Valanga di dollari sulle elezioni di midterm: quasi 4 miliardi | E Trump punta tutto su tre Stati per evitare il disastro al Senato
Nel biennio 25-26, i partiti hanno speso 11,6 miliardi superando le presidenziali. Nel "suo" Texas, Trump ha investito 260 milioni per frenare l'onda blu
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Che le elezioni midterm 2026 abbiano un altro sapore rispetto a quelle di quattro anni fa lo si sapeva da tempo. Ma il loro peso - almeno a livello economico - avrebbe addirittura già superato le presidenziali di novembre 2024. Secondo gli ultimi rapporti sulle spese pubblicitarie dei due partiti, il ciclo elettorale 2025-2026 negli Usa è costato in totale 11,6 miliardi di dollari. Un numero mai raggiunto prima: due anni fa Donald Trump tornò nella Casa Bianca dopo una spesa totale bipartisan di 11,2 miliardi, mentre il biennio delle midterm 2022 vide 8,9 miliardi di dollari finire nelle tasche di tv e inserzionisti. Solo a settembre, secondo il sito specializzato AdImpact, Repubblicani e Democratici hanno sborsato oltre 1 miliardo di dollari, quasi doppiando i 589 milioni spesi nello stesso mese di quattro anni fa. E le stime per ottobre parlano di un altro miliardo.
I 4 miliardi nelle midterm, tra tv e social
Secondo quanto raccolto dal New York Times, la spesa specifica per le elezioni di midterm - e dunque per le corse ai seggi di deputati e senatori - è da stimare intorno ai 3,9 miliardi di dollari. La maggior parte dei quali investita nel Senato, dove la roccaforte dei Repubblicani ha più probabilità di reggere: 2,4, con una proiezione fino a 3,4 miliardi, contro 1,6 miliardi. E dove i Democratici si giocano la possibilità di sottrarre completamente a Donald Trump il controllo del Congresso, visto che una sconfitta sonora nella Camera dei Rappresentati è data per certa. Secondo i dati di AdImpact, circa il 48% della spesa totale del ciclo politico biennale è stata attirata dalla tv generalista. Uno spazio sempre maggiore sono riusciti però a ricavarselo la tv connessa (CTV) con il 23%, così come l'area digitale dei social media.
La spesa tra corse in bilico e gare già decise
Ancor più interessante è andare a spulciare dove il Grand Old Party di Trump e i progressisti abbiano deciso di concentrare la mastodontica spesa pubblicitaria. Stando ai dati, solo il 19% (747 milioni di dollari) è stato investito in quegli Stati o in quelle Contee giudicate "saldamente" repubblicane o democratiche. Ben 3,16 miliardi sono invece finiti tra le cosiddette corse "tossup", senza un favorito, e tra le gare elettorali più serrate. Si parla rispettivamente di 2,3 miliardi nelle "tossup" (circa 59% della spesa pubblicitaria complessiva) e 867 milioni nelle altre corse pù indecise.
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I temi su cui i due partiti hanno deciso di spendere di più a livello inserzionistico, da un'analisi del Washington Post
Quanto spendono i Repubblicani rispetto ai Democratici
Tra i due partiti a farla da padrone è quello repubblicano, con 2,1 miliardi di dollari investiti contro gli 1,8 miliardi dem. Sintomo evidente di una lunga rincorsa che il Gop sta tentando di fare per arginare il più possibile il sanguinamento che queste elezioni di midterm causeranno inevitabilmente al partito di Donald Trump. Da una semplice analisi della spesa bipartisan è facilissimo capire quali siano le battaglie più temute, soprattutto nel Senato dove un solo seggio può cambiare drasticamente la storia di queste midterm. Più di un quarto dei fondi è stato infatti speso in tre competizioni in Senato: Ohio (496 milioni), Texas (398 milioni) e Michigan (246 milioni). Tutti Stati che due anni fa hanno preferito Trump a Kamala Harris. Un fortuito caso? Non proprio, dato che l'87% della spesa pubblicitaria totale è destinata a zone che nel 2024 hanno proprio preferito il tycoon.
Lo strano caso del Texas: Trump spende di più, i dem sono in vantaggio
È evidente dunque che il gioco dei Repubblicani sia a inseguire e tappare i buchi. Tanto da spingerli a ritirare fondi già "prenotati" in alcune zone come Georgia e North Carolina, accettando di fatto la sconfitta, per reinvestirli in corse più calde. Nelle otto competizioni per il Senato ritenute "tossup" o leggermente tendenti al Gop, il partito di Trump sta sistematicamente spendendo di più rispetto ai Democratici. Fuori da ogni categoria è proprio il caso del Texas. Uno Stato rosso fuoco, parte della cintura più tradizionalista e tradizionalmente repubblicana, in cui i sondaggi danno in vantaggio - e non di poco - il candidato democratico al Senato James Talarico. Non a caso, i Repubblicani nel Lone Star State hanno investito più del doppio degli avversari: 268 milioni contro 130. Vincere alle urne, però, è tutta un'altra storia.
