Dubai sotto attacco, un'italiana a Tgcom24: "Porte e finestre hanno tremato, ma ci sentiamo al sicuro"
Benedetta Pasero racconta le ore dell’attacco a Dubai: "Nessuno si aspettava una cosa del genere ma sappiamo di non essere noi l’obiettivo. Mentre stringevo mio figlio pensavo alle madri che sono sotto le bombe vere e che non possono dire lo stesso ai loro figli. Mi si è gelato il sangue"
di Sauro Legramandi© Afp
C’è un nuovo fronte della rappresaglia iraniana dopo l’operazione Ruggito del Leone sferrata da Israele e Stati Uniti. Il fronte si chiama Dubai, città cosmopolita e uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti. E fino a ieri considerata una fortezza inviolabile. Di guerre a Dubai non c’è traccia nell’epoca moderna se non di quelle di tipo commerciale. Comprensibile l’incredulità occidentale davanti alle immagini di fumo e boati sullo skyline di un agglomerato famoso per turismo e business. Eppure uno dei posti più sicuri sulla faccia della Terra è sotto attacco.
Cosa è successo a Dubai
"Tra i residenti, da qualche giorno si parlava di un attacco anche a Dubai dove élite sia iraniane che israeliane che americane hanno fortissimi interessi economici: anche per questo nessuno si aspettava che sarebbe davvero successa una cosa del genere, su scala così grande". A parlare domenica mattina (ora italiana) è Benedetta Pasero, giornalista italiana che vive a Dubai da 14 anni.
L’impensabile è accaduto sabato all’ora di pranzo. Benedetta lo racconta davanti al telefono mentre altri boati scuotono l’aria emiratina. "Stavamo preparando la jeep per andare a festeggiare il compleanno di nostro figlio nel deserto, un barbecue con i suoi amici. Quando si è sentito il primo boato abbiamo pensato a jet da combattimento. Invece erano missili che un attimo dopo sono stati fatti esplodere in aria. A quel boato ne sono seguiti altri. Porte e finestre hanno tremato, il rumore è stato fortissimo".
Cosa avete pensato subito dopo quei botti in aria?
"Razionalmente sapevamo, e sappiamo, che non siamo noi il bersaglio di questi attacchi, non è la popolazione civile. Gli obiettivi sono militari e punti sensibili, come porti, aeroporto, basi dell’esercito. Quindi cerchiamo di mantenere la calma e tranquillizzare i bambini. Dall’altro canto comprendiamo che quei missili e quei droni abbattuti in aria da qualche parte devono pur cadere".
© Dal Web
Ha idea di dove siano finiti quei rottami di missili e droni?
"Ne sono già caduti sulla Palma, al Fairmont Hotel, al Burj Arab (la famosa “vela”), nei quartieri di City Walk e Damac Hills. Lì, sarà un caso, si trova il campo da golf di Trump".
Domenica si sono sentiti altri boati?
"Sono andati avanti fino all’una e mezza di notte di sabato, questa mattina li abbiamo sentiti fino alle 10.10. Tutto sommato sono comunque più serena qui che non se mi trovassi a Teheran".
© dal web
Rientrare in Italia?
"Possiamo solo immaginare la paura tra la gente che vive lì. E magari la voglia di salire su un aereo il prima possibile".
Come è stata la reazione? Lei pensa di rientrare in Italia?
"Le reazioni sono le più svariate: c'è chi si è fatto prendere dal panico e si è rifugiato nei parcheggi sotterranei degli edifici e chi vive come se nulla fosse. Diverse centinaia di persone si sono riversate al confine con l'Oman, ma è notizia recente che è stato colpito anche il porto di Duqm. Noi siamo relativamente tranquilli, pur restando a casa ed essendo molto prudenti. Quando la situazione si calmerà festeggeremo e riprenderemo la nostra vita normalmente. Non ho fretta di scappare in Italia".
Da quello che traspare sembra che lei si senta al sicuro
"Mi si è gelato il sangue": la paura di una madre "Onestamente mi fido molto del governo emiratino, che ci aggiorna attraverso messaggi di allerta (in diverse lingue) e ha sempre dimostrato di saper gestire la sicurezza nazionale in modo impeccabile. La contraerea è eccezionale. E se posso aggiungere, trovo esagerati e a tratti vergognosi alcuni dei commenti letti in queste ore su certa stampa. Mi riferisco a "I nostri figli abbandonati a Dubai dalle autorità italiane" o ai pianti di certi vip: ognuno reagisce allo spavento a modo suo, ci mancherebbe. Ma siamo tutti il più possibile al sicuro, in edifici sicuri, con il governo emiratino che manda aggiornamenti costanti e messaggi di allerta quando serve. Lo spazio aereo è chiuso per la sicurezza di tutti. Cosa si aspettano che faccia la Farnesina? Che li vada a prendere in barca?".
Cosa non dimenticherà mai di queste ore?
"Guardi, ieri sera dopo l'ennesimo boato, mio figlio di 12 anni si è preso uno spavento tale da scoppiare a piangere sconsolato e da non voler lasciare il corridoio. Mentre lo abbracciavo e lo rassicuravo, seduta per terra con lui, pensavo a tutte quelle madri che sono sotto le bombe vere, che non possono nemmeno dire "tranquillo amore, il bersaglio non siamo noi civili, vedrai che andrà tutto bene". E a quelle madri che i figli non possono proprio stringerli più. Mi si è gelato il sangue".
