Una giudice federale della California ha ordinato all'amministrazione Trump di fermare temporaneamente le pressioni esercitate dal Dipartimento di Giustizia (Doj, Department of Justice) sui funzionari elettorali, a pochi giorni dalle elezioni di midterm. Con un Temporary Restraining Order (Tro) emesso il 30 ottobre, la giudice Trina Thompson ha sospeso alcune iniziative dell'amministrazione Trump portate avanti dal Doj relative ai presunti voti di non cittadini e alle minacce di procedimenti penali nei confronti degli amministratori elettorali. Si tratta di una misura cautelare e non di una decisione definitiva: la questione tornerà infatti davanti al tribunale nelle prossime settimane per ulteriori valutazioni.
Le iniziative del Dipartimento di Giustizia
Negli ultimi mesi il Department of Justice aveva intensificato i controlli sulle liste elettorali e sui presunti casi di voto da parte di non cittadini. Tra le iniziative finite nel mirino figurano le richieste di separare alcune schede riconducibili a circa 20.000 elettori che il governo riteneva potessero non essere cittadini statunitensi. Nella causa si cita inoltre una serie di lettere inviate da Harmeet Dhillon, responsabile della Divisione Diritti Civili del Dipartimento, ai funzionari elettorali dei 50 Stati e di Washington D.C., nelle quali veniva richiamata la possibilità di conseguenze penali in caso di mancata collaborazione con le richieste federali.
Lo stop del tribunale
È proprio su questi interventi che si è concentrata la giudice Trina Thompson. Nell'ordinanza, la magistrata ha affermato che, pur essendo presentate come misure per contrastare il voto illegale, le iniziative del governo rischiano di interferire con la gestione delle elezioni e di privare del diritto di voto elettori che ne hanno titolo. Per questo ha ordinato al Department of Justice di sospendere temporaneamente le richieste contestate e di interrompere le pressioni sui funzionari elettorali. La misura, tuttavia, non chiude la vicenda: si tratta di un provvedimento cautelare destinato a restare in vigore fino alle prossime udienze, nelle quali il tribunale dovrà stabilire se confermare, modificare o revocare le restrizioni imposte al governo federale.
