Bambini

Inserimento a nido e asilo: meno "addestramento", più coccole

Il modo migliore per preparare i piccoli è evitare troppi cambiamenti, specie per quanto riguarda il sonno

27 Ago 2026 - 07:00
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Il mese di settembre si avvicina e con esso il delicato momento in cui iniziare l’inserimento dei bambini al nido o all’asilo. Si tratta, indubbiamente, di una fase delicata alla quale dedicare tutta la giusta attenzione, ma da affrontare con la curiosità e con l’entusiasmo che merita la nuova esperienza. Anche i dubbi e le eventuali piccole preoccupazioni devono essere gestiti con serenità da parte dei genitori, in modo che non si trasmettano immediatamente al piccolo. Domande come: devo insegnargli già da adesso ad addormentarsi da solo, nel suo lettino? Oppure: devo abituarlo a rinunciare al ciuccio? Insomma, tentare di “addestrare” il piccolo alle nuove abitudini rischia di creare solo stress prima del tempo.  

L’INSERIMENTO È DEL PICCOLO, MA ANCHE DELLA MAMMA – Sgombriamo il campo dai sensi di colpa: provare ansia, un pizzico di nostalgia o persino paura del distacco è normale e naturale. L’ambientamento non riguarda solo il bambino, ma segna l’inizio di un nuovo capitolo anche per noi, come donne e madri. Spesso il rientro al lavoro si porta dietro un carico emotivo pesante, ma ricordiamo che i bambini sono come spugne: percepiscono la nostra tensione e ne risentono. Lavorare sulla propria serenità e nutrire fiducia nelle educatrici è il regalo più grande che possiamo fare al nostro piccolo: se noi ci sentiamo sicure, anche lui si sentirà al sicuro. Tutto il resto arriverà da sé, con il tempo.

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IL SONNO: NON TRASFORMIAMOLO IN “BOOTCAMP” DELLA NANNA - Secondo Chiara Baiguini, Life&Family Coach ed educatrice del sonno infantile, è uno degli errori più frequenti consiste nel forzare le tappe dell‘autonomia nella nanna. “L’obiettivo dell'estate non dovrebbe essere addestrare il bambino a dormire da solo, ma accompagnarlo con serenità verso un cambiamento importante."  Il sonno al nido non funziona come quello di casa, ma segue dinamiche completamente diverse. L'ambiente è strutturato con orari regolari, rituali ripetuti ogni giorno, luci soffuse e spazi pensati per favorire il riposo. A questo si aggiunge la forza del gruppo: quando gli altri bambini rallentano, anche il singolo tende naturalmente a lasciarsi andare al sonno. Le educatrici affrontano il momento della nanna con uno stato emotivo differente rispetto ai genitori. A casa il sonno è spesso carico di aspettative, stanchezza, sensi di colpa e paura di sbagliar da parte dei genitori: i bambini percepiscono questo carico emotivo. Le educatrici, invece, accompagnano il riposo con maggiore leggerezza e questo, molto spesso, facilita l'addormentamento." È anche per questo motivo che molti bambini che a casa dormono esclusivamente con la mamma riescono, dopo il periodo di ambientamento, ad addormentarsi serenamente anche al nido.

GLI ERRORI DA EVITARE NEGLI ULTIMI GIORNI D’ESTATE – Nelle settimane che precedono il nido ci sono tre errori da evitare:  
1. Insegnargli a dormire da solo a tappe forzate - L'addormentamento autonomo non è una tecnica da apprendere in pochi giorni, ma una competenza che nasce quando il bambino si sente sufficientemente sicuro. Anticipare questo percorso rischia soltanto di aumentare lo stress.
2. Cambiare improvvisamente lettino o modalità di addormentamento - Se al nido dormirà sulla brandina, non significa che debba iniziare subito a farlo anche a casa. Sarà il contesto strutturato del nido a fare la differenza.
3. Stravolgere gli orari senza osservarlo - Non tutti i bambini hanno bisogno di anticipare rigidamente i ritmi del nido: alcuni si adattano con facilità, mentre altri possono beneficiare di una maggiore regolarità. Non esiste una regola valida per tutti.

UNA "VALIGIA DELLA SICUREZZA" – Può essere utile, invece, durante l’estate e nelle ultime settimane prima dell’inserimento, stabilire alcune prassi che possono essere riprodotte facilmente anche fuori dalla della routine domestica:
- Il profumo di casa: scegli un oggetto del cuore (un peluche o una copertina) e tienilo nel tuo letto per qualche notte prima dell'inizio, così che assorba il tuo profumo e porti un senso di sicurezza al nido.
- Semplifichiamo i rituali: conserviamo pochi gesti rassicuranti per la nanna, facili da riprodurre ovunque, mantenendo solo quelli davvero rassicuranti e facilmente riproducibili.
- Coinvolgiamo la rete familiare: lasciamo che il papà, i nonni o altri familiari gestiscano l'addormentamento, così il piccolo sperimenterà che è al sicuro anche senza di noi.
-  Il gioco del "vado e torno": proponiamo durante il giorno piccoli giochi di sparizione (come il nascondino), che aiutano a metabolizzare la separazione con la certezza del ritorno.
- Facciamo squadra: condividiamo apertamente con le educatrici le abitudini e i segnali specifici del bambino.

E PER I PIÙ GRANDI? LA SCUOLA MATERNA (3-5 ANNI) - Se l'inserimento riguarda la scuola dell'infanzia, le dinamiche cambiano: i bambini sono più autonomi e hanno una maggiore comprensione del tempo. Ecco come aiutarli:
- Coinvolgimento attivo: compriamo insieme la borraccia, lo zainetto o la sacca per il cambio. Renderlo protagonista dello "shopping per i grandi" stimola l'entusiasmo.
- Il gioco dei ruoli: giochiamo a "fare la scuola" a casa, con i peluche che fanno i compagni di classe e noi l'insegnante, per mostrare visivamente cosa succederà durante la giornata.
- La linea del tempo visiva: i bambini non hanno il senso del tempo astratto ("torno alle quattro"). Meglio usare riferimenti pratici: "Mamma torna dopo la merenda del pomeriggio".
- Leggere insieme: utilizziamo i libri illustrati che parlano del primo giorno di scuola per dare un nome alle loro paure e normalizzare l'emozione.
- Niente promesse irrealizzabili: meglio evitare frasi come "Se fai il bravo ti compro un gioco". Il messaggio deve essere che andare a scuola è una bellissima normalità, non un sacrificio da ricompensare.