lo scontro a cipro

Energia, l'Europa si spacca (di nuovo) sul bilancio: No di Germania e von der Leyen

Le risposte da dare alla crisi energetica restano distanti. La presidente della Commissione: ci sono a disposizione ancora 95 miliardi, spendete quelli"

25 Apr 2026 - 08:19
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La risposta alla crisi energetica fa riemergere la vecchia divisione tra il partito del controllo del debito e quello della spesa, ma anche tra chi vorrebbe da parte di Bruxelles azioni più incisive per far fronte ai settori colpiti e chi ritiene che le indicazioni della Commissione europea siano già sufficienti. Se poi la questione si inserisce nel contesto del nuovo dibattito sul bilancio pluriennale da concordare entro l'anno, si capisce perché i leader europei giocano partite differenti a seconda della disponibilità di cassa, ovvero dello spazio fiscale concesso dalle regole di bilancio europeo.

Nella due giorni del Consiglio europeo informale a Cipro, la premier Giorgia Meloni ha fatto ben due punti stampa, a sottolineare l'urgenza del messaggio indirizzato a Bruxelles. L'esecutivo Ue ha dato risposte troppo timide sulla crisi e di sicuro non utili per chi ha la coperta dei conti corta e non è uscito dalla procedura per eccesso di deficit. Non ha nemmeno aperto alla richiesta di tassare gli extra-profitti delle imprese energetiche, per cui cinque Paesi, tra cui l'Italia chiedevano per avere una copertura europea, spiegando che si tratta di una misura che gli Stati potrebbero già attuare da soli.

Ecco che allora Meloni insiste nel chiedere di scorporare le spese per la crisi energetica dalle regole del Patto di Stabilità, come avvenuto per le spese per la difesa. "Vedremo come questo dibattito si svilupperà, ma io continuo a ritenere che quando si parla di allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, questo possa essere sensato", afferma la premier, ricordando che "la questione della capacità fiscale che non è uguale nei diversi Stati membri" e che serve uno scorporo dal computo del deficit delle spese sostenute per i settori colpiti e su sui la Commissione ha concesso un nuovo quadro per gli aiuti di Stato (agricoltura, trasporti e pesca).

Se la porta della sospensione generale del Patto di Stabilità continua a restare chiusa non essendoci le condizioni, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ricordato agli Stati che ci sono ancora 95 miliardi di fondi del Next Generation Eu, in scadenza ad agosto, non ancora utilizzati e che potrebbero essere per gli investimenti energetici. Nelle sue richieste, la leader del governo fa leva sulla necessità di non "creare in questo momento ulteriori disparità all'interno degli Stati membri" e sottolinea di non essere "la sola che chiede queste misure". "C'è un dibattito, ci sono anche Paesi che non sono d'accordo, ma sicuramente ho trovato consapevolezza della situazione", riferisce.

In effetti anche un leader di colore politico opposto come il premier spagnolo Pedro Sanchez, al vertice ha chiesto "la proroga dei fondi Next Generation Eu di 6-12 mesi, vincolandoli con l'elettrificazione e la trasformazione energetica" e di "aprire il dibattito sulla flessibilizzazione delle regole fiscali per gli investimenti legati alla trasformazione energetica e all'elettrificazione".

Il dibattito si intreccia con quello del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, "un negoziato difficilissimo nel quale le posizioni tra loro partono in maniera molto diversa", ammette la stessa premier, marcando le linee rosse dell'Italia sui fondi della coesione e della politica agricola comune, che devono camminare insieme a quelli per la difesa e la competitività. Peccato che due campioni del rigore come Germania e Olanda abbiano già mercato il loro territorio. "Dovremo stabilire nuove priorità, e questo significa che dovremo anche ridurre la spesa nel bilancio europeo in altri settori. Un aumento del debito è fuori discussione, così come l'emissione di obbligazioni europee sul mercato dei capitali", rimarca il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Con questa proposta, questo contributo aumenterebbe vertiginosamente. E questo è inaccettabile per i Paesi Bassi. Possiamo davvero riallocare i fondi", gli fa eco il premier olandese, Rob Jetten, invitando a "ridurre significativamente l'ammontare di tale bilancio".