Non solo Vacation Blues

Rientro: come non "bruciare" a settembre il benessere delle vacanze

Il problema non è il ritorno a vasa, ma la tendenza a dilapidare il capitale emotivo accumulato durante l’estate

08 Set 2026 - 07:00
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 © Istockphoto

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Il periodo delle vacanze è finito e a settembre va in scena il solito copione: si riattivano le notifiche e l’agenda si riempie di impegni. La sensazione è che le ferie siano già lontane anni luce e che prima di poterne godere di nuovo debba trascorrere un periodo infinito. Non si tratta solo di affrontare la tristezza del ritorno, ma della velocità con cui vanno in fumo tutti i benefici che abbiamo tratto dal periodo di riposo: siamo tornati al lavoro da pochi giorni e già il relax, le relazioni, la leggerezza e i ritmi rilassati dell’estate stanno scivolando via senza lasciare traccia. In questo modo in pochi giorni ritorniamo alle abitudini che ci hanno fatti arrivare stremati alle vacanze. Ma chi lo ha detto che l'esaurimento è la norma e il benessere un'eccezione?

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PERCHÉ IN VACANZA STIAMO COSÌ BENE? – La scienza conferma quello che il nostro corpo sa già: tempo libero, riposo quanto serve, vita sana nella natura e sole ci rigenerano. Il problema viene quando dobbiamo capitalizzare i benefici acquisiti e farli durare nel tempo, evitando i fattori che li consumano. Il nemico numero uno è, naturalmente il lavoro, con la pressione che lo accompagna. Gli studi scientifici associano la “workplace telepressure”, ossia l’urgenza percepita di controllare continuamente e rispondere subito alle comunicazioni professionali, a un recupero più fragile e a una minore capacità di staccare. Tutto sta nel trovare, dopo la pausa estiva, un modo per attingere con oculatezza al patrimonio di risorse accumulate mentre eravamo lontani da casa, e non di dilapidarle tutte subito. 

LE QUATTRO “SPESE PAZZE” CHE BRUCIANO IL CAPITALE EMOTIVO - Richard Romagnoli, formatore, coach e autore, indica quattro comportamenti che ci portano a consumare in breve tempo il patrimonio di benessere emotivo delle vacanze. Il primo è riempire fin dal primo giorno l’agenda di impegni, cancellando il tempo riservato a noi stessi. Il secondo errore sta nel ritornare immediatamente alla disponibilità permanente, e (terzo errore) nell’abbandonare proprio le attività che in vacanza ci avevano restituito energia. Infine, è deleterio imporsi di recuperare il tempo “perso” mentre eravamo in vacanza, trasformando settembre in una rincorsa. Il risultato? A inizio ottobre ci troviamo già stanchi come se non fossimo mai partiti. Inoltre, ritornare negli stessi spazi (la solita scrivania, gli stessi oggetti, la stessa routine mattutina) riattiva automaticamente il "pilota automatico" delle cattive abitudini. La buona notizia? Il rientro è una finestra di scelta: basta cambiare un piccolo elemento del contesto per ingannare la routine e mantenere il controllo.

LE MOSSE PER NON “CONSUMARE” L’ESTATE IN POCHI GIORNI - Quando siamo in vacanza, spiega Romagnoli, “fotografiamo tutto: il mare, il tramonto e il piatto dello chef. Dovremmo imparare a fotografare anche le condizioni interiori: che cosa facevo quando mi sentivo bene? Con chi ero? Dove si trovava il telefono? Quanto tempo trascorrevo fuori casa?” Il periodo di vacanza si trasforma così in un luogo di osservazione privilegiato, da analizzare per scoprire che cosa ci fa stare bene quando diminuisce la pressione dello stress e recuperiamo sonno, tempo all’aperto e relazioni.Ecco allora tre mosse semplici, ma vincenti, da testare subito:

1. Prima il respiro, poi il mondo - Per i primi cinque minuti del mattino vietiamo a noi stessi  email, messaggi o notizie. Concentriamo l’attenzione sul corpo, respiriamo lentamente, senza forzare, fino ad avvicinarci a circa sei respiri al minuto: la respirazione controllata può favorire la variabilità della frequenza cardiaca; se compaiono fastidio o capogiri, si torna al proprio ritmo naturale. La domanda che dobbiamo porci durante questo esercizio è: “Come voglio vivere questa giornata?”

2. Salviamo un pezzetto dell’estate – Le rivoluzioni radicali non funzionano. Scegliamo una sola abitudine estiva che ti faceva stare bene, come una passeggiata dopo cena, la colazione senza smartphone, mezz'ora di sonno in più – e fissiamola nella nostra agenda settimanale.

3. Facciamo il “saldo emotivo” - Prima di dormire chiediamoci: “Che cosa oggi mi ha restituito energia?” e “Che cosa me l’ha portata via inutilmente?”. Il giorno dopo, ripetiamo un gesto che nutre e riduciamo un comportamento che ha “consumato” la nostra energia.

LA FELICITÀ NON DEVE ESSERE UN EVENTO STAGIONALE – Il benessere non può e non deve ridursi a tre settimane all'anno. Anche se non possiamo controllare tutto quello che accade, possiamo allenare il modo in cui reagiamo agli eventi. Non rimandiamo la nostra serenità al prossimo weekend o alla prossima estate. Proteggere il capitale emotivo delle vacanze significa camminare nel mondo con la versione migliore, più leggera e resiliente, di noi stessi, magari proprio quella che abbiamo scoperto sotto il sole dell'estate.