LA STIMA

Iran, Wttc: "Il conflitto costa al turismo in Medio Oriente 600 milioni al giorno"

Le cancellazioni dei voli, la chiusura dello spazio aereo e il malessere tra i potenziali viaggiatori stanno danneggiando l'economia della regione

11 Mar 2026 - 17:40
 © Getty

© Getty

L'escalation del conflitto in Iran sta già avendo un impatto sul settore dei viaggi e del turismo in tutto il Medio Oriente di almeno 600 milioni di dollari al giorno in termini di mancati introiti di spesa dei visitatori internazionali, secondo una stima del World Travel & Tourism Council (Wttc), il Consiglio mondiale dei viaggi e del turismo, riportata dal "Financial Times". Il dato si basa sulle previsioni per il Medio Oriente nel 2026, prima della crisi. Dunque, le cancellazioni dei voli, la chiusura dello spazio aereo e il malessere tra i potenziali viaggiatori stanno di fatto danneggiando l'economia turistica della regione.

A parte le mancate visite, i viaggiatori si sono affrettati a cancellare le vacanze in Medio Oriente che avevano pianificato in precedenza allo scoppio della guerra. Secondo i dati raccolti dal gruppo AirDna, nella sola Dubai sono state cancellate più di 80mila prenotazioni di affitti a breve termine nella settimana fino al 6 marzo. Prima dell'attacco, il World Travel & Tourism Council aveva stimato che quest'anno i visitatori internazionali avrebbero speso circa 207 miliardi di dollari in Medio Oriente. 

Qualsiasi interruzione influisce sulla domanda

  Il Wttc, che rappresenta il settore privato dell'industria turistica con esponenti tra compagnie aeree, catene alberghiere, crociere e tour operator, sottolinea che le interruzioni dei voli aerei, la fiducia dei viaggiatori e la connettività regionale incidono sulla domanda. Il Medio Oriente - spiega il Wttc - svolge un ruolo fondamentale nel settore dei viaggi globali, rappresentando il 5% degli arrivi internazionali globali e il 14% del traffico di transito internazionale globale. Qualsiasi interruzione influisce sulla domanda a livello mondiale, con ripercussioni su aeroporti e voli, hotel, compagnie di autonoleggio e di crociera.

Medio Oriente, le operazioni di rientro: gli italiani rimpatriati

1 di 1
© Sito ufficiale

© Sito ufficiale

© Sito ufficiale

L'impatto delle chiusure

 I principali hub aeroportuali regionali, tra cui Dubai, Abu Dhabi, Doha e Bahrein, che normalmente gestiscono circa 526mila passeggeri al giorno, hanno subito chiusure e interruzioni operative con l'aggravarsi del conflitto, con un impatto significativo sulla connettività regionale e globale.

Secondo il fornitore di dati Cirium, i cinque giorni di cancellazioni dei voli in tutta la regione hanno lasciato a terra circa 4 milioni di viaggiatori la scorsa settimana. Centinaia di aerei sono decollati dagli aeroporti del Medio Oriente la scorsa settimana, nel tentativo di riportare a casa le decine di migliaia di turisti ancora bloccati. Eppure, nonostante le attuali sfide, il Wttc sottolinea che il settore dei viaggi e del turismo è uno dei settori economici più resilienti al mondo.

Le ipotesi degli analisti

  Le destinazioni del Medio Oriente si sono già riprese in passato da episodi di conflitto. Ma nel frattempo, fino a quando non verrà trovata una soluzione, il turismo resterà fermo. Alcuni analisti prevedono una ripresa, ma solo dei viaggi d'affari grazie alla posizione strategica della regione tra Europa e Asia.

Altri sono più ottimisti e sono sicuri che appena i raid termineranno, i visitatori torneranno a viaggiare nella regione. La ricerca del Wttc sulle crisi precedenti mostra che la domanda turistica, in seguito a incidenti legati alla sicurezza, con la giusta risposta, può riprendersi in appena due mesi, quando i governi e l'industria agiscono rapidamente per ripristinare la fiducia dei viaggiatori.

Ti potrebbe interessare

videovideo