Il caro carburante frutta alle compagnie petrolifere 88 milioni in più a settimana
Le stime del Codacons sui guadagni extra di produttori e distributori, e conto finale per gli automobilisti
© Istockphoto
I petrolieri e la filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa, mentre lo Stato attraverso Iva e accise circa 61 milioni di euro in più: sono le stime del Codacons sul peso dei maggiori costi per il caro-carburanti rispetto al periodo pre-conflitto in Medio Oriente. "Considerati i consumi medi giornalieri di carburanti solo sulla rete ordinaria - scrive l'associazione - gli italiani pagano oltre 148 milioni di euro in più a settimana per i propri rifornimenti".
I calcoli del Codacons
Sempre in base ai calcoli dell'associazione, il prezzo industriale rappresenta una quota del 59,4% su ogni litro di gasolio acquistato al distributore, (55,1% sulla benzina), mentre le tasse, grazie al taglio delle accise, pesano per il restante 40,6% (44,9% sulla benzina).
Questo significa che i petrolieri e l'intera filiera dei carburanti incassano circa 88 milioni di euro a settimana in più rispetto a due mesi fa: oltre al costo della materia prima riconducibile alle quotazioni Platts, infatti, su ogni litro di benzina e gasolio si paga un margine lordo, ossia una quota che va a remunerare tutti gli oneri relativi ai passaggi della filiera dalla raffinazione alla distribuzione, come commissioni per broker, trasportatori, grossisti e intermediari vari, fino alla remunerazione dei gestori degli impianti, il cui margine di guadagno però è fisso, e varia dai 3 ai 5 centesimi di euro al litro e non cresce all'aumentare dei prezzi. Allo Stato italiano, invece, attraverso Iva e accise vanno circa 61 milioni di euro in più.
Calo generalizzato dei prezzi
Il Codacons ha evidenziato, sulla base dei dati regionali Mimit, anche un calo generalizzato dei prezzi dei carburanti in tutta Italia sabato, con il prezzo medio del gasolio a 2,166 euro al litro (-1,4 centesimi) e la benzina 1,790 euro/litro (-0,3 cent). In autostrada il diesel costa 2,193 euro/litro (-0,8 cent), la verde 1,817 euro/litro (-0,6 cent).
Per quanto riguarda le riduzioni, le più marcate dei listini si registrano per il gasolio in Sicilia (-2,3 cent al litro), Valle d'Aosta (-2,1 cent), Calabria (-2 cent), mentre in Molise il prezzo del diesel resta invariato. In dettaglio per gli aumenti, nel confronto con i prezzi medi praticati sulla rete italiana a fine febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Iran, e nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, il gasolio costa nell'ultimo periodo oltre un quarto in più, con un aumento alla pompa del 26%, mentre la benzina è rincarata di circa il 7%: un pieno di diesel quindi costa circa 23 euro in più rispetto a febbraio, un pieno di benzina circa 5,8 euro in più.
