Tanta strada da percorrere

8 marzo: una Giornata dedicata alla donna

Mimose e speranze tra nuove conquiste, gender gap ancora da colmare e una violenza di genere che non si riesce a domare

08 Mar 2024 - 05:10
 © Istockphoto

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L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, si ripropone anno dopo anno come momento di sensibilizzazione e di rivendicazione dei diritti del mondo femminile, per porre l’accento sull’urgenza di completare un processo di emancipazione e di pari opportunità che ancora è ben lungi dall’essere concluso.  In primo piano la necessità di focalizzare l’attenzione sui problemi di uguaglianza di genere si accompagna all’urgenza di arginare le discriminazioni e le violenze contro le donne. Gli aspetti di riflessione, soprattutto in questi ultimi anni, sono diventati preponderanti sugli spunti festosi della Giornata, anche se l’8 marzo continua a costituire uno spazio di svago e divertimento che le donne riservano a loro stesse e alle loro amiche. 

LA STORIA DELLA GIORNATA DELLA DONNA

 L'8 marzo è stato scelto per celebrare tutte le donne del mondo in occasione della Seconda conferenza delle donne comuniste, nel 1921 a Mosca, facendo confluire in un’unica data le manifestazioni che i singoli Paesi programmavano in momenti differenti dell'anno. In quella sede, la scelta è caduta sull'8 marzo per una serie di diverse ragioni: la conferenza moscovita faceva esplicito riferimento a una manifestazione svoltasi in quel giorno del 1917, quando le donne di San Pietroburgo manifestarono contro lo zar per ottenere “il pane e la pace”; pochi giorni dopo lo zar abdicò e la data è finita nei libri di storia come inizio della Rivoluzione di febbraio. Il mondo occidentale, successivamente, ha preferito indicare altri episodi legati alla propria sfera storico-culturale: tra questi il drammatico incendio avvenuto nel 1857 in uno stabilimento industriale statunitense nel quale il padrone aveva rinchiuso un gruppo di operaie perché non partecipassero a uno sciopero: nessuna delle donne sopravvisse al rogo. In alcuni Paesi, tra cui l'Italia, si ricorda invece un episodio analogo, avvenuto a New York l'8 marzo del 1911, quando un altro rogo, avvenuto stavolta in una fabbrica di camicie, uccise 134 donne. Anche se negli ultimi anni la storicità di alcuni di questi episodi è stata messa in dubbio, la data è diventata un simbolo al di là degli eventi che possono averlo generato. In Italia, la celebrazione di una Giornata della donna ha preso il via nel 1910, in occasione della Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, il cui intento era ottenere parità di trattamento rispetto agli uomini, a partire dal diritto di voto. Le prime celebrazioni dedicate alle donne risalgono al 1922, hanno avuto un’interruzione negli anni del fascismo e sono poi riprese durante la lotta di liberazione nella Seconda guerra mondiale, quando si formarono i gruppi di difesa della donna collegati al Comitato di Liberazione Nazionale, da cui nacque l'Udi (Unione Donne Italiane). Nel 1946 l'Udi organizzò il primo 8 marzo nell'Italia libera, proponendo di farne una giornata per il riconoscimento dei diritti sociali e politici delle donne.

IL CAMMINO ANCORA DA PERCORRERE

 Anche se molto è stato fatto nel corso degli anni, sia a livello legislativo che per superare i retaggi della cultura maschilista ancora molto diffusa anche nei Paesi occidentali, la strada da percorrere è ancora molta. Secondo l'edizione 2023 del "Global gender gap report" pubblicato dal World Economic Forum, che analizza l’evoluzione della parità in 146 Paesi del mondo, all'attuale ritmo di progresso e nonostante un lieve miglioramento riscontrato nell'ultimo anno,  occorreranno 131 anni per raggiungere la piena parità tra uomini e donne, 162 anni per colmare il divario nell'emancipazione politica, 169 anni per il divario nelle opportunità economiche. Il report analizza quattro dimensioni: opportunità economiche, istruzione, salute ed emancipazione politica. Secondo un'altra indagine, realizzata da KRUK Italia, l’esperto del credito, nel nostro Pese sono ancora soprattutto gli uomini a gestire il denaro nel nucleo familiare: tutto questo avviene anche se le donne, secondo i partecipanti al sondaggio, sono considerate più responsabili nell’amministrazione del budget. In effetti, il 50% dei rispondenti uomini ha dichiarato che le donne sono in grado di gestire meglio le spese della casa e gli alimenti rispetto agli uomini, e il 70% dei rispondenti maschi avrebbe volentieri lasciato la gestione di un conto di famiglia alla partner perché ritenuta più abile nella gestione del budget. 

LA VIOLENZA DI GENERE

  Oltre al tristissimo bilancio dei femminicidi, che nel 2023 ha fatto contare 118 vittime, di cui 96 uccise in ambito familiare/affettivo, non dobbiamo dimenticare gli innumerevoli casi di violenza di genere, fisica e psicologica a cui donne e ragazze sono sottoposte in moltissimi ambienti, compreso quello lavorativo.  Secondo l'OMS la violenza di genere coinvolge circa un terzo delle persone di sesso femminile in tutto il mondo, indipendentemente dalla classe socio-culturale a cui appartengono. Su questo argomento la Fondazione Libellula ha condotto tra dicembre 2023 e gennaio 2024 la survey L.E.I. (Lavoro, Equità, Inclusione) 2024, dal titolo “Ti Tocca”, che ha coinvolto ben 11.201 donne, indagando il delicato tema della violenza di genere e delle molestie sul posto di lavoro. Sono emersi dati allarmanti: circa 7 donne su 10 hanno dichiarato di essere state vittima di molestie con complimenti, allusioni e osservazioni sul proprio corpo che le hanno messe a disagio; addirittura il 40% ha subito contatti fisici indesiderati (un dato in netto aumento rispetto al 2022 , +81% circa), e il 43% ha ricevuto avances esplicite, con un significativo aumento anche nei casi di donne in posizioni manageriali.  Alle lavoratrici in cerca di ascolto e orientamento per casi di discriminazioni, molestie e violenze, la Fondazione Libellula ha dedicato lo Sportello L.E.I.

PERCHÉ LA MIMOSA È SIMBOLO DELL’8 MARZO

 La mimosa è il fiore “ufficiale” dell’8 marzo ed è gesto cortese farne omaggio alle donne di tutte le età. La scelta risale al 1946 per iniziativa di tre ex partigiane e donne politiche: Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, le quali considerarono che questa graziosa infiorescenza è uno dei pochi fiori di stagione disponibili all’inizio di marzo. È anche relativamente poco costosa e quindi alla portata di tutti. Con il suo bel colore giallo esprime vitalità ed energia e rappresenta anche il passaggio dalla morte alla vita, offrendo una bella metafora per ricordare le donne che si sono battute per l'uguaglianza e i diritti femminili anche a costo della loro vita.

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