e durata - dello smalto. A differenza di quella classica, che prevede di ammorbidire, spingere indietro e tagliare le cuticole, ci si avvale di una fresa elettrica e punte diamantate che le sollevano, seccano e rimuovono.
Quali sono i rischi della manicure russa?
Se eseguita da mani esperte, è una tecnica sicura. L’uso scorretto della fresa può causare invece ferite, lesioni, l’assottigliamento eccessivo della lamina ungueale e l’insorgere di infezioni.
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