La scuola è di nuovo al via: ogni inizio di anno scolastico è una pagina bianca che spaventa e affascina allo stesso tempo, un momento in cui i ragazzi devono tornare sui banchi e in cui i genitori riprendono a destreggiarsi tra mille impegni, propri e dei figli. Il ritorno a scuola è un rito che coinvolge l’intera famiglia, con il suo carico di aspettative, emozioni e nuove sfide. Per evitare che il nuovo anno diventi una corsa a ostacoli fin dal principio, perché non affrontarlo con un cambio di prospettiva? La ripartenza è il momento perfetto per impostare nuove abitudini, sia da parte dei ragazzi sia per quanto riguarda i genitori: ecco alcuni consigli per gli studenti e per le loro famiglie, per ripartire con entusiasmo e senza stress.
Andare bene a scuola non è solo una questione di quante ore si passano sui libri, ma di metodo. Come suggerisce il Memory Trainer Matteo Salvo, bastano alcuni piccoli accorgimenti strategici fin dal primo giorno per fare la differenza. Ma anche i genitori possono, anzi devono, fare la loro parte, assumendo un ruolo di facilitatori più che di semplici controllori. Ecco allora tre tips, pensati apposta per loro.
TRE CONSIGLIPER MAMME E PAPÀ: creare l'ambiente giusto e slegarsi dai voti
1. Create un ambiente che renda facile riprendere lo studio – Fare in modo che il ragazzo abbia un luogo definito e ben organizzato per studiare, con il materiale facilmente accessibile, poche distrazioni e una routine stabile: un buon ambiente rende più semplice mettersi a studiare e permette di concentrare le risorse cognitive su ciò che conta davvero: comprendere, ricordare e imparare.
2. Attaccare per prima la materia più difficile - Le ore della giornata non hanno tutte lo stesso valore energetico, soprattutto dopo una lunga mattinata a scuola. Insegnate ai figli ad affrontare i compiti più complessi nei momenti di massima lucidità: lasciare per ultima la materia che si considera più difficile significa abbordarla quando si è stanchi, con il rischio di creare un circolo vizioso: servirà più tempo per svolgerla, aumenteranno gli errori, la frustrazione e la falsa convinzione di "non essere portati".
3. I figli non sono i loro voti - Un brutto voto è da trattare con la giusta attenzione, ma ricordando che si tratta solo di un'informazione su un processo che non ha funzionato. I motivi possono essere molti: studio insufficiente o senza il giusto metodo, distrazione, ma anche ansia e “blocchi” al momento della prova. In ogni caso non è mai un'etichetta sull'identità del ragazzo. Cambiamo la domanda da "Perché non hai studiato?" a "Cosa ti ha impedito di ottenere il risultato che volevi?". Se vogliamo cambiare i risultati, dobbiamo imparare a intervenire sui processi che li producono.
TRE IDEE PER I RAGAZZI –Ed ecco tre consigli da condividere coni nostri figli, per guidarli nella ripresa delle attività.
1. I primi dieci giorni possono fare la differenza – Un errore molto comune sta nell’affrontare i primi giorni di scuola come un momento che serve soprattutto a ritrovare gli amici e a “entrare nel mood”. Sono invece il momento migliore per costruirsi un piccolo vantaggio che diventerà prezioso quando inizieranno verifiche e interrogazioni. Aspettare che arrivino le prime interrogazioni per cominciare a concentrarsi e a studiare significa spesso ritrovarsi improvvisamente indietro in più materie contemporaneamente. Meglio seguire le spiegazioni fin dal primo giorno e, una volta a casa, dedicare un po’ di tempo a riprendere i diversi argomenti e a ripeterli con parole proprie.
2. Geografia della classe: la scelta del posto – Quando uno studente può scegliere il proprio posti a inizio scuola, tenderà a preferire gli ultimi banchi e a mettersi accanto all’amico del cuore. Sedersi nelle prime file o accanto a compagni che ancora non si conoscono, invece, aiuta ad avere meno distrazioni e a sfruttare meglio le ore di scuola per imparare: più si riesce a comprendere e memorizzare direttamente in classe, meno si dovrà faticare a casa, conservando il tempo libero.
3. Giocare d’anticipo – Può essere una buona idea, a fine giornata, dedicare qualche minuto ad anticipare quello che verrà spiegato a scuola il giorno dopo. Basta sfogliare rapidamente i titoli, le immagini o la sintesi del prossimo capitolo: questo piccolo anticipo fornisce al cervello una struttura pronta a inserire le nuove informazioni, facilitando la comprensione immediata e aiuta a individuare subito ciò che non è chiaro.
BENESSERE MENTALE E SPORT – Un metodo di studio vincente non funziona senza una ricarica di buonumore. Per questo lo sport, la musica e le uscite con gli amici non vanno visti come un premio, ma come parte integrante della routine: sapere che alla fine del pomeriggio rimarrà una quota di tempo libero aumenta la concentrazione sui libri. Questa complicità, però, richiede presenza. Spegniamo a nostra volta le notifiche delle chat quando siamo a tavola o passiamo del tempo insieme ai figli e concentriamo in un unico momento della giornata il controllo degli avvisi e dei compiti sul registro elettronico. Affidare progressivamente ai ragazzi la responsabilità di zaino e diario è il passaporto per la loro crescita. E, ammettiamolo, anche per la serenità di noi mamme.
