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Allarme crescita

Crisi energia, Italia rallenta: Pil giù e ripresa rinviata mentre pesano costi e incertezza

Famiglie e imprese assorbono l’urto tra consumi in calo e investimenti rinviati, mentre grava il caro carburanti

11 Apr 2026 - 10:33
 © ansa

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Lo shock energetico legato al conflitto con l'Iran rischia di spostare in avanti la ripresa economica italiana. Le stime indicano un rinvio di fatto al 2027, anche nello scenario più favorevole. Servirebbero infatti almeno sette-otto mesi di tregua stabile per tornare a una piena normalizzazione dei prezzi. In appena due mesi, l'effetto della crisi ha già dimezzato le prospettive di crescita per il 2026. Il Pil (prodotto interno lordo) perderebbe 0,3 punti, pari a circa 9,7 miliardi di euro rispetto alle previsioni precedenti. Un segnale chiaro di rallentamento che coinvolge l'intero sistema economico.

Consumi frenati e investimenti giù

 Le famiglie iniziano a stringere la cinghia delle proprie spese. I consumi rallentano per 3,9 miliardi di euro, mentre una parte dell'impatto viene assorbita riducendo il risparmio. Un equilibrio fragile, che potrebbe peggiorare se i prezzi dell’energia restassero elevati. Il colpo più duro arriva sugli investimenti. Le imprese rinviano le decisioni, frenate dall’incertezza e dall’aumento dei costi. Il calo stimato è di 7,7 miliardi rispetto alle attese precedenti. Margini ridotti e fiducia in calo pesano sulle strategie aziendali.

Turismo in calo

 Il settore preoccupa e registra una riduzione della spesa prevista per 2,9 miliardi, di cui 2,6 legati ai visitatori stranieri. Si stimano inoltre oltre 11 milioni di presenze in meno. L'incertezza sui carburanti continua a influenzare le scelte di viaggio.

Le reazioni

 "Negli ultimi cinque anni le imprese hanno attraversato di tutto e si sono costruite anche degli anticorpi: attente, resilienti, in attesa di una nuova fase di sviluppo", commenta il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi. "Oggi stiamo vivendo uno shock simile a quello del 2022. Si reagisce, ma non si può continuare a gestire solo l'emergenza. È tempo che l'Ue si doti di una vera politica comune per abbassare il costo degli energetici. Fondamentale sarà anche il ruolo del Governo: in una fase come questa, la rapidità degli interventi può fare la differenza. Il taglio delle accise e il decreto bollette hanno sicuramente contribuito alla relativa tenuta, ma probabilmente saranno necessari ulteriori interventi".

Prezzi carburanti

 Sul fronte carburanti si registra un lieve calo dei prezzi medi, con il diesel che scende a poco più di 2,16 euro al litro e la benzina intorno a 1,79 euro. Riduzioni contenute, che non bastano però a compensare gli aumenti accumulati nelle settimane precedenti. Anche in autostrada i listini restano elevati, segno che la tensione sui mercati energetici continua a riflettersi sui distributori.

Conto salato

 Il bilancio per gli automobilisti resta pesante. Rispetto al periodo pre-conflitto, gli italiani spendono oltre 148 milioni di euro in più ogni settimana solo per i rifornimenti sulla rete ordinaria. Una cifra che dà la misura dell’impatto diretto sulle famiglie e sulle attività economiche che dipendono dal trasporto. A beneficiare di questa situazione è l’intera filiera dei carburanti, che incassa circa 88 milioni di euro in più a settimana. Anche lo Stato vede crescere le entrate, con circa 61 milioni aggiuntivi derivanti da Iva e accise. Un flusso di risorse che però nasce da un aggravio diffuso, destinato a pesare sui consumi e, a catena, sull'andamento complessivo dell'economia.

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