Ryanair: dal 10 novembre tempi più lunghi per l'imbarco bagagli | O'Leary: "Biglietti più cari del 20%"
Chi imbarca un bagalio in stiva dovrà presentarsi almeno 60 minuti prima della partenza prevista, contro gli attuali 40 minuti
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E per chi non ha bagaglio in stiva?
Chi volerà con Ryanair dovrà osservare nuove regole a partire dal prossimo 10 novembre: bisognerà presentarsi almeno 60 minuti prima della partenza prevista, contro gli attuali 40 minuti. Questa modifica, annunciata ad aprile e tra poco operativa, "consentirà al 20% dei passeggeri Ryanair che registrano un bagaglio di disporre di più tempo per superare le code ai controlli di sicurezza e al controllo passaporti e raggiungere il proprio gate di imbarco prima dell'inizio delle operazioni di imbarco, in particolare durante i periodi di maggiore affluenza. Contribuirà inoltre a ridurre il numero, già esiguo, di passeggeri che perdono il volo a causa di ritardi ai controlli di sicurezza o al controllo passaporti", spiega la compagnia in una nota.
Nulla cambierà invece, per il restante 80% dei passeggeri Ryanair che non registra bagagli. Come spiega ancora la compagnia low-cost, questa fetta di passeggeri "non sarà interessato da questa piccola modifica di 20 minuti e continuerà a effettuare il check-in online prima di recarsi in aeroporto, per poi procedere direttamente attraverso i controlli di sicurezza fino al proprio gate di imbarco".
I numeri della compagnia
Le comunicazioni sulle nuove tempistiche di arrivo in aeroporto vengono diffuse da Ryanair insieme agli ultimi dati registrati dalla compagnia aerea e alle stime sull'immediato futuro: atteso entro il 2034 il superamento dei 300 milioni di passeggeri, come annunciato dall'amministratore delegato del gruppo Michael O' Leary. Secondo il manager "la capacità europea si manterrà limitata nel breve termine fino all'inizio prossimo decennio dovuti ai ritardi dei due principali costruttori di aerei e del produttore di motori Pratt & Whitney".
"Le fusioni tra compagnie aeree accelerano - prosegue - e quelle non profittevoli, colpite dall'aumento dei prezzi del carburante, debbono affrontare un inverno difficile, con alcuni operatori dell'Ue già in procedura d'insolvenza (Chapert 11)". "Questi limiti di capacità - spiega - combinati con il nostro vantaggio sempre più ampio sui costi, il nostro bilancio solido, il nostro portafoglio ordini di aerei a basso consumo e la nostra resilienza operativa faciliteranno la crescita sostenibile e profittevole del gruppo".
Per quanto riguarda l'esercizio in corso (2026-2027), il traffico secondo O' Learey "crescerà del 3% a 214 milioni di passeggeri e la nostra leadership sui costi unitari continuerà ad allargarsi". Sul fronte dei carburanti Ryaniar si è ricoperta con "l'80% del fabbisogno congelato a 67 dollari al barile fino al prossimo mese di marzo", che consentirà al gruppo di chiudere l'esercizio con un utile "ben isolato dall'attuale volatilità dei prezzi del cherosene".
L'amministratore delegato di Ryanair Michael O' Leary ha aggiunto, poi, che il gruppo è riuscito a "evitare un ulteriore aumento di 300 milioni della tassa ambientale dell'Ue, garantendo significativi aumenti di stipendio per il personale di bordo tramite contratti collettivi pluriennali e una maggior manutenzione dei velivoli". Per quanto riguarda il costo unitario a fine esercizio, tutto dipenderà "dal prezzo del carburante non ricoperto nel prossimo semestre". O' Leary osserva poi che "la domanda per il terzo trimestre è forte, con tariffe che puntano a un modesto rialzo, mentre la visibilità sulle prenotazioni rimane piuttosto a breve termine, il che ne riduce la visibilità". "La dinamica delle tariffe del terzo trimestre - argomenta il manager - dipenderà molto dalle prossime prenotazioni di ottobre-novembre per le vacanze scolastiche e natalizie".
"Come avviene normalmente in questo momento dell'anno - conclude - abbiamo zero visibilità sul quarto trimestre, così come è ancora presto per dare una stima sull'intero esercizio, che rimane estremamente dipendente dagli sviluppi negativi esterni, compreso l'inasprimento del conflitto in Medio Oriente e in Ucraina, dal prezzo del 20% di cherosene su cui non siamo ricoperti, dagli shock macroeconomici e dall'impatto dei disagi del traffico aereo europeo dovuti a scioperi e problemi organizzativi".
Come già preannunciato pochi giorni fa, gli aumenti delle tariffe aeree saranno quasi inevitabili: la previsione di O'Leary è che il costo dei biglietti aerei in Europa aumenterà fino al 20% il prossimo anno "dopo che Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi contro l'Iran. Il 2027 ha detto, si preannuncia "un anno in cui i prezzi del petrolio saranno molto più alti, e penso che questo si ripercuoterà sui prezzi dei biglietti aerei, che saranno significativamente più cari".
