La guerra fra Usa e Iran potrebbe riprendere presto. A far salire di nuovo l'attenzione è la stampa d'oltreoceano, secondo cui il presidente americano Donald Trump sarebbe intenzionato a riprendere gli attacchi già a partire dal 4 novembre, il giorno successivo alle elezioni di midterm. Gli Stati Uniti avrebbero anche informato gli alleati nel Golfo a prepararsi, ma il piano resterebbe di difficile attuazione.
Nuove bombe sull'Iran? L'indiscrezione
Il potere politico interno di Trump sembra destinato a diminuire negli ultimi due anni di mandato. È quindi probabile che la sua attenzione si sposti sulla politica estera. In altre parole, sulla guerra in Iran. Secondo Ms Now, il tycoon ha in programma di riprendere gli attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato. "Secondo tre alti funzionari di Paesi arabi del Golfo, che hanno richiesto l'anonimato, l'amministrazione Trump ha informato i suoi alleati nella regione di prepararsi a una serie di attacchi brevi e intensi, potenzialmente già a partire dal 4 novembre", scrive il portale.
"Non commentiamo piani militari sensibili, che potrebbero esistere o meno. Il presidente Trump mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l'Iran non possa mai dotarsi di un'arma nucleare", ha affermato a corredo un funzionario della Casa Bianca.
Manca il sostegno in casa sua
La guerra fra Usa e Iran, al momento, è "in pausa": Washington non colpisce l'Iran dall'1 settembre. Trump aveva dichiarato tempo fa che non avrebbe ordinato altri attacchi durante le elezioni di midterm. E dopo? Una nuova ondata di attacchi, al momento, resta in bilico. Secondo gli esperti, infatti, la possibilità di intensificare ulteriormente la pressione militare sull'Iran è un'opzione complicata. Perché? La base repubblicana è sempre più divisa sulla questione iraniana e sul ruolo dell'America nel mondo. "È una situazione complessa a causa della base di sostenitori", ha affermato un ex funzionario dell'amministrazione Trump, in contatto costante con la cerchia ristretta dell'ex presidente.
