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Prezzi del carburante alle stelle, Assarmatori: "Se non scendono a rischio anche i traghetti"

La chiusura dello Stretto di Hormuz sta avendo ricadute anche sui trasporti via mare. L'associazione di categoria chiede interventi correttivi al governo

11 Apr 2026 - 17:57
 © Istockphoto

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In un contesto geopolitico sempre più instabile, segnato dalle tensioni internazionali e dalle ripercussioni dirette sui mercati energetici e sulle catene logistiche globali, la pressione sull'intero sistema produttivo, sia terrestre sia marittimo, si sta acuendo sempre più. A preoccupare particolarmente è il costo dei carburanti, lievitato nelle ultime settimane a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. Chiusura che ha avuto pesanti ricadute in prima battuta sul trasporto aereo, ma che, senza una riapertura a breve, potrebbe causare problemi anche a navi e traghetti. Con l'annuncio della tregua e l'ipotesi ventilata di una possibile riapertura dello Stretto in Medio Oriente, si spera ora in una progressiva normalizzazione della situazione. Al momento però il blocco rimane così come l'incertezza e, anche se in calo, il costo dei carburanti rimane a livelli record.

Una situazione che non lascia per nulla tranquilli i vertici di Assarmatori (l'associazione che rappresenta gli armatori italiani, dell'Unione Europea e dei Paesi terzi che operano in Italia). Dal canto loro invece le compagnie di navigazione rassicurano i passeggeri rimarcando che, nonostante l'aumento del costo dei carburanti, le forniture sono garantite e il settore sta riuscendo, almeno per ora, a reggere l’impatto dei rincari senza rivedere l'offerta. 

Prezzi dei carburanti alle stelle

  "L'aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto in Medio Oriente sta impattando, oltre sul trasporto aereo, anche sui servizi marittimi per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori" - fanno sapere dall'associazione. 

Al punto che, sottolinea l'Assarmatori in una nota diffusa qualche giorno fa e firmata anche da Confitarma (la Confederazione Italiana Armatori), "in assenza di interventi correttivi, il rischio, quantomai concreto, è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino a una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale". In quest'ultimo caso i rischi maggiori potrebbero sussistere per le tratte a lungo raggio come quelle verso la Sicilia o verso la Sardegna mentre per i collegamenti a corto raggio potrebbe solo diminuire la frequenza. 

L'associazione chiede correttivi al governo

 Una situazione che le associazioni di categoria stanno cercando di evitare in ogni modo, tanto che Assarmatori e Confitarma hanno proposto al Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, di prevedere "un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante".

Trasporto imprescindibile nell'economia italiana

 "Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell'economia italiana, spiegano Stefano Messina, presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, presidente di Confitarma. Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti, ma che adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto in una fase congiunturale particolarmente delicata. Ci rivolgiamo a un governo che ha saputo mettere la Blue Economy al centro della sua agenda affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa".

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